«Quest’oggi ho depositato un’interrogazione al Ministro delle Imprese e del Made in Italy in merito alla decisione di Vestas Italia di chiudere il magazzino, il training center e le attività di repair blades dello stabilimento di Taranto, con il contestuale trasferimento forzato di tali asset a San Nicola di Melfi (Potenza), a partire dal 1° marzo 2026.
Hanno ragione i lavoratori a parlare di un vero e proprio licenziamento mascherato, dal momento che un trasferimento a oltre 200 chilometri di distanza risulta incompatibile con la tutela della continuità occupazionale e con il diritto alla vita familiare dei lavoratori coinvolti.
Mentre prosegue lo sciopero a oltranza indetto dalle organizzazioni sindacali, è impossibile non considerare che la vertenza Vestas si inserisce in un contesto territoriale già gravemente segnato da crisi industriali, occupazionali e ambientali, rispetto al quale lo Stato ha più volte assunto impegni formali di reindustrializzazione, tutela del lavoro e riconversione produttiva, senza tuttavia tradurli in fatti concreti.
Alla luce del silenzio del Governo su questa vicenda, come Movimento 5 Stelle chiediamo al Ministro Adolfo Urso se sia a conoscenza della vertenza e delle tensioni sociali attualmente in atto e se intenda attivare con urgenza un tavolo di crisi nazionale presso il suo dicastero, coinvolgendo l’azienda, le organizzazioni sindacali, la Regione Puglia e gli enti locali interessati.
In particolare, domandiamo quali iniziative il Ministro intenda assumere per ottenere la sospensione immediata della procedura di trasferimento, al fine di consentire un confronto reale su soluzioni alternative che salvaguardino i livelli occupazionali. Chiediamo inoltre se ritenga compatibile, con gli indirizzi nazionali in materia di transizione ecologica, politiche industriali e coesione territoriale, la scelta di una multinazionale delle rinnovabili di ridimensionare la propria presenza nel Mezzogiorno, trattando un sito produttivo come una semplice variabile logistica.
Infine, appare imprescindibile sapere se Vestas Italia abbia beneficiato di contributi pubblici, incentivi, agevolazioni o altri benefici, diretti o indiretti, e se tali strumenti siano stati subordinati a vincoli occupazionali o territoriali. Chiediamo inoltre quali misure il Ministro intenda adottare per evitare che Taranto continui a pagare il prezzo delle strategie industriali delle multinazionali, senza adeguate tutele per lavoratrici e lavoratori e per il tessuto economico locale».
Lo afferma in una nota il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario, finanziario e assicurativo.














