TARANTO – Una legge speciale per Taranto, accompagnata da un accordo di programma capace di affrontare in maniera organica la crisi industriale, occupazionale e ambientale del territorio. È questa la proposta rilanciata dal senatore Mario Turco, vicepresidente e delegato alle Politiche Economiche e Fiscali del Movimento 5 Stelle, a margine della conferenza stampa tenuta nella mattinata di lunedì 14 settembre presso la sede del Gruppo Territoriale M5S Taranto.
Turco ha annunciato il deposito di una mozione che sarà presentata in Parlamento e negli enti territoriali, dalla Regione alla Provincia fino ai Comuni della provincia di Taranto. Un documento con il quale il Movimento 5 Stelle intende definire la propria linea politica sul futuro dell’ex Ilva e, più in generale, sulla riconversione del territorio.
“Chiediamo una legge speciale per Taranto, ma all’interno di questa legge speciale vogliamo un accordo di programma che affronti concretamente la crisi industriale, occupazionale e ambientale del territorio”, ha spiegato Turco.
Stop ai licenziamenti e proroga della Naspi
La priorità indicata dal senatore è quella di fermare i licenziamenti collettivi, intervenendo contemporaneamente sulla situazione dei lavoratori che hanno già perso il posto.
“La nostra priorità è bloccare i licenziamenti collettivi, ma dobbiamo intervenire anche sui licenziamenti che sono già avvenuti”, ha sottolineato Turco, ricordando la presenza di centinaia di lavoratori oggi in Naspi che rischiano di perdere il sostegno al reddito con la scadenza prevista a dicembre.
Da qui la richiesta al Governo di intervenire immediatamente per bloccare i licenziamenti collettivi e prorogare la Naspi per i lavoratori che ne stanno beneficiando.
L’accordo di programma, secondo la proposta del M5S, dovrebbe inoltre occuparsi del futuro dei lavoratori e delle imprese dell’indotto.
Prepensionamenti e riconoscimento dell’amianto
Tra le misure indicate da Turco figura anche quella dei prepensionamenti, attraverso il riconoscimento della natura usurante del lavoro svolto negli stabilimenti siderurgici.
“I lavoratori ex Ilva non possono essere costretti ad attendere 45 anni di contributi per accedere alla pensione”, ha affermato il senatore, chiedendo il superamento della legge Fornero e l’introduzione di strumenti che consentano un’uscita anticipata dal lavoro.
Turco ha inoltre richiamato una proposta di legge a sua prima firma, depositata da oltre quattro anni, che prevede prepensionamenti, incentivi all’esodo e misure per il riconoscimento dell’esposizione all’amianto.
“Sollecitiamo il Governo a portarla subito in Aula e ad approvarla”, ha aggiunto.
Smantellamento dell’area a caldo e bonifiche
Un altro capitolo centrale della proposta riguarda il processo di smantellamento e chiusura dell’area a caldo, che secondo Turco dovrebbe coinvolgere direttamente le imprese dell’indotto e i lavoratori attualmente impiegati.
Le bonifiche, nella visione del Movimento 5 Stelle, dovrebbero diventare uno strumento concreto di riconversione e creazione di nuova occupazione.
“Le bonifiche devono diventare un’opportunità concreta di riconversione, occupazione e rilancio del territorio”, ha dichiarato il senatore, indicando inoltre la necessità di estendere il riconoscimento dell’esposizione all’amianto a tutti i lavoratori interessati.
Otto miliardi per la riconversione industriale
Sul piano economico, la proposta del M5S punta a uno stanziamento complessivo di 8 miliardi di euro da inserire nell’accordo di programma.
“Per Taranto servono risorse adeguate. Nell’accordo di programma chiediamo uno stanziamento di 8 miliardi di euro per far ripartire quel progetto di riconversione industriale che il Governo Conte II aveva già avviato”, ha spiegato Turco.
Il senatore ha ricordato il miliardo del PNRR e le risorse del Cantiere Taranto, sostenendo che in soli 14 mesi il Governo Conte II avrebbe avviato un percorso di riconversione industriale.
Tra le richieste figura quindi il ripristino del miliardo destinato alla riconversione industriale green, con la prospettiva di utilizzare forni elettrici alimentati a idrogeno verde.
Turco ha inoltre chiesto il recupero di risorse che, secondo il M5S, sarebbero state cancellate dall’attuale Governo, citando i 220 milioni destinati alla cantieristica del gruppo Ferretti, investimento successivamente trasferito in Liguria, le risorse previste per Renexia per la produzione di turbine e pale eoliche, per un investimento indicato in quasi mezzo miliardo di euro e poi trasferito in Abruzzo, e i finanziamenti destinati al Tecnopolo.
Nel quadro delineato dal senatore rientrerebbero anche le risorse destinate alla Soprintendenza e altri interventi ritenuti strategici per il rilancio del territorio.
«Le risorse ci sono»
Il tema delle coperture finanziarie è stato affrontato direttamente da Turco, che ha indicato alcune possibili alternative di spesa.
“Le risorse ci sono e abbiamo indicato al Governo dove trovarle”, ha affermato, chiedendo di rinunciare alla realizzazione del Ponte sullo Stretto oppure di ridurre la spesa per gli armamenti.
Il senatore ha fatto riferimento anche all’ultimo scostamento di bilancio, sostenendo che il Governo avrebbe indirizzato 23 miliardi di euro all’aumento delle spese militari.
“Queste sono scelte politiche. Taranto deve essere posta al centro dell’azione del Governo e nessuno deve essere lasciato indietro”, ha sottolineato.
Duemila assunzioni all’Arsenale
Tra le proposte contenute nell’ipotizzato accordo di programma figura infine un intervento specifico sull’Arsenale militare di Taranto.
Il M5S chiede 2.000 nuove assunzioni, alla luce della significativa carenza di personale evidenziata all’interno della struttura.
In questo scenario, secondo Turco, potrebbero essere coinvolti anche i lavoratori ex Ilva attraverso percorsi di riqualificazione e ricollocazione professionale.
La proposta comprende inoltre il rilancio della cantieristica militare e il possibile ritorno di Fincantieri a Taranto per le attività di manutenzione.
«Taranto deve voltare pagina»
Il senatore ha infine rivolto un appello alle forze progressiste affinché sostengano la mozione che verrà presentata nei prossimi passaggi istituzionali.
“Presenteremo una mozione dettagliata e ci auguriamo che tutte le forze progressiste possano approvarla”, ha dichiarato Turco.
L’obiettivo indicato è quello di aprire una nuova fase per il territorio, superando il modello industriale legato alle fonti maggiormente inquinanti e costruendo nuove opportunità occupazionali.
“Taranto ha bisogno di voltare pagina, di chiudere con le fonti inquinanti e di costruire un futuro per i suoi giovani”, ha concluso il vicepresidente del M5S.
Turco ha infine rivendicato la necessità che le scelte sul futuro della città vengano assunte all’interno delle sedi istituzionali competenti, attraverso un confronto con il territorio.
“Il destino della città non può essere deciso altrove, senza il coinvolgimento delle istituzioni e della comunità tarantina”, ha concluso.














