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Taranto, Tiozzo si gode la vittoria: «Deve esistere un solo Taranto, anche in trasferta»

Foto Maurizio Mazzarella

Taranto, Tiozzo si gode la vittoria: «Deve esistere un solo Taranto, anche in trasferta»

Il tecnico rossoblù dopo l’1-0 contro il Soccer Trani: «I tifosi hanno dimostrato amore puro, dobbiamo restituire tutto questo anche lontano dallo Iacovone». Elogi a Rajkovic e Saraniti, fiducia in Lombardo e un messaggio chiaro alla squadra: «A Bisceglie dobbiamo essere completamente diversi»

di Domenico Ciquera

Il Taranto ritrova il sorriso e Luca Tiozzo si gode una vittoria che vale molto più dei tre punti conquistati contro il Soccer Trani. Il successo per 1-0 allo stadio Iacovone, firmato da Rajkovic nella ripresa, restituisce fiducia all’ambiente rossoblù dopo la pesante sconfitta contro il Brilla Campi, ma non cancella le criticità emerse lontano da casa.

Il tecnico ionico, intervenuto ai microfoni della stampa nel post-partita, analizza la prestazione della squadra, ringrazia i tifosi per il sostegno e invita tutti a trasformare la spinta dello stadio in una mentalità vincente da riproporre anche in trasferta. Non mancano gli elogi ai singoli, da Rajkovic a Saraniti, fino a Lombardo, protagonista di una settimana delicata.

«La cosa più importante non è la settimana che abbiamo vissuto, che in fondo ci siamo anche meritati. Non potevamo passarla leggera, perché contro il Brilla Campi abbiamo fatto una prestazione pessima, scusate il termine, ma è la verità. Oggi abbiamo fatto quello che dovevamo fare, lo abbiamo fatto bene e lo abbiamo meritato, anche con un pizzico di fortuna, perché quel palo avrebbe potuto cambiare tutto».

«I tifosi hanno dimostrato amore puro»

Uno dei passaggi più significativi dell’intervento di Tiozzo riguarda il rapporto tra la squadra e il pubblico tarantino. Dopo la sconfitta di Campi, il sostegno ricevuto allo Iacovone rappresenta per l’allenatore un segnale importante, che deve responsabilizzare ulteriormente il gruppo.

«I tifosi hanno dimostrato amore puro. Dopo una sconfitta per 3-0, avere un comportamento del genere, al di là di qualche coro di protesta, che è giusto, normale e meritato, dimostra ancora una volta il grande amore dei tarantini per questa maglia. Oggi siamo riusciti a restituire qualcosa e dobbiamo continuare così».

Il tecnico insiste sul legame con la città e sulla necessità che la squadra sia capace di rispecchiare la passione della tifoseria: «Se la nostra anima sarà uguale alla loro, secondo me alla fine riusciremo a fare scacco matto».

Una vittoria, dunque, che assume anche un valore simbolico: il Taranto ha risposto sul campo alle critiche, ma adesso è chiamato a dimostrare che la prestazione contro il Soccer Trani non resterà un episodio isolato.

Il problema delle trasferte: «Dobbiamo essere migliori»

È questo il tema sul quale Tiozzo si sofferma maggiormente. Il rendimento interno dei rossoblù non trova ancora un corrispettivo lontano dallo Iacovone e l’allenatore non cerca alibi.

«Lasciatemi godere questa vittoria. Dobbiamo fare qualcosa in più in trasferta, altrimenti le settimane che precedono prestazioni come quella di oggi non diventano settimane belle. Ci mettiamo tanta professionalità, ma dobbiamo essere migliori. Io devo essere un allenatore migliore e i ragazzi devono essere calciatori migliori».

Il tecnico riconosce che il sostegno del pubblico rende tutto più semplice in casa, ma sottolinea che questo fattore non può giustificare le difficoltà esterne.

«È chiaro che in casa, trascinati da questa gente, tutto diventa più semplice, ma questo non può essere una giustificazione per perdere in trasferta o per non essere il Taranto anche lontano dallo Iacovone. Dobbiamo percepire quell’amore e trasformarlo in gioia, altrimenti non ci siamo».

Tiozzo è ancora più diretto quando ripercorre il rendimento esterno della squadra: «Il Taranto deve fare di più, soprattutto in trasferta. In casa vinciamo, fuori casa balbettiamo. Tolta la partita contro il Toma, abbiamo sempre offerto prestazioni non all’altezza».

Da qui l’appello a cambiare mentalità: «Non può esistere un Taranto aggressivo e determinato in casa e un Taranto con il freno a mano tirato in trasferta. Deve esistere un solo Taranto, capace di andare ovunque e provare a vincere le partite con personalità, voglia e bel gioco. Questo è il Taranto che vogliamo».

