Taranto non può permettersi di rinviare ancora una volta la soluzione del problema dei parcheggi nel Borgo. È il messaggio lanciato da Confartigianato Imprese Taranto, che torna sulla proposta di realizzare due parcheggi sotterranei tra piazza Garibaldi e l’area Archita, per una capacità dichiarata di 1.800 posti auto.
La questione è emersa nel confronto sulla proposta di gestione dello stadio Iacovone, ma per l’associazione di categoria rappresenta un tema autonomo e strategico per il futuro del centro cittadino. L’obiettivo è verificare quanti posti sarebbero effettivamente aggiuntivi e accertare la fattibilità tecnica, economica e finanziaria dell’intervento.
«Il principio è semplice: se si possono fare, si devono fare. E bisogna muoversi subito», sostiene Fabio Paolillo, segretario generale di Confartigianato Imprese Taranto.
L’associazione precisa di non voler entrare nella controversia tra i promotori dell’iniziativa e il Comune. Realizzazione e gestione, sottolinea, dovranno avvenire attraverso procedure trasparenti e competitive, auspicando anche la partecipazione delle imprese e delle professionalità locali nel rispetto delle regole.
La crisi del commercio e il problema della sosta
La disponibilità di parcheggi viene considerata un elemento importante per sostenere la vitalità economica del Borgo, agevolare gli acquisti e rendere più accessibili le attività artigianali e commerciali.
Secondo Confartigianato, la carenza di posti auto non è l’unica causa delle difficoltà del commercio cittadino, ma contribuisce ad aggravare una situazione già complessa, scoraggiando i clienti e rendendo meno attrattivi gli investimenti.
«Non è solo una questione di comodità. È il cliente che rinuncia alla bottega, l’artigiano che fatica a consegnare, la famiglia che pensa di lasciare il centro», evidenzia Paolillo.
Il rischio, secondo l’associazione, è quello di una progressiva desertificazione commerciale e residenziale, con conseguenze che vanno oltre la chiusura dei singoli esercizi. Quando vengono meno negozi, servizi e residenti, infatti, a perdere vitalità è l’intero tessuto urbano.
Il precedente del 1996: trent’anni di attese
A rendere ancora più urgente la questione è il precedente storico ricordato da Confartigianato. Nel 1996 il Comune pubblicò un bando per la costruzione e la gestione di 610 posti auto sotterranei in piazza Archita. Nel 1997 venne pubblicato un secondo bando relativo alla stessa opera.
Nonostante gli atti amministrativi, il parcheggio non fu realizzato. Le ragioni, sottolinea l’associazione, devono essere chiarite.
«Ma trent’anni dopo siamo ancora qui», osserva Paolillo, richiamando l’attenzione sul costo economico e sociale dei ritardi: investimenti rinviati, opportunità perdute e posti di lavoro che non si sono concretizzati.
A dimostrazione della possibilità di realizzare interventi di questo tipo, Confartigianato cita il parcheggio interrato Orti del Duca di Martina Franca, struttura su due livelli con 180 posti auto aperta nel 2023.
I vincoli tecnici e archeologici, precisa l’associazione, devono essere verificati e rispettati, ma non dovrebbero trasformarsi in una rinuncia preventiva alla ricerca di soluzioni. Paolillo richiama anche la vicenda della copertura dei parchi minerari dell’ex Ilva, prescritta nel 2012 e successivamente realizzata, come esempio della necessità di affrontare per tempo le questioni che riguardano il territorio.
BRT, meno posti auto senza alternative adeguate
Accanto alla richiesta di nuove strutture di sosta, Confartigianato esprime preoccupazione per gli effetti della realizzazione della BRT, il sistema di trasporto rapido su autobus, sulla disponibilità dei parcheggi esistenti.
L’associazione segnala, in particolare, che in alcuni tratti di corso Italia è prevista l’eliminazione di quasi tutti i posti auto, senza che siano già disponibili adeguate alternative nelle immediate vicinanze.
La critica non riguarda il potenziamento del trasporto pubblico in sé, ma la sequenza delle decisioni e la mancanza, secondo Confartigianato, di una risposta contestuale alle esigenze di residenti, lavoratori e attività economiche.
«Non contestiamo il trasporto pubblico; contestiamo l’ordine rovesciato: prima si elimina la sosta e poi si cerca dove far parcheggiare chi lì abita, lavora o ha un’attività», afferma Paolillo.
Gli interscambi e i parcheggi di collegamento con la rete di trasporto possono svolgere una funzione importante, ma non sostituiscono completamente la sosta breve necessaria ai clienti, gli spazi per il carico e scarico delle merci o i posti auto vicini alle abitazioni.
