La Regione Puglia approva la legge sugli affitti brevi, con l’obiettivo di affrontare le conseguenze della crescita delle locazioni turistiche sui centri urbani e sul mercato abitativo. Il provvedimento punta a fornire ai Comuni strumenti per intervenire sul fenomeno, tutelando il diritto alla casa e preservando la vitalità dei quartieri storici.
A sottolineare le ragioni alla base della nuova normativa è Cosimo Borraccino, consigliere regionale, che evidenzia la necessità di conciliare lo sviluppo turistico con le esigenze delle comunità residenti.
Il rischio dello svuotamento dei centri storici
Nel suo intervento, Borraccino richiama l’attenzione sulle trasformazioni che interessano diverse città e località pugliesi, da Bari a Taranto, passando per Lecce e Gallipoli. In alcune aree, la concentrazione delle locazioni turistiche rischia di modificare gli equilibri abitativi, riducendo progressivamente la presenza stabile dei residenti.
«Non possiamo investire risorse per contrastare lo spopolamento delle aree interne e, nello stesso tempo, assistere senza intervenire allo svuotamento dei centri storici di Bari, Taranto, Lecce, Gallipoli e delle altre località turistiche pugliesi», afferma il consigliere regionale.
Il rischio, secondo Borraccino, è quello di avere quartieri che si popolano durante la stagione turistica e che, nel resto dell’anno, perdono progressivamente abitanti e relazioni sociali. Una trasformazione che, nelle intenzioni del legislatore, richiede strumenti di governo capaci di tutelare la continuità delle comunità locali.
Più autonomia ai Comuni, senza penalizzare i piccoli proprietari
Uno degli elementi centrali della legge riguarda la possibilità, per i Comuni capoluogo e per quelli caratterizzati da una maggiore densità turistica, di introdurre regole per le locazioni esercitate in forma imprenditoriale.
La misura, secondo quanto sottolineato da Borraccino, non punta a imporre obblighi indiscriminati né a penalizzare chi utilizza una parte della propria abitazione per integrare il reddito familiare. L’intento è invece consentire alle amministrazioni locali di intervenire in modo mirato, in relazione alle caratteristiche dei rispettivi territori.
«Abbiamo voluto una legge che restituisce alla politica e alle amministrazioni locali la possibilità di governare un fenomeno che non può essere lasciato esclusivamente alle dinamiche del mercato», spiega il consigliere regionale.
Turismo e diritto alla casa, la sfida della Puglia
Il provvedimento si inserisce nel dibattito sull’equilibrio tra la crescita del comparto turistico e la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili per chi vive e lavora nei territori pugliesi.
Borraccino rivendica la matrice politica e sociale della legge, definendola uno strumento volto a tutelare le famiglie e le persone che incontrano difficoltà nel trovare una casa a costi sostenibili. Al tempo stesso, riconosce l’importanza degli investimenti nel turismo, invitando a riflettere anche sull’orientamento degli incentivi pubblici.
«Lo sviluppo economico non può tradursi nella progressiva espulsione dei residenti dai luoghi in cui sono nati e cresciuti», sottolinea.
La tutela delle comunità al centro del provvedimento
La sfida, dunque, sarà trovare un punto di equilibrio tra le opportunità economiche offerte dal turismo e la necessità di mantenere vivi i centri storici durante tutto l’anno. La nuova legge affida ai Comuni interessati la possibilità di adottare regole per le locazioni turistiche in forma imprenditoriale, con l’obiettivo di rispondere alle specificità dei singoli contesti.
«Difendere i nostri centri storici significa difendere le comunità che li rendono vivi. Ed è una responsabilità che la politica non può sottrarsi dall’assumere», conclude Cosimo Borraccino.















