Milioni di euro destinati al welfare rimasti inutilizzati mentre aumentano povertà, marginalità sociale e richieste di assistenza. È il quadro denunciato da Cgil, Cisl e Uil, che parlano di una gestione delle risorse pubbliche incapace di rispondere ai bisogni di cittadini, famiglie, anziani, persone con disabilità e minori in difficoltà.
Nel corso di una conferenza stampa, le organizzazioni sindacali hanno illustrato i dati relativi alla spesa sociale dei Comuni appartenenti ai diversi Ambiti Territoriali Sociali della provincia di Taranto, evidenziando come, nonostante la disponibilità di fondi regionali, statali e comunali, numerose risorse risultino ancora non impegnate o non spese.
«I bisogni delle persone non sono numeri, ma i numeri aiutano a comprendere le responsabilità pubbliche», sottolineano i sindacati, che denunciano come troppo spesso le economie di bilancio vengano realizzate proprio sui servizi destinati alle fasce più fragili della popolazione.
Taranto, oltre 6,6 milioni di euro non spesi
Particolarmente critica, secondo Cgil, Cisl e Uil, è la situazione dell’Ambito Territoriale Sociale del Comune di Taranto, che non convoca il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali da circa un anno.
L’ultimo aggiornamento disponibile, riferito al 31 dicembre 2023, evidenziava oltre 6,6 milioni di euro non utilizzati rispetto alla programmazione prevista.
Tra i dati più significativi emerge quello relativo agli interventi contro la povertà estrema: quasi 500 mila euro, riferiti alle annualità 2018, 2019 e 2020, sarebbero tornati nelle casse pubbliche senza essere impiegati.
Nel frattempo, denunciano i sindacati, continuano a registrarsi tempi d’attesa molto lunghi per i servizi di assistenza domiciliare educativa, fino a un anno, e ritardi che arrivano a otto mesi per l’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) rivolta agli anziani. Criticità vengono segnalate anche per l’ADI e il Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) destinati alle persone con disabilità.
Le criticità negli altri ambiti sociali
La denuncia riguarda anche gli altri Ambiti Territoriali Sociali della provincia.
Nell’ATS 7 di Manduria, che comprende anche Avetrana, Fragagnano, Lizzano, Maruggio, Sava e Torricella, risultavano non impegnati circa 800 mila euro. Secondo i sindacati, il Fondo Povertà Estrema, pur programmato per 100 mila euro, sarebbe rimasto inutilizzato, così come i fondi destinati al sostegno educativo scolastico, al progetto “Dopo di Noi” e agli interventi domiciliari previsti dal PNRR.
Situazione analoga nell’Ambito TA/1, con capofila Ginosa, dove tra risorse comunali ed eterofinanziamenti rimangono inutilizzati oltre 1,1 milioni di euro. Anche qui vengono segnalati fondi non impiegati per il contrasto alla povertà, il sostegno educativo domiciliare, il “Dopo di Noi” e gli aiuti alle famiglie in difficoltà.
Nell’Ambito TA/2, con capofila Massafra, la spesa si sarebbe fermata al 66,9% delle risorse disponibili, lasciando residui superiori ai 3,6 milioni di euro. Tra gli esempi riportati figurano appena 6 mila euro spesi per gli interventi contro la povertà estrema a fronte di oltre un milione programmato, oltre ai fondi mai utilizzati per la mediazione familiare.
Anche l’Ambito di Martina Franca presenta, secondo i dati illustrati, oltre 3 milioni di euro tra fondi eterofinanziati e quote di compartecipazione comunale ancora disponibili. Una situazione che, sostengono i sindacati, avrebbe comportato una drastica riduzione dei servizi domiciliari ADI e SAD, oggi accessibili solo a nuclei con ISEE inferiore ai 2.000 euro.
Per quanto riguarda l’Ambito di Grottaglie, che comprende undici comuni della provincia, Cgil, Cisl e Uil denunciano invece la totale assenza di confronto istituzionale e di aggiornamenti sulla programmazione sociale.
«Gli anziani muoiono aspettando l’assistenza»
Uno dei passaggi più duri della denuncia riguarda proprio l’assistenza domiciliare.
Secondo le organizzazioni sindacali, nel Comune di Taranto si registrano liste d’attesa ancora ferme al 2025 sia per gli anziani sia per le persone con disabilità.
«Nel frattempo gli anziani muoiono da soli nelle proprie abitazioni senza aver ricevuto servizi che spettavano loro di diritto», affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil.
«Non mancano i fondi, manca la capacità di spenderli»
Per i sindacati il problema non risiede nella scarsità delle risorse economiche, bensì nella difficoltà degli enti locali di programmare e rendere effettivamente esigibili i diritti sociali.
Una situazione che, secondo Cgil, Cisl e Uil, contribuisce ad aggravare un contesto già caratterizzato da disoccupazione, lavoro povero, emergenza abitativa, disagio minorile, aumento delle fragilità, violenza e marginalità sociale.
Durante la conferenza stampa è stata inoltre resa pubblica la lettera di un padre di due bambini con gravi disabilità, che denuncia il mancato accesso al servizio di Assistenza Domiciliare Educativa. «Non chiediamo privilegi, ma il rispetto dei diritti fondamentali dei nostri figli e della nostra famiglia», scrive il genitore.
Partendo da queste testimonianze, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato l’avvio di una campagna di ascolto in tutti i comuni della provincia, coinvolgendo associazioni e cittadini nell’ambito della vertenza “Taranto è Italia”, con l’obiettivo di portare le criticità emerse direttamente ai tavoli istituzionali competenti e sollecitare interventi concreti a favore delle fasce più deboli della popolazione.