Per questo l’associazione chiede due interventi distinti: da una parte, la realizzazione di nuovi parcheggi strutturali nel Borgo; dall’altra, il recupero di posti auto in prossimità delle strade interessate dalla BRT, accompagnato da un bilancio pubblico degli stalli eliminati e delle alternative realmente disponibili.
«Le conseguenze della BRT devono essere governate»
Confartigianato riconosce che l’attuale Amministrazione comunale ha ereditato un progetto della BRT già avviato, ma sottolinea che ciò non elimina la necessità di affrontarne le ricadute sulle imprese.
L’associazione invita pertanto a valutare le modifiche ancora possibili e, laddove non siano praticabili, a predisporre soluzioni alternative vicine e concretamente utilizzabili.
«Non possiamo trattare la possibile chiusura di alcune attività come un destino inevitabile. Un progetto si può ereditare. Le sue conseguenze si ha il dovere di governarle, non di subirle», è la posizione espressa dal segretario generale.
Parcheggi separati dal progetto dello stadio
Per quanto riguarda i 1.800 posti auto ipotizzati tra piazza Garibaldi e l’area Archita, Confartigianato richiama i rilievi sollevati dagli uffici comunali sull’operazione complessiva relativa allo stadio Iacovone e la possibilità di valutare separatamente la componente dei parcheggi.
Una strada che, secondo l’associazione, merita di essere approfondita senza ulteriori ritardi, verificando fattibilità, costi, vincoli, sostenibilità economica autonoma, tariffe accessibili e modalità di affidamento.
La richiesta è di procedere nel rispetto delle regole, senza scorciatoie né favoritismi, distinguendo le eventuali criticità di un progetto complessivo dalla necessità di dotare il centro di nuove aree di sosta.
«Ma il no a un progetto non deve diventare il no ai parcheggi. Se quella soluzione non è percorribile, se ne individui un’altra», sottolinea Paolillo.
Le proposte annunciate dal sindaco Bitetti
Nel suo intervento, Confartigianato si rivolge direttamente al sindaco di Taranto, Piero Bitetti, chiedendo un aggiornamento sulle iniziative illustrate l’8 aprile scorso durante una seduta del Consiglio comunale.
In quell’occasione, ricorda l’associazione, il primo cittadino aveva fatto riferimento a 200 posti auto aggiuntivi per il Borgo, allora in fase di realizzazione, a un progetto per circa 400 stalli nei pressi della Rotonda del Lungomare e a un parcheggio multipiano nell’area dell’Ospedale Militare.
Confartigianato riconosce il valore delle iniziative annunciate, ma chiede ora di conoscere lo stato effettivo di avanzamento degli interventi.
Le domande rivolte all’Amministrazione sono concrete: quanti posti auto sono già disponibili? Quando potranno essere utilizzati quelli ancora da realizzare? Quali sono i passaggi amministrativi e tecnici necessari per arrivare al completamento delle opere?
Dopo i Giochi del Mediterraneo servono tempi certi
Per l’associazione, la conclusione dei Giochi del Mediterraneo deve rappresentare l’occasione per concentrare energie e risorse sui problemi strutturali che da decenni condizionano la vita quotidiana e l’economia cittadina.
La capacità organizzativa dimostrata per rispettare la scadenza dell’evento sportivo, secondo Paolillo, dovrebbe ora tradursi in una maggiore determinazione nell’affrontare le questioni rimaste aperte.
«Un rinvio può sembrare soltanto una data che slitta; per una piccola impresa può essere un cliente perso, un investimento cancellato, una saracinesca che non si rialza», avverte il segretario generale.
Da qui la richiesta al sindaco di fornire al più presto un aggiornamento pubblico sulle iniziative annunciate ad aprile e sulle possibilità concrete di realizzare i parcheggi sotterranei nel Borgo, indicando passaggi ancora necessari e tempi credibili per renderli utilizzabili.
Parallelamente, Confartigianato sollecita un piano per recuperare la sosta sottratta dalla BRT nelle immediate vicinanze delle attività economiche e propone l’apertura di un confronto operativo con le imprese per individuare soluzioni concrete e rapidamente attuabili.
«La città non può aspettare altri trent’anni»
La posizione dell’associazione si chiude con un appello all’Amministrazione comunale affinché le attese accumulate nel tempo non si trasformino in un ulteriore rinvio.
«Non chiediamo a questa Amministrazione di rispondere di trent’anni di attese. Le chiediamo di essere quella che le interrompe», conclude Paolillo.
Per Confartigianato, la questione dei parcheggi non riguarda soltanto la viabilità, ma il futuro del Borgo, la tenuta delle attività commerciali e artigianali e la possibilità di mantenere vivi i quartieri cittadini. Perché, avverte l’associazione, quando una bottega chiude, una famiglia lascia il centro e un pezzo di città perde la propria vitalità, non è affatto scontato che possa tornare a vivere.















