di Domenico Ciquera
Il nuovo corso del Taranto comincia con una vittoria. Il 2-1 sull’Atletico Racale regala a Luca Tiozzo i primi tre punti sulla panchina rossoblù e, soprattutto, una boccata d’ossigeno dopo giorni complicati. Al termine della gara, il tecnico ionico ha analizzato la prestazione della squadra, sottolineando il carattere mostrato dal gruppo e la capacità di soffrire nei momenti più delicati.
«Tre punti? Sì, servivano come il pane, al morale, a tutta Taranto, alla squadra e alla società – ha spiegato Tiozzo –. Inutile negarlo, l’abbiamo detto il giorno della mia presentazione: partire bene è la cosa più bella al mondo. Arriviamo da un periodo difficile e oggi abbiamo ottenuto una vittoria di sacrificio, che volevamo ad ogni costo e che i ragazzi si sono conquistati in tutto e per tutto. Bravi davvero».
La grande partenza e il cambio di atteggiamento
Il Taranto ha approcciato la partita con grande intensità, mettendo in difficoltà il Racale soprattutto nella prima mezz’ora.
«Abbiamo fatto una prima mezz’ora di pressione incredibile, dalla quale sono nati due gol. Ogni volta che la palla andava al loro portiere, eravamo con la linea difensiva a metà campo per recuperare palla e ripartire. Poi loro hanno giocato meno di scarico, muovendosi più per vie centrali con i trequartisti e dandoci qualche piccolo grattacapo».
Il riferimento è anche all’episodio che ha riaperto la partita, con il calcio di rigore concesso al Racale nel finale del primo tempo.
«Tutto nasce da quel calcio d’angolo che rievoca brutti ricordi: quella zolla, quel rigore… Però in questi quattro giorni ho visto una squadra che voleva fortemente il risultato e oggi l’ha dimostrato. C’è molto dei ragazzi e poco di Tiozzo in questa vittoria: per questo dico loro bravi. Questa partita ci insegna che tutti vogliamo la stessa cosa: vincere».
«Mi piacerebbe dominare di più il gioco»
Il tecnico non nasconde gli aspetti sui quali lavorare, ma allo stesso tempo sottolinea la qualità della rosa e le occasioni costruite dal Taranto.
«I ragazzi hanno dato tutto, spendendo tantissime energie mentali per ascoltarmi e capire cosa volevo. Mi piacerebbe tenere di più la palla e dominare il gioco, ma la cosa che più mi piace è che questa vittoria se la sono guadagnata. Oltre al sacrificio ci sono grandi giocatori e una squadra forte: oltre alle reti, abbiamo colpito due pali e una traversa, creando diverse altre occasioni».
La ripresa e la capacità di soffrire
Il calo del Taranto nella seconda parte della prima frazione non viene attribuito dal tecnico alla condizione fisica.
«Il calcio è così: c’è una squadra che vuole rimontare, si scopre lasciando un uomo sopra la linea della palla e porta tanti uomini in area. Sono gli avversari che ti spingono a difenderti, non la stanchezza».
Tiozzo ha però visto segnali positivi anche nella ripresa: «Nel secondo tempo abbiamo fatto meglio sul piano del palleggio, sviluppando qualche bella azione corale. Mi piacerebbe avere più continuità, ma ci arriveremo attraverso il lavoro: non si fa in quattro giorni, persino il Paris Saint-Germain ci ha messo quattro anni».
«So che non abbiamo tempo, ma oggi ho visto unione»
Il nuovo allenatore rossoblù è consapevole delle aspettative e della necessità di ottenere risultati immediati, ma individua nella compattezza mostrata dal gruppo un punto di partenza importante.
«So che non abbiamo tempo, ma apprezzo questo modo di interpretare la partita, di soffrire, di ripartire e di volere il risultato. Oggi l’hanno voluto tutti: chi ha giocato, chi è subentrato, chi era in panchina e persino chi era in tribuna ed è corso in mezzo al campo a fine gara».
Per Tiozzo è proprio questo il segnale più importante: «C’è stata unione, compattezza e unità di intenti. Per un allenatore è un immenso piacere e un gran punto di partenza. Nel secondo tempo si è giocato molto sul piano agonistico: è cambiato l’atteggiamento, con un Taranto che ha combattuto e arrivava sempre prima sulle seconde palle, mostrando il piglio giusto».
«Il Taranto non mollerà mai»
Il messaggio finale del tecnico è netto e riguarda l’identità che dovrà accompagnare il Taranto nel prosieguo della stagione.
«Prometto che il Taranto non mollerà mai, questo sia ben chiaro, altrimenti non si potrà sedere nel nostro spogliatoio. Insieme alla dirigenza e al direttore abbiamo scelto di continuare con questi ragazzi proprio perché garantiscono che non molleranno mai un centimetro».
Il rigore: «Secondo me è un errore grave»
Tiozzo torna infine sull’episodio del calcio di rigore che ha consentito al Racale di accorciare le distanze.
«L’episodio del rigore mi fa stare male. Non c’è il VAR in questa categoria, ma secondo me è un errore grave perché non c’era traffico in area, era una palla in uscita».
Un episodio che avrebbe potuto cambiare il volto della gara: «Nello spogliatoio si vedeva qualche muso basso, ma per quanto fatto in questi quattro giorni sapevo che ce l’avremmo fatta. Nel secondo tempo siamo ripartiti bene con Cristian, Lo Savio è stato un’ira di Dio e Marco ha preso un palo. Abbiamo pulito molte palle e sono contentissimo».
Il Taranto riparte dunque dal 2-1 sul Racale, ma soprattutto da una certezza indicata dallo stesso Tiozzo: il nuovo corso rossoblù dovrà fondarsi sul sacrificio, sulla compattezza e sulla volontà di non mollare mai.














