Cresce la preoccupazione per il futuro occupazionale dei lavoratori di Kyma Ambiente e per la continuità del servizio di igiene urbana a Taranto. In un comunicato congiunto, le organizzazioni sindacali FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FIADEL, SIULS e NIDIL CGIL lanciano l’allarme su una situazione debitoria che, secondo quanto riferito, rischia di avere conseguenze immediate su circa 150 lavoratrici e lavoratori somministrati.
Al centro della denuncia c’è una comunicazione ricevuta nella giornata del 13 ottobre da Attal Group, nella quale sarebbe stata prospettata la sospensione del servizio di fornitura di personale a causa di un’esposizione debitoria di Kyma Ambiente pari a quasi 2 milioni di euro per fatture scadute.
Secondo quanto riportato dai sindacati, la società avrebbe chiesto il pagamento di almeno un milione di euro entro mercoledì 14 ottobre, minacciando altrimenti di interrompere il servizio.
«Altro che garanzia dei posti di lavoro, signor sindaco! 150 lavoratori vanno a casa subito e il servizio non potrà essere più garantito», affermano le organizzazioni sindacali, esprimendo forte preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali e operative.
La contestazione sull’esternalizzazione degli ingombranti
Alla questione dei lavoratori somministrati si aggiunge quella dell’affidamento all’esterno del servizio di raccolta degli ingombranti abbandonati, disposto con una determina comunale dell’8 ottobre per un importo di 737mila euro.
Una decisione che, secondo le sigle sindacali, solleva interrogativi sulla strategia adottata dal Comune e da Kyma Ambiente per il futuro dell’igiene urbana.
Le organizzazioni denunciano una contraddizione tra le rassicurazioni fornite sulla salvaguardia dei livelli occupazionali e del carattere pubblico del servizio e le decisioni che, a loro giudizio, rischiano di indebolire la società.
«Quale sarà il prossimo passo? Scaricare anche i dipendenti diretti Kyma su qualche azienda privata con relativa operazione di “macelleria sociale”?», chiedono i rappresentanti sindacali.
«Esternalizzazioni che indeboliscono Kyma Ambiente»
Nel comunicato, i sindacati sostengono che l’esternalizzazione di attività già svolte, o comunque riconducibili al sistema pubblico, possa ridurre il controllo pubblico sul servizio e favorire una progressiva privatizzazione.
Il timore è che le conseguenze delle scelte gestionali ricadano sui dipendenti e sulla collettività, con possibili ripercussioni sia sull’occupazione sia sulla qualità del servizio offerto ai cittadini.
Le sigle firmatarie parlano del rischio di una grave crisi sociale, che coinvolgerebbe le famiglie dei lavoratori e potrebbe compromettere anche il decoro urbano e la regolarità delle attività di igiene pubblica.
Si tratta delle preoccupazioni espresse dalle organizzazioni sindacali, che chiedono al Comune e alla società partecipata di chiarire la situazione debitoria, le prospettive occupazionali e le scelte relative all’organizzazione dei servizi.
La richiesta al Comune: garanzie scritte e atti immediati
Le organizzazioni sindacali chiedono all’Amministrazione comunale e a Kyma Ambiente di uscire da quella che definiscono una situazione di ambiguità, sollecitando provvedimenti immediati, responsabilità precise e garanzie formali per i lavoratori.
«Non accetteremo che 150 lavoratori vengano lasciati a casa né che il futuro dell’igiene urbana venga deciso attraverso affidamenti esterni e atti privi di un confronto trasparente», dichiarano le sigle.
La richiesta è quella di tutelare i posti di lavoro e assicurare la continuità di un servizio essenziale per Taranto, attraverso un confronto chiaro sulle condizioni economiche della società e sulle prospettive della gestione pubblica.
«Difendere l’occupazione significa difendere il servizio pubblico. Privatizzare e lasciare i lavoratori senza tutele significa aprire una crisi sociale che Taranto non può permettersi», sottolineano i sindacati.
Le organizzazioni sindacali annunciano iniziative
FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FIADEL, SIULS e NIDIL CGIL concludono ribadendo che metteranno in campo tutte le iniziative necessarie per tutelare il lavoro, la dignità dei dipendenti e il diritto dei cittadini a un servizio di igiene urbana efficiente, stabile e pubblico.
Il comunicato è firmato da Cosimo Sardelli, segretario generale FP CGIL; Carmelo Sasso, segretario generale UILTRASPORTI; Fausto Rossetti, segretario FIT CISL; Giuseppe Lisi, segretario FIADEL; Domenico Lomartire, segretario SIULS; e Luca Surico, segretario NIDIL CGIL.
La scadenza indicata del 14 ottobre rappresenta ora un passaggio cruciale per comprendere l’evoluzione della vicenda. Al centro restano il pagamento delle somme contestate, la continuità della fornitura di personale e le garanzie che Comune e Kyma Ambiente saranno in grado di fornire ai lavoratori e alla città.















