di Maurizio Mazzarella
Ripartire, ritrovare fiducia e dimostrare sul campo che la pesante sconfitta di Canosa rappresenta soltanto un incidente di percorso. Il Taranto si prepara a tornare allo stadio Erasmo Iacovone per affrontare l’Ugento nella gara valida per l’ottava giornata del campionato di Eccellenza pugliese, in programma domenica 11 ottobre alle 15.30. Una partita che assume un significato particolare per la formazione rossoblù, chiamata a reagire dopo il 3-0 incassato nell’ultimo turno e a ritrovare quella continuità di rendimento necessaria per affrontare da protagonista il campionato.
Alla vigilia della sfida, mister Luca Tiozzo ha analizzato il momento della squadra nel corso della consueta conferenza stampa pre-gara, soffermandosi sulla settimana di allenamenti, sulle difficoltà emerse contro il Canosa, sulle possibili soluzioni tattiche e sull’inserimento dei nuovi arrivati. Senza trascurare il rapporto con il settore giovanile, tema al quale l’allenatore ha riservato una riflessione significativa.
A fare da cornice alla partita sarà il ritorno del Taranto davanti al proprio pubblico. Alla vigilia della conferenza stampa risultavano già venduti circa seimila biglietti, con la possibilità di incrementare ulteriormente il dato nelle ore successive. L’obiettivo è avvicinarsi ai numeri registrati in occasione della gara serale contro il Novoli, quando lo stadio aveva raggiunto quota 12.765 spettatori.
La reazione dopo Canosa: «Abbiamo fatto una grande settimana»
Il primo tema affrontato è inevitabilmente quello della sconfitta di Canosa. Tiozzo non cerca alibi e riconosce il peso del risultato, ma invita a valutare il lavoro svolto durante la settimana e la risposta del gruppo.
«Credo che abbiamo accantonato mentalmente quella brutta botta di Canosa, perché è stata una brutta botta, inutile negarlo», ha spiegato il tecnico. «Abbiamo fatto una grande settimana, la seconda settimana tipo da quando sono qui. Mi aspettavo una settimana bella, ma questa mattina ho detto ai ragazzi che sono stati proprio bravi».
Parole che testimoniano la soddisfazione dell’allenatore per l’applicazione mostrata dalla squadra negli allenamenti. Il lavoro, tuttavia, dovrà trovare una traduzione concreta nella partita contro l’Ugento.
«Si sono allenati bene anche questa mattina. Adesso dobbiamo tradurre tutto in risultato. Speriamo che una grande prestazione coincida con un grande risultato».
Il Taranto è dunque chiamato a dare una risposta sul piano della prestazione e del punteggio, in una gara che non ammette cali di attenzione. L’Ugento, pur navigando nelle zone meno nobili della classifica, ha dimostrato di poter mettere in difficoltà anche avversarie di maggiore ambizione.
Attenzione all’Ugento: una squadra capace di soffrire
Il tecnico rossoblù ha messo in guardia i suoi dalle insidie dell’impegno. La formazione salentina arriva a Taranto con sette punti in classifica, ma il suo percorso recente suggerisce di non sottovalutarla.
Tiozzo ha evidenziato la capacità dell’Ugento di ottenere risultati anche attraverso la sofferenza, oltre alla presenza di un allenatore esperto della categoria, già protagonista con la stessa società nel percorso che aveva condotto alla promozione in Serie D.
«È una squadra che nelle ultime partite ha saputo soffrire e ha anche giocato un buon calcio. Ha un allenatore navigato per la categoria, che sa trovare energie e sa cosa fare soprattutto in quell’ambiente».
Un avversario da affrontare con rispetto, senza lasciarsi condizionare dalla posizione in classifica. Per il Taranto, infatti, la necessità di ripartire non deve trasformarsi in fretta o nervosismo: serviranno lucidità, intensità e capacità di gestire le diverse fasi della gara.
Gli errori individuali e il problema della continuità
Nel corso della conferenza stampa, una domanda ha toccato uno dei temi più discussi nell’ambiente rossoblù: la difficoltà del Taranto nel mantenere continuità di rendimento e nel limitare gli errori individuali, anche nei momenti decisivi delle partite.
