I giorni scorsi il Taranto ha ufficializzato tramite un comunicato stampa apparso sul sito ufficiale del club di aver raggiunto l’accordo con il Dott. Giuseppe Volpe per l’incarico di Responsabile Sanitario del club rossoblù per la prossima stagione, altro importante passo nella programmazione della prossima stagione sportiva dopo la nomina del direttore sportivo Danilo Pagni. Per il dott. Volpe si tratta di un ritorno al Taranto dopo la breve parentesi iniziale dello scorso anno ma soprattutto essendo stato già in altre circostanze il medico sociale degli ionici. Lo abbiamo contattato per conoscere le sue sensazioni in vista della nuova collaborazione che lo attende e per sapere come sarà strutturata l’area sanitaria, quali saranno le figure che ne prenderanno parte e soprattutto come gli stessi professionisti del settore intendono muoversi non solo in virtù della ripresa dell’attività fisica ma anche in ottica alle misure che saranno prese per il contrasto al Covid-19.
Ogni volta un’emozione: “Credo di essere al mio sesto o settimo incarico con il Taranto ma le emozioni e le sensazioni sono sempre le stesse. A prescindere dall’aspetto professionale sono un grande tifoso del Taranto e sono desideroso di dare una mano in modo fattivo ed efficace. Nel momento in cui ho ricevuto la chiamata da parte della società non ho potuto rinunciare. Questo tipo di impiego consente anche di stare vicino ai giocatori e conoscerne le caratteristiche, c’è la voglia anche da parte mia di voler arrivare in categorie superiori, il lavoro va svolto al meglio. Metto la mia professionalità sia in qualità di medico ortopedico che di medicina dello sport poiché ho anche questa specializzazione.”
Novità in vista, nuova infermeria: “Il mio compito sarà quello di coordinare e valutare anche il lavoro dei vari preparatori. Quest’anno abbiamo rifondato anche l’infermeria, avremo due massaggiatori; c’è la volontà da parte della società di fare bene. In una categoria come la serie D è raro trovare a disposizione due massaggiatori, due fisioterapisti, siamo il Taranto e vogliamo agire da squadra importante. Il presidente è determinato al massimo a raggiungere i traguardi che tutti auspichiamo. Un aspetto molto importante di cui ci occuperemo sarà il monitoraggio e la valutazione degli atleti che arriveranno a far parte della rosa, andrà valutato se fisicamente sono integri e possono garantire un buon campionato. Non ci servono calciatori che fanno una partita e poi per vari problemi ne saltano dieci, bisogna correre e fare squadra. Ci occuperemo anche dell’alimentazione degli atleti con un dietologo che sarà il dott. Piazzolla; inoltre sarà confermato Aldo Portulano che già negli anni scorsi con il suo centro ha fornito un grosso contributo alla società.”
Ripresa attività agonistica: “Ritengo che quella di non ripartire in serie D sia stata una scelta dettata dalla logica. Ci sono alcune realtà che a mio avviso avrebbero fatto fatica a rispettare il protocollo sanitario. Anche in ottica di prevenzione del Covid-19 dovremo sanificare maggiormente gli ambienti in cui i calciatori svolgeranno la loro attività, igienizzare dopo ogni allenamento e ridurre al minimo gli ingressi negli spogliatoi dopo gli allenamenti. Queste garanzie che vuole la lega dipendono dalla professionalità del servizio sanitario, dagli ambienti che devono essere salubri e idonei; non ci dimentichiamo che tantissime volte siamo andati a giocare in strutture e campi del nostro girone dove facevamo fatica a trovare lo spazio per cambiarci. Mi chiedo come abbiano fatto certe squadre ad avere l’abilitazione a giocare in alcuni impianti mentre con il Taranto ritengo ci sia a volte un eccesso di zelo per una struttura così accogliente come lo “Iacovone”. Adesso avremo a disposizione anche il campo B con accanto una palestra che sarà realizzata, dovremmo apprezzare di più questi aspetti se paragonati ad altre realtà.”
Presidente Giove motivato: “Il Presidente Giove l’ ho ritrovato sereno e molto motivato, come sempre. Lo scorso anno ebbi qualche problema io, facevo fatica a seguire la squadra come faccio sempre a causa di impegni inderogabili. Solitamente offro garanzie di assistenza nel corso di tutta la settimana, ritengo che il ruolo del medico sociale non si esplichi solo la domenica stando in panchina e soccorrendo qualche calciatore. Purtroppo lo scorso anno mi è mancato il tempo ma adesso sono pronto per questa nuova sfida.”
Test dopo l’inattività: “La prima cosa che faremo a tutti sono i test di base, li faremo a tutti assolutamente, è previsto per ogni atleta che faccia agonismo. Andranno al centro di medicina dello sport. Poi li visiterò personalmente e man mano se ci sarà bisogno di esami di integrazione per verificare le condizioni di una coscia o un polpaccio perché magari ci sono stati dei traumi, sarò io a dare degli input alla società per approfondire con altri esami gli esiti che ci arrivano dalla medicina dello sport. Quello che è fondamentale però è vedere in che condizioni arriveranno, il fermo di 4-5 mesi per un atleta è grave, buonsenso vorrebbe che l’atleta anche a casa si mantenga comunque in attività e questo lo spero, è fondamentale per noi addetti ai lavori che gli atleti arrivino con una buona base aerobica e non in sovrappeso. Mi sono raccomandato con la società di far inserire subito i nuovi arrivati in un piano specifico tutto nostro che prevede dieta e lavoro differenziato. Questo dipenderà molto anche da chi saranno l’allenatore e il preparatore, in base alle caratteristiche dei giocatori e al modulo si studia anche la preparazione. Gli infortuni più pericolosi dopo questa inattività sono quelli muscolari; bisognerà non far fare prove di resistenza e scatti i primi giorni, prima verrà un buon lavoro cardiocircolatorio, con acclimatamento alla zona in cui andremo in ritiro. Un problema costante è la pubalgia per molti calciatori; questo perché spesso nella preparazione gli esercizi sul potenziamento degli adduttori vengono trascurati.”
Allenamento specifico: “Ormai anche le modalità di allenamento sono cambiate, prima gli allenamenti e la preparazione venivano svolti in modo collettivo con l’intero gruppo. Adesso invece, soprattutto le squadre professionistiche hanno più preparatori per ogni ruolo. Si pensi ai portieri; una squadra di serie B o di serie A ha almeno due preparatori. Va considerata la massa muscolare e la capacità di reazione allo sforzo di ogni singolo atleta in ogni singolo reparto. “
Andrea Loiacono