L’analisi tattica: Skoric, equilibrio e gli spazi per Falzerano

Tiozzo spiega anche alcune delle scelte effettuate nella formazione iniziale, soffermandosi sull’equilibrio a centrocampo e sulle caratteristiche dell’avversario.

«Nei primi venti o venticinque minuti non avevamo di fronte una squadra qualsiasi, affrontavamo una formazione ottima e competitiva. Poi si sono allungati un po’ e abbiamo capito come cercare Falzerano tra le linee».

Il tecnico evidenzia l’importanza dei movimenti del numero rossoblù e della capacità di sfruttare gli spazi lasciati dal Soccer Trani.

«Loro rompevano poco su Falzerano, o non lo facevano proprio, e avevano anche qualche difficoltà a seguirlo quando si allargava. In queste situazioni possiamo fare la differenza. Anche Losavio, se non erro, ha avuto un’occasione importante. È una punta che sa attaccare quegli spazi e, quando riesci a portare fuori i centrali dalla loro posizione, puoi creare difficoltà agli avversari».

Tiozzo rivendica la bontà della prestazione complessiva, ricordando anche le opportunità avute prima della rete decisiva: «Saraniti aveva sfiorato il gol nel primo tempo, così come Taurino, con una grande parata del portiere. Avevamo creato presupposti molto interessanti. È andata bene, ma la prestazione c’è stata».

La formazione iniziale e le scelte del tecnico

A chi gli chiede quale possa essere l’undici titolare di riferimento, Tiozzo risponde difendendo la propria libertà di scelta e sottolineando la profondità della rosa a disposizione.

«Ho una squadra forte e, se fossero i giocatori a scegliere la formazione, probabilmente faremmo comunque una bella figura. A me viene chiesto di scegliere la formazione migliore possibile. A volte ci azzecco, altre volte faccio peggio, ma cerco sempre di prendere le decisioni migliori, sia per quanto riguarda gli undici titolari sia per l’aspetto strategico».

La scelta di puntare su un centrocampo più fisico contro il Soccer Trani è stata dettata anche dalle caratteristiche degli avversari, particolarmente pericolosi sui calci piazzati.

«Loro hanno segnato tanti gol su calcio piazzato, soprattutto con il difensore centrale. Volevo una buona struttura in mezzo al campo e mantenerla per tutta la partita. Ci hanno messo in difficoltà su un paio di punizioni laterali e avere fisicità a centrocampo era importante».

Il tecnico riconosce che con Joshua avrebbe potuto avere maggiore palleggio, ma ribadisce di poter contare su diverse soluzioni: «In mezzo al campo abbiamo tutte le caratteristiche possibili. Ho dei punti fermi nella mia testa e, se i giocatori continuano a lavorare bene e a meritarsi spazio, faccio le mie scelte. Oggi ho deciso così».

A Bisceglie per cambiare marcia

Il prossimo obiettivo è trasferire in trasferta l’intensità mostrata allo Iacovone. Tiozzo non vuole che la squadra si accontenti della vittoria contro il Soccer Trani e indica nella continuità il passaggio indispensabile per crescere.

«Avete ragione al cento per cento. È il motivo per cui i nostri tifosi ci dicono che meritiamo di più. Il sorriso mio e dei miei ragazzi appartiene a tutta Taranto, ma non dobbiamo trovare giustificazioni».

Il tecnico riconosce che l’assenza del pubblico rossoblù nelle gare esterne può pesare, ma invita i suoi a trovare dentro se stessi le risorse necessarie.

«So che l’assenza dei nostri tifosi in trasferta fa male, ma dobbiamo scavare dentro noi stessi e trovare qualcosa in più. Dobbiamo portare questo atteggiamento anche fuori casa e farlo con continuità, non soltanto per mezz’ora. A volte abbiamo giocato una mezz’ora di grande livello, ma non è bastata, perché le partite durano novantacinque minuti».

Il messaggio in vista della prossima gara è inequivocabile: «A Bisceglie dobbiamo essere una squadra completamente diversa. Se ho un sogno per la prossima partita, è quello di portare in trasferta la prestazione di oggi, perché credo che, su qualsiasi campo, una prova del genere difficilmente non porti a una vittoria».

Rajkovic, il gigante buono che aspettava il suo momento

Tra le note più liete della serata c’è senza dubbio Rajkovic, autore del gol decisivo e premiato dal tecnico per la capacità di farsi trovare pronto nonostante uno spazio limitato nelle rotazioni.

«Rajkovic se lo merita. È il nostro gigante buono, si allena sempre forte e probabilmente, nelle rotazioni, l’ho fatto giocare meno rispetto ad altri. Gli faccio i complimenti e lo ringrazio, perché non è facile trovare poco spazio e farsi trovare pronto come ha fatto oggi».