Il riferimento è alla necessità di calarsi pienamente nella realtà dell’Eccellenza, una categoria nella quale il peso della maglia, le aspettative della tifoseria e il prestigio della piazza non garantiscono automaticamente risultati sul campo.
Tiozzo ha invitato a non attribuire ogni errore alla difficoltà di adattamento alla categoria. Il tecnico ha riconosciuto le responsabilità della squadra, sottolineando però come gli errori siano una componente del calcio a ogni livello.
«Non credo che sia una questione legata al fatto che non ci siamo calati nella categoria. In settimana ho visto una squadra che si allena da categoria superiore. Questo voglio che lo sappiate», ha dichiarato.
L’allenatore ha ribadito di aver trovato un gruppo molto applicato dal suo arrivo e di aver apprezzato il lavoro svolto negli ultimi giorni. Ciò non significa, però, che quanto accaduto a Canosa possa essere archiviato senza un’analisi approfondita.
«Gli errori si commettono in tutte le categorie, dalla Serie A alla Terza Categoria. Non dobbiamo commetterli, perché nel calcio di oggi l’errore si paga caro. È difficile recuperare quando si regala qualcosa all’avversario».
Il concetto è chiaro: il Taranto deve migliorare nella gestione delle situazioni di gioco e restare concentrato per tutti i novanta minuti. La qualità dell’allenamento rappresenta una base importante, ma deve essere accompagnata dalla capacità di evitare ingenuità e di leggere correttamente i momenti della partita.
Tiozzo ha anche ricordato di aver rivisto più volte la gara contro il Canosa, proprio per individuare gli aspetti da correggere. Un lavoro di analisi che dovrà tradursi in una maggiore attenzione difensiva e in una gestione più efficace delle situazioni delicate.
Canosa, la mancata reazione e la necessità di cambiare atteggiamento
Tra gli argomenti più significativi della conferenza stampa, quello relativo alla reazione della squadra dopo essere andata in svantaggio.
Il tecnico ha ricostruito alcuni passaggi della partita di Canosa, spiegando che il Taranto ha subito il colpo del primo gol e non è riuscito successivamente a produrre una risposta abbastanza incisiva per rimettere in discussione il risultato.
Secondo Tiozzo, dopo il rigore iniziale la gara è rimasta a lungo frammentata, prima del raddoppio arrivato sugli sviluppi di un calcio d’angolo. In quella fase, tra interruzioni e duelli, la squadra non è riuscita a trovare la soluzione giusta per cambiare l’inerzia dell’incontro.
L’allenatore ha riconosciuto che il tentativo di reagire c’è stato, ma non è stato sufficiente.
«Quando si ha una reazione, deve essere una reazione vera. Non come la nostra, che ha fatto il solletico. Deve essere una reazione veemente».
Una presa di posizione netta, che chiama in causa non soltanto gli aspetti tattici, ma anche la capacità di adattarsi alle circostanze. Quando la partita prende una direzione sfavorevole, secondo il tecnico, può diventare necessario abbandonare temporaneamente le soluzioni abituali per aumentare la pressione sull’avversario e cercare di creare situazioni più pericolose.
«Dobbiamo essere più bravi. Se dovesse succedere di nuovo, dobbiamo avere una reazione tremenda, anche andando fuori dai binari del mio dettame tattico, ma provando a fare qualcosa che turbi davvero gli altri».
Il messaggio rivolto alla squadra è quello di non limitarsi a un possesso palla sterile quando il risultato impone un cambio di passo. Servono maggiore aggressività nei duelli, capacità di attaccare gli spazi e determinazione nel cercare di riaprire le partite.
È uno degli aspetti sui quali il Taranto dovrà mostrare progressi già contro l’Ugento, soprattutto nel caso in cui la gara dovesse presentare momenti di difficoltà.
Le soluzioni tattiche: possibile il centrocampo a tre
La conferenza stampa ha offerto anche l’occasione per fare il punto sulle possibili evoluzioni tattiche della squadra, alla luce dell’inserimento dei nuovi acquisti e delle caratteristiche dei giocatori a disposizione.
