di Domenico Ciquera
Il Taranto riparte e ritrova il sorriso con il 3-1 rifilato all’Ugento allo stadio Erasmo Iacovone. Una vittoria preziosa per la classifica e, soprattutto, per il morale della squadra di Luca Tiozzo, chiamata a reagire dopo la sconfitta per 3-0 contro il Canosa. I rossoblù hanno risposto sul campo, mostrando carattere e determinazione, pur attraversando alcuni momenti di difficoltà nel corso della gara.
Nel dopopartita, il tecnico ionico ha analizzato la prestazione a tutto campo: dai carichi di lavoro settimanali alla necessità di migliorare la gestione del pallone, passando per le novità tattiche, il rendimento dei giovani e le scelte legate a una rosa composta da 28 giocatori. La soddisfazione per i tre punti è accompagnata dalla consapevolezza che il percorso di crescita sia ancora in corso.
La vittoria contro l’Ugento e la gestione delle energie
Tiozzo promuove la prestazione dei suoi, pur riconoscendo le difficoltà emerse soprattutto nella seconda parte dell’incontro. Il tecnico si assume parte della responsabilità per i cali fisici, collegandoli al lavoro svolto durante la settimana.
«È stata una buona vittoria, anche se poi abbiamo sofferto. La responsabilità è anche mia, perché in settimana ho caricato parecchio la squadra. Avendo due settimane senza impegni di Coppa Italia, abbiamo potuto lavorare e ho cercato di mettere un po’ di fieno in cascina. Probabilmente questo ha inciso sui cali che avete visto durante la partita, con qualche crampo in più rispetto alle settimane precedenti».
L’allenatore considera comunque positiva la risposta del gruppo e sottolinea come la squadra abbia interpretato abbastanza bene le indicazioni preparate in allenamento. Resta, però, la necessità di crescere nella gestione del gioco.
«Al di là del fatto che gli avversari abbiano aumentato la pressione offensiva, nel complesso la gara è stata buona. I ragazzi hanno fatto abbastanza bene ciò che avevamo preparato. Mi piacerebbe, però, avere un po’ più di possesso e maggiore serenità nella gestione del pallone. Vorrei che capissero che il gol arriva anche attraverso il gioco e che dobbiamo cercare di tenere maggiormente il pallino della partita. Se facciamo correre gli avversari, alla lunga possiamo ottenere risultati diversi».
Un’indicazione precisa sul lavoro che attende il Taranto: abbinare intensità e aggressività a una maggiore capacità di controllare il pallone, dettare i tempi e costruire le occasioni attraverso la manovra.
La lezione di Canosa: «Dovevamo capire i nostri errori»
La settimana successiva alla sconfitta contro il Canosa è stata particolarmente delicata. Tiozzo racconta di aver trovato una squadra scossa e di aver lavorato per ricompattare il gruppo, evitando che la delusione si trasformasse in un ostacolo per il prosieguo della stagione.
«È stata una settimana complicata. Quando sono arrivato, ho trovato una squadra scossa e anch’io mi sono ritrovato in una situazione difficile. Bisogna saper accettare anche le sconfitte, ma poi è necessario analizzarle a fondo e ripartire. Ho fatto autocritica, perché è giusto farla, e credo che anche a Canosa non sia stato tutto da buttare».
Il tecnico invita a valutare la partita senza perdere di vista il valore dell’avversario, ma soprattutto a utilizzare la sconfitta come occasione di crescita collettiva.
«Affrontavamo una squadra forte, che nelle ultime tre partite ne aveva vinte due e persa una. Contro l’Ostuni, ad esempio, non aveva mai subito tre gol. Oggi, invece, ne ha incassati tre e abbiamo anche avuto occasioni per fare meglio. Era importante capire tutti insieme dove avessimo sbagliato».
La gestione dello spogliatoio richiede sensibilità e capacità di comunicazione, soprattutto in una piazza esigente come Taranto.
«Non è sempre semplice gestire un gruppo: a volte bisogna essere diretti, altre volte occorre trovare il modo giusto per trasmettere un messaggio senza appesantire ulteriormente la situazione. Ho detto ai ragazzi che, se fossimo usciti dalla partita di Canosa con un’idea chiara dei nostri errori, ne saremmo usciti più forti. Oggi, nonostante la sofferenza, ho visto una squadra molto unita».
La novità tattica: debutta il 4-2-3-1
Tra gli aspetti più interessanti della sfida contro l’Ugento c’è stata la scelta di schierare il Taranto con il 4-2-3-1, modulo utilizzato per la prima volta in campionato. Tiozzo ha spiegato di aver voluto passare alla difesa a quattro per concedere maggiore spazio ai terzini, pur riconoscendo che la squadra debba ancora perfezionare alcuni meccanismi.
«Oggi abbiamo giocato per la prima volta in campionato con il 4-2-3-1. Me la sentivo di passare alla difesa a quattro, lasciando più spazio ai terzini. In alcune situazioni ci siamo riusciti, in altre meno, e nel secondo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà».
