Il Comune di Taranto interviene sulla questione relativa alla disponibilità dell’area hospitality dello stadio “Erasmo Iacovone”, dopo le comunicazioni diffuse dalla Società Sportiva Taranto Calcio 2025 in merito all’impossibilità di utilizzare lo spazio per un evento aperto al pubblico.
Palazzo di Città ha voluto fornire alcuni chiarimenti, ricostruendo i passaggi che avrebbero portato alla mancata autorizzazione. Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, la richiesta di utilizzo dell’area sarebbe stata presentata soltanto nella giornata precedente all’evento, senza quindi lasciare agli uffici il tempo necessario per effettuare tutti gli approfondimenti legati alla sicurezza.
La questione della capienza
Il Comune sottolinea innanzitutto che l’area hospitality non rientrerebbe tra gli spazi messi a disposizione della società per lo svolgimento delle gare interne.
A rendere ulteriormente necessario un approfondimento sarebbe stato il numero di partecipanti previsto per l’iniziativa. La presenza annunciata di almeno cento persone avrebbe infatti richiesto una verifica sia della capienza dell’area sia delle modalità di accesso e dei percorsi necessari per raggiungerla in condizioni di sicurezza.
Un passaggio che, secondo Palazzo di Città, non avrebbe potuto essere effettuato in tempi così ristretti.
Lo stadio è ancora in parte area di cantiere
Il nodo principale riguarda però lo stato attuale dello Iacovone. L’impianto, infatti, non sarebbe nella sua completa disponibilità del Comune di Taranto, essendo ancora parzialmente interessato dalle attività di cantiere connesse agli interventi per i XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026.
La gestione delle aree interessate dai lavori è infatti ancora in capo al Commissario Straordinario incaricato della realizzazione delle opere necessarie.
Ed è proprio questo aspetto che, secondo l’Amministrazione comunale, assume un’importanza determinante nella vicenda.
La competenza per gli accessi
L’eventuale utilizzo dell’area hospitality avrebbe potuto comportare il passaggio attraverso zone interdette a causa dei lavori ancora in corso. Di conseguenza, non sarebbe stato sufficiente il solo via libera del Comune.
Per consentire l’accesso in sicurezza sarebbe stato infatti necessario coinvolgere la struttura commissariale, competente sulle aree ancora interessate dal cantiere, e valutare anche l’eventuale predisposizione di percorsi protetti.
Il Comune precisa quindi di non avere piena titolarità sulle zone interessate da questi eventuali attraversamenti e, di conseguenza, non avrebbe potuto autorizzarne autonomamente l’utilizzo.
Una questione di tempi e sicurezza
La posizione dell’Amministrazione, dunque, viene ricondotta principalmente a due elementi: i tempi con cui è arrivata la richiesta e la necessità di garantire la sicurezza dei partecipanti in uno stadio ancora parzialmente interessato dai lavori.
La vicenda si inserisce in un rapporto già caratterizzato da alcune tensioni tra il Taranto e il Comune. La questione dell’hospitality aggiunge ora un ulteriore elemento di confronto, ma Palazzo di Città ribadisce che la mancata disponibilità dell’area non sarebbe stata determinata da una scelta discrezionale, bensì dalla necessità di effettuare verifiche che, per ragioni di tempo e di competenze, non sarebbe stato possibile completare prima dell’iniziativa.















