di Maurizio Corvino
Nessuna ricerca di alibi, nessun tentativo di nascondere le difficoltà incontrate sul terreno dello stadio Erasmo Iacovone. Al termine della sfida persa per 3-1 contro il Taranto, l’allenatore dell’Ugento, Oliva, analizza la prestazione della propria squadra con lucidità, riconoscendo i meriti della formazione rossoblù e la difficoltà di affrontare una delle principali candidate alla vittoria del campionato di Eccellenza pugliese.
Il tecnico salentino non cerca giustificazioni per la sconfitta e individua nella forza degli avversari, nella partenza decisa della squadra di Luca Tiozzo e nell’impatto ambientale dello Iacovone gli elementi che hanno indirizzato la partita. Due reti subite nella prima frazione hanno complicato il piano gara dell’Ugento, costretto a rincorrere contro una formazione capace di esercitare pressione, limitare le iniziative avversarie e sfruttare le occasioni create.
Il risultato finale di 3-1, con le reti rossoblù di Guastamacchia, Saraniti e Soldani e il gol salentino di Becerri su punizione, fotografa una partita nella quale il Taranto ha saputo imporre la propria superiorità, confermando le ambizioni di vertice.
«Il risultato è giusto, impossibile fare di più»
Oliva parte proprio dalla valutazione del risultato, riconoscendo apertamente il valore della squadra ionica e la difficoltà dell’impegno affrontato dai suoi uomini.
«Il risultato è giusto», esordisce il tecnico, spiegando come l’Ugento fosse arrivato a Taranto con l’ambizione di conquistare almeno un punto, pur consapevole della caratura dell’avversario. «Siamo venuti qui sperando di fare qualche punticino, ma sapevamo di incontrare una squadra forte, che spero vivamente di non incontrare di nuovo in questa categoria l’anno prossimo».
Parole che testimoniano la considerazione dell’allenatore salentino nei confronti del progetto rossoblù e delle potenzialità della formazione guidata da Tiozzo.
A fare la differenza, secondo Oliva, è stato soprattutto l’approccio alla gara. Il Taranto ha imposto immediatamente ritmo e pressione, impedendo agli ospiti di mettere in pratica quanto preparato durante la settimana.
«Il Taranto è partito fortissimo. Noi non siamo riusciti ad attaccarli alti come l’avevamo preparata in settimana: abbiamo preso due gol in pochi minuti e da quel momento è diventato tutto terribilmente difficile. Era semplicemente impossibile fare di più contro questo Taranto».
Il riferimento è alle reti di Guastamacchia e Saraniti, arrivate a breve distanza l’una dall’altra e decisive nell’indirizzare l’incontro già nel primo tempo. Una situazione che ha costretto l’Ugento a modificare le proprie intenzioni tattiche, inseguendo una squadra che aveva ormai acquisito il controllo della partita.
Lo Iacovone fa la differenza: «Non sarà facile fare punti qui»
Nel corso della sua analisi, Oliva si sofferma anche sull’impatto dello stadio Erasmo Iacovone, tornato a rappresentare un elemento importante per il Taranto e per le ambizioni della società rossoblù.
Giocare davanti al pubblico ionico, in un ambiente carico di aspettative e passione, non è un dettaglio secondario per le squadre ospiti. L’allenatore dell’Ugento ammette che i suoi ragazzi abbiano risentito di questo fattore, riconoscendo alla cornice dello Iacovone un peso significativo nell’economia della partita.
«L’impatto dello Iacovone è di quelli importanti e sicuramente lo abbiamo subito. Non è facile giocare qui, davanti a questo pubblico. Non credo che molte squadre riusciranno a fare punti su questo campo. Noi abbiamo provato a fare qualcosina in più, ma alla fine è giusto così».
Un riconoscimento che va oltre il risultato della singola giornata. Per Oliva, il Taranto può contare su un ambiente capace di sostenere la squadra e rendere ancora più complicato il compito degli avversari. Un elemento che, insieme alla qualità della rosa, può diventare un fattore nella corsa al vertice del campionato.