Alla domanda sulla possibilità di adottare un centrocampo a tre, Tiozzo non ha escluso questa soluzione, precisando che le scelte dipenderanno soprattutto dalle caratteristiche dell’avversario e dal tipo di partita che il Taranto vorrà impostare.
Il tecnico ha citato in particolare Marcello Falzerano, giocatore che considera particolarmente versatile e in grado di ricoprire più ruoli sulla trequarti e nella zona centrale del campo.
«Secondo me Marcello può giocare ovunque. È un giocatore fortissimo: può fare la mezzala, il trequartista e l’esterno. In base al tipo di partita che vogliamo fare, può diventare un interprete importante in tutti questi ruoli».
L’ipotesi del centrocampo a tre resta quindi una possibilità concreta, ma non una scelta definitiva. Tiozzo ha sottolineato l’importanza di non stravolgere continuamente l’impianto di gioco, preferendo un percorso di crescita graduale e coerente con le caratteristiche della rosa.
«Potremo sicuramente optare anche per un centrocampo a tre, senza nessun problema», ha aggiunto, evidenziando la rapidità con cui Falzerano può adattarsi alle diverse posizioni.
La ricerca dell’equilibrio resta centrale: il Taranto dovrà trovare una struttura capace di valorizzare la qualità dei singoli senza perdere solidità e organizzazione.
Difesa a tre o a quattro? Tiozzo non anticipa le scelte
Sul possibile ritorno alla difesa a quattro, il tecnico ha preferito non fornire indicazioni precise, evitando di anticipare le decisioni che saranno prese in vista della gara.
Tiozzo ha ricordato che il Taranto ha già utilizzato una linea difensiva a quattro in alcune circostanze, ma ha ribadito la necessità di procedere con attenzione, senza modificare continuamente l’assetto della squadra.
La linea di fondo è quella di mantenere una base di gioco riconoscibile, intervenendo quando le caratteristiche della partita lo richiedono. Il tecnico vuole evitare che i cambiamenti frequenti finiscano per compromettere le certezze acquisite dal gruppo.
Le scelte definitive saranno quindi legate alle valutazioni dello staff e alle esigenze della sfida contro l’Ugento.
Losavio prima punta: una soluzione possibile in determinati contesti
Tra gli spunti emersi dalla conferenza stampa, anche la valutazione relativa all’impiego di Losavio nel ruolo di centravanti.
Tiozzo ha ammesso di essersi aspettato una partita diversa a Canosa, nella quale l’attaccante avrebbe potuto sfruttare maggiormente la profondità e i tagli alle spalle della difesa avversaria.
Con il passare dei minuti, però, il Canosa è riuscito a limitare gli spazi, rendendo più difficile per il Taranto attaccare in profondità e occupare efficacemente l’area di rigore.
«Losavio può fare la prima punta in certi contesti, in un certo modo», ha spiegato il tecnico, riconoscendo che, alla luce di quanto accaduto, la scelta avrebbe potuto essere valutata diversamente.
Tiozzo ha tuttavia difeso l’impegno del giocatore, precisando che le caratteristiche di Losavio sono differenti da quelle di Andrea Saraniti e Marco Raikovici. Si tratta, dunque, di interpretazioni diverse del ruolo, che possono rivelarsi utili a seconda delle esigenze della partita.
Anche in questo caso, la valutazione dell’allenatore si muove nella direzione di una maggiore flessibilità tattica, senza rinunciare alla necessità di individuare gli interpreti più adatti per ciascun tipo di avversario.
Ingram sta bene: il punto sulle condizioni del centrocampista
Nel corso delle domande è stato chiesto anche un aggiornamento sulle condizioni di Joshua Ingram, il centrocampista olandese arrivato a rinforzare la rosa rossoblù.
La risposta di Tiozzo è stata rassicurante: il giocatore sta bene. Un’indicazione importante in vista della sfida contro l’Ugento, anche se la conferma delle condizioni fisiche non equivale automaticamente a una certezza sul suo impiego dal primo minuto.