Le criticità si sono manifestate soprattutto nella zona della trequarti, dove il Taranto ha faticato a trovare i tempi giusti per accompagnare i movimenti degli avversari e garantire le necessarie coperture. Da qui gli aggiustamenti effettuati durante la partita.
«Soprattutto nella zona della trequarti, dove non riuscivamo a scalare con la necessaria velocità insieme ai mediani. Per questo ho inserito Bonavolontà davanti alla difesa e ho stretto Falzerano, che, come ho già detto, può ricoprire diversi ruoli e lo fa molto bene».
Le modifiche hanno permesso ai rossoblù di ritrovare maggiore equilibrio, anche se il tecnico vuole rivedere l’azione che ha portato al gol dell’Ugento.
«Da quel momento abbiamo sofferto meno, al di là dell’episodio del gol subito, che devo rivedere. Siamo anche ripartiti con forza e vivacità, pur potendo gestire meglio alcune ripartenze».
Il nuovo assetto rappresenta dunque una soluzione sulla quale lavorare, con l’obiettivo di rendere la squadra più efficace sia in fase di possesso sia nella gestione delle transizioni difensive.
Gli under convincono: «Abbiamo giovani forti»
Tra le note più positive della giornata c’è il rendimento dei giovani. Tiozzo ha promosso la loro prestazione, sottolineando le qualità di un gruppo composto anche da calciatori classe 2007 e 2008, chiamati a confrontarsi con le aspettative di una piazza importante come quella rossoblù.
«La prova degli under è stata ottima. Abbiamo giovani forti e dobbiamo tenerne conto. Monetti è stato convocato per la prima volta oggi ed è fortissimo. Martano è fortissimo, Soldani sta facendo benissimo e Lupo, per me, non è nemmeno un under».
Il tecnico si è soffermato anche su Odia, spiegando come il rendimento di Soldani abbia finora avuto particolare risalto, senza però mettere in secondo piano le qualità degli altri giovani a disposizione.
«Odia lo stiamo scoprendo pian piano, ma soltanto perché Soldani sta facendo molto bene; altrimenti avreste già avuto modo di conoscere un calciatore eccezionale. Abbiamo un pacchetto di ragazzi classe 2007 e 2008 molto capaci, perché giocare in questa squadra, in un Taranto così, non è semplice».
Parole che confermano la volontà di valorizzare le risorse più giovani, offrendo loro opportunità e responsabilità all’interno di un gruppo che punta a migliorare il proprio rendimento.
Rosa numerosa, scelte inevitabili: «Qualcuno deve andare in tribuna»
Con 28 giocatori a disposizione, la gestione delle convocazioni rappresenta un compito delicato. Ogni partita impone scelte e, inevitabilmente, qualcuno è destinato a restare fuori. Tiozzo riconosce il peso di queste decisioni, ma rivendica la necessità di assumersi le proprie responsabilità.
«Siamo in 28 e, a turno, qualcuno deve andare in tribuna. Mi dispiace molto, perché sono decisioni difficili da prendere, ma bisogna avere il coraggio di farle».
La competitività interna diventa così uno strumento per alzare il livello degli allenamenti e mantenere alta l’attenzione di tutti i componenti della rosa. Un equilibrio da gestire con attenzione, soprattutto in una stagione nella quale ogni elemento può rivelarsi importante.
Di Paolantonio, possibile spazio già giovedì
In chiusura, il tecnico ha parlato di Di Paolantonio, manifestando la volontà di valorizzarne le qualità e lasciando aperta la possibilità di un suo coinvolgimento già nel prossimo impegno.
«Mi sento di comportarmi così, perché voglio tirare fuori il meglio da Di Paolantonio. Mi aspetto che possa dare il proprio contributo già da giovedì, se giocherà e parteciperà alla gara. Mi fermo qui».
Un passaggio che lascia intravedere possibili novità nelle prossime scelte, con Tiozzo intenzionato a individuare le soluzioni più adatte per continuare a far crescere la squadra.
Il Taranto riparte, ma la strada è ancora lunga
Il successo per 3-1 contro l’Ugento restituisce fiducia all’ambiente rossoblù e dimostra che la squadra ha saputo reagire alla delusione di Canosa. Tiozzo può ripartire dalla compattezza del gruppo, dalla risposta dei giovani e dalla capacità di costruire occasioni, ma individua anche margini di miglioramento nella gestione del pallone, nella tenuta fisica e nella concentrazione.
La vittoria è un punto di partenza, non un traguardo. Il Taranto è chiamato a consolidare quanto di buono mostrato allo Iacovone, trasformando la reazione in continuità di risultati. L’indicazione dell’allenatore è chiara: servono ancora lavoro, equilibrio e maggiore qualità nella gestione della partita. I rossoblù devono aumentare i giri per affrontare al meglio il prosieguo del campionato.