«Tra le squadre affrontate, il Taranto è quella che mi ha impressionato di più»
Il passaggio più significativo dell’intervista riguarda il confronto con le altre formazioni già affrontate dall’Ugento. Oliva cita Trani e Squinzano, ma individua senza esitazioni proprio nel Taranto la squadra che lo ha maggiormente impressionato per qualità, intensità e capacità di condizionare il gioco avversario.
«Abbiamo già incontrato Trani e Squinzano, ma la squadra che mi ha impressionato di più è stata proprio il Taranto».
Il tecnico spiega quindi le ragioni della propria valutazione: «Ci ha costretti a non fare quello che sappiamo e volevamo fare. Non ci hanno fatto giocare, ci prendevano alti e hanno bloccato ogni nostra giocata».
È un giudizio che mette in evidenza soprattutto il lavoro svolto dalla squadra di Tiozzo nella fase di non possesso e nella pressione sugli avversari. Il Taranto non si è limitato a sfruttare gli episodi favorevoli, ma ha saputo limitare le fonti di gioco dell’Ugento, costringendolo a rinunciare a buona parte delle proprie soluzioni offensive.
Oliva riassume così la prestazione dei rossoblù: «È stato un grandissimo Taranto, abbiamo giocato contro una corazzata».
Nonostante il passivo, l’allenatore salentino non vuole però trascurare l’impegno dei suoi giocatori, che hanno continuato a cercare una soluzione fino alla fine, trovando nel finale la rete di Becerri su calcio di punizione.
«Nonostante il risultato, ci tengo a fare i complimenti ai miei ragazzi che ci hanno provato fino alla fine».
Un messaggio rivolto allo spogliatoio, utile per archiviare la sconfitta senza compromettere la fiducia nel lavoro svolto e nelle possibilità della squadra di raggiungere il proprio obiettivo stagionale.
Eccellenza, un campionato sempre più competitivo
L’analisi di Oliva si allarga infine al livello generale del campionato di Eccellenza pugliese, un torneo nel quale le differenze tra le squadre possono emergere anche in maniera netta, ma nel quale ogni partita presenta difficoltà specifiche.
Il tecnico invita a non sottovalutare nessun avversario e sottolinea come la competitività della categoria sia cresciuta rispetto alla scorsa stagione.
«A prescindere dai budget delle varie società, questo è un campionato dove ogni partita è una storia a sé e ci sarà da soffrire sempre, su ogni campo. Il livello tecnico si è alzato parecchio anche rispetto all’anno scorso: è un torneo duro sia per chi punta a salire, sia per chi deve salvarsi».
Parole che descrivono un’Eccellenza nella quale le ambizioni delle società più attrezzate si intrecciano con la necessità, per le altre formazioni, di conquistare punti attraverso organizzazione, sacrificio e continuità.
Per il Taranto, la vittoria sull’Ugento rappresenta un altro passo nella rincorsa alle posizioni di vertice, mentre per la squadra salentina la sfida dello Iacovone costituisce un banco di prova impegnativo dal quale trarre indicazioni utili per il prosieguo della stagione.
L’obiettivo dell’Ugento: la salvezza
In chiusura, Oliva chiarisce quale sia la priorità della propria squadra. Di fronte a un campionato che si annuncia lungo e impegnativo, l’Ugento non perde di vista il traguardo fissato a inizio stagione: conservare la categoria.
«Il nostro obiettivo? Cercheremo con tutte le nostre forze di mantenere la categoria, e speriamo di farcela».
Una dichiarazione che restituisce con chiarezza la dimensione delle ambizioni salentine. Se il Taranto guarda alla vetta e alla possibilità di costruire un percorso vincente, l’Ugento è chiamato a raccogliere punti preziosi e a dimostrare continuità contro avversari di ogni livello.
La sconfitta dello Iacovone, nelle parole del suo allenatore, non diventa dunque un motivo per cercare giustificazioni, ma un’occasione per riconoscere la forza dell’avversario e ripartire con maggiore consapevolezza. Oliva lascia Taranto con una certezza: per competere contro una squadra come quella rossoblù occorre una prestazione praticamente perfetta. E con un campionato così equilibrato e impegnativo, la strada verso la salvezza passerà dalla capacità di reagire, partita dopo partita, alle inevitabili difficoltà della stagione.