L’inserimento dei nuovi arrivati rappresenta uno degli elementi sui quali il Taranto può lavorare per ampliare le alternative a disposizione dello staff. Il tecnico dovrà valutare tempi e modalità di utilizzo, cercando di integrare progressivamente i giocatori nei meccanismi collettivi.
Il settore giovanile e il sogno di vestire la maglia rossoblù
In chiusura, Tiozzo ha dedicato spazio al rapporto con il settore giovanile, soffermandosi sull’importanza di creare un collegamento concreto tra la prima squadra e le formazioni giovanili.
La giornata di sabato 10 ottobre segna l’esordio della Juniores del Taranto, impegnata alle 15.30 allo stadio Antonio Miglietta di Carosino contro la formazione locale. Le gare dell’Under 15 e dell’Under 17 sono invece state rinviate a data da destinarsi per questioni legate all’omologazione dello Iacovone B, destinato nelle intenzioni a ospitare le partite interne delle squadre giovanili.
Tiozzo ha raccontato di aver assistito alla rifinitura della Juniores dopo aver concluso il proprio allenamento, confermando la volontà di seguire da vicino il lavoro dei giovani rossoblù.
«A me piace il calcio a 360 gradi. C’è da imparare da tutti e mi piace vedere anche qualcosa del settore giovanile».
L’obiettivo, secondo l’allenatore, deve essere quello di costruire una collaborazione tra il tecnico della prima squadra, gli allenatori delle formazioni giovanili e i responsabili del vivaio. Un percorso che possa consentire, nel tempo, di portare almeno un giovane stabilmente vicino alla prima squadra.
«Il sogno di un allenatore della Juniores, a braccetto con quello della prima squadra, è provare a dare un pezzettino affinché l’anno successivo si possa avere un Under pronto da inserire in prima squadra».
Un progetto che va oltre la semplice osservazione dei ragazzi e punta a creare una prospettiva concreta per chi cresce nel vivaio. Tiozzo ha sottolineato anche il valore emotivo di un eventuale percorso in rossoblù per i giovani della città.
«Sono ragazzi che vivono il tifo in maniera viscerale. È giusto che anche loro credano, pensino e sognino un giorno di far parte del Taranto, anche solo per un minuto, magari per un campionato o persino diventando capitani. Per la loro città sarebbe bellissimo».
Parole che si inseriscono in una visione di calcio nella quale il legame con il territorio e la valorizzazione dei giovani possono rappresentare un patrimonio per il futuro della società.
Iacovone, la spinta del pubblico per ripartire
La partita contro l’Ugento rappresenta un passaggio importante per il Taranto, chiamato a lasciarsi alle spalle la sconfitta di Canosa e a ritrovare quella concretezza che può fare la differenza nel percorso in campionato.
Il ritorno allo stadio Erasmo Iacovone, accompagnato dall’attesa di una cornice di pubblico significativa, offre alla squadra l’occasione di ripartire davanti ai propri tifosi. Le circa seimila presenze già registrate alla vigilia della conferenza stampa costituiscono una base destinata a crescere con le ultime ore di vendita.
La spinta del pubblico dovrà accompagnarsi a una prestazione attenta e determinata. Il Taranto dovrà evitare gli errori che hanno condizionato la trasferta di Canosa, migliorare la capacità di reagire agli episodi sfavorevoli e dimostrare di saper gestire la partita con maggiore maturità.
Tiozzo ha indicato la strada attraverso il lavoro quotidiano, la disciplina tattica e la necessità di trasformare l’impegno in campo in risultati concreti. Adesso, però, saranno i novanta minuti a fornire le risposte più attese.
Domenica 11 ottobre, alle 15.30, allo stadio Erasmo Iacovone, contro l’Ugento, il Taranto è chiamato a ripartire. Con la consapevolezza delle difficoltà incontrate, ma anche con l’obbligo di dimostrare che la lezione di Canosa può diventare un punto di partenza per il prosieguo della stagione.















