di Maurizio Corvino
Francesco Montervino ha scelto di parlare. E lo ha fatto con toni che qualcuno potrebbe avere difficoltà ad interpretare. Il direttore sportivo del Taranto, dopo le tensioni e le discussioni emerse nelle ultime settimane, ha affidato alle proprie parole una riflessione molto dura sul clima che si è creato attorno alla squadra, chiamando in causa le diverse componenti che ruotano intorno alla squadra ionica.
Al centro del suo intervento c’è soprattutto la percezione di un ambiente nel quale, secondo il direttore sportivo, troppe indiscrezioni, ricostruzioni e notizie non sempre verificate rischierebbero di alimentare tensioni e di rendere ancora più complicato il lavoro quotidiano della società, dello staff tecnico e dei calciatori.
Un tema delicato, perché investe direttamente il rapporto tra il club e l’ambiente esterno. La critica, soprattutto nel calcio, è parte integrante del confronto e rappresenta un elemento naturale del dibattito. Allo stesso tempo, però, anche società e addetti ai lavori devono essere consapevoli che la comunicazione e il rapporto con la piazza costituiscono una componente importante della gestione di una squadra.
Il clima dopo Canosa
La pesante sconfitta per 3-0 rimediata dal Taranto a Canosa ha inevitabilmente riacceso il dibattito. Il risultato ha prodotto interrogativi sul percorso della squadra e sulle difficoltà incontrate nelle prime giornate del campionato di Eccellenza.
Montervino ha scelto di intervenire proprio in questo momento, chiedendo sostanzialmente di riportare l’attenzione sul lavoro e sul campo, senza consentire che le tensioni esterne finiscano per condizionare ulteriormente il gruppo.
Il direttore sportivo ha quindi lanciato un messaggio forte: il Taranto ha bisogno di ritrovare serenità, di correggere gli errori commessi e di proseguire il percorso intrapreso con Luca Tiozzo in panchina.
Il rapporto con la critica
È proprio questo il passaggio più delicato. In una piazza passionale come quella tarantina, la critica non può essere considerata automaticamente un elemento destabilizzante. La stampa ha il compito di raccontare, verificare, porre domande e, quando necessario, evidenziare problemi e contraddizioni.
Allo stesso tempo, però, l’informazione dovrebbe sempre mantenere un equilibrio tra diritto di cronaca e responsabilità, distinguendo i fatti dalle indiscrezioni e le notizie verificate dalle ricostruzioni ancora prive di conferme.
Il confronto può essere duro, ma non dovrebbe mai trasformarsi in una guerra tra fazioni. Perché quando il dibattito si sposta dal merito delle questioni agli scontri personali, a perdere rischia di essere l’intero ambiente.
Adesso serve una risposta sul campo
Le parole di Montervino rappresentano dunque un punto di rottura, ma anche un’assunzione di responsabilità. Il direttore sportivo ha scelto di esporsi pubblicamente e ora sarà soprattutto il campo a dover dare una risposta.
Il Taranto è chiamato a reagire dopo il ko di Canosa, ritrovando continuità, equilibrio e risultati. La società dovrà continuare a lavorare sulle proprie scelte, lo staff tecnico sul piano tattico e i calciatori sulle prestazioni.
Anche l’ambiente, inevitabilmente, farà la propria parte. Tifosi, società, squadra e informazione possono avere ruoli diversi e punti di vista differenti senza necessariamente diventare avversari.
La domanda resta aperta
Lo sfogo di Montervino può essere letto come la richiesta di interrompere un clima che il direttore sportivo considera dannoso per il Taranto. Ma le parole, da sole, non bastano.
Per trasformare questa presa di posizione in qualcosa di realmente positivo serviranno comportamenti conseguenti, maggiore chiarezza, comunicazione e soprattutto risultati.
La domanda, dunque, resta aperta: il messaggio lanciato dal direttore sportivo riuscirà a produrre un cambio di passo nell’ambiente rossoblù oppure rischierà, al contrario, di alimentare ulteriormente le divisioni?
La risposta, come spesso accade nel calcio, arriverà dal tempo e soprattutto dal campo.