Tiozzo si sofferma anche sulla prestazione di Saraniti, rimasto a secco ma prezioso nel lavoro per la squadra.

«Oggi, anche senza segnare, Saraniti ha disputato per me la sua migliore prestazione. Ha lavorato bene in fase difensiva, ha attaccato gli spazi e ha tenuto palla. È mancato soltanto quel gol di testa che avrebbe rappresentato la ciliegina sulla torta di una grande prova».

Parole che confermano la fiducia dell’allenatore nell’attaccante, al quale viene riconosciuto un contributo che va oltre il tabellino dei marcatori.

Lombardo, una scelta nel segno del rispetto

Un altro tema affrontato in conferenza stampa riguarda l’alternanza tra i pali e la scelta di schierare Baietti contro il Soccer Trani al posto di Lombardo.

Tiozzo chiarisce che non si è trattato di una bocciatura, ma di una decisione presa per tutelare un giocatore importante dopo una settimana delicata e un infortunio.

«Ho fatto una scelta. Lombardo è il nostro portiere e non ho esitato a schierarlo davanti a dodicimila e cinquecento persone quando stava peggio di oggi. Tuttavia, in una settimana così delicata, ho ritenuto giusto non esporlo».

L’allenatore racconta di aver parlato direttamente con il giocatore, sottolineandone il ruolo all’interno dello spogliatoio: «Per me è stato un gesto di grande rispetto nei confronti di uno dei leader. Non volevo punirlo, ma lasciarlo tranquillo dopo l’infortunio».

Poi il riconoscimento per il contributo offerto nelle prime giornate: «Nelle prime partite ci ha dato tantissimo. Ricordate la parata in casa contro il Novoli, che avrebbe potuto complicarci i piani. Si sta allenando benissimo e ho voluto riconoscerglielo, dandogli serenità e tranquillità. Voglio ringraziarlo per la risposta che mi ha dato: è stata la risposta di un uomo d’altri tempi. Bravo Raul».

Due punte? Non sempre è la soluzione migliore

Tiozzo esclude che il Taranto debba necessariamente passare a un sistema con due attaccanti dall’inizio. La scelta dipende dall’andamento della partita e dalla necessità di mantenere l’iniziativa.

«Il sistema con due punte funziona quando riesci a mantenere costantemente l’iniziativa. In determinate situazioni abbiamo bisogno di altre caratteristiche. Falzerano ci dà grandi soluzioni in uscita e ci permette di sviluppare il gioco».

Il tecnico considera comunque possibile aumentare il peso offensivo quando le condizioni lo consentono: «Quando capiamo che possiamo portare davanti più centimetri, struttura fisica e gol, allora Marcello può anche partire dall’esterno, e lo fa molto bene. È un giocatore completo e ce lo godiamo».

Il caso del rientro di Falzerano: «Non conoscevo questa regola»

In chiusura, Tiozzo affronta anche il tema della regola relativa al tempo di attesa prima del rientro in campo di un giocatore dopo un’interruzione legata a un infortunio. Il tecnico ammette di non conoscerne pienamente l’applicazione, spiegando che la sostituzione effettuata durante una situazione di palla inattiva rispondeva a una precisa esigenza tattica.

«Non conoscevo questa regola, devo dire la verità. Pensavo che, invece di iniziare a contare il minuto, l’arbitro potesse semplicemente segnalare quando il giocatore era autorizzato a rientrare. Sapevo che un calciatore sostituito durante un infortunio deve restare fuori un minuto, ma non pensavo che la regola si applicasse anche in questa situazione».

Tiozzo chiarisce che l’intenzione non era quella di perdere tempo: «Volevamo inserire centimetri e struttura, sostituendo un attaccante con un difensore durante una situazione di palla inattiva. Non era una sostituzione finalizzata a perdere tempo, ma una scelta tattica precisa».

Pur esprimendo perplessità sulla norma, l’allenatore conclude con una presa d’atto: «Secondo me è una regola discutibile. Detto questo, se le regole sono queste, mi adeguerò. Ma devo ammettere che non la conoscevo».

Un solo Taranto, in casa e fuori

La vittoria contro il Soccer Trani restituisce serenità all’ambiente rossoblù, ma le parole di Tiozzo mostrano chiaramente che il lavoro da fare è ancora molto. La squadra ha dimostrato di poter reagire alle difficoltà e di avere le risorse tecniche e caratteriali per competere, ma ora deve trovare continuità anche lontano dallo Iacovone.

Il tecnico si gode i tre punti, valorizza il gruppo e difende i suoi giocatori, senza nascondere gli aspetti da migliorare. Il messaggio finale è una promessa e, allo stesso tempo, un impegno: il Taranto deve imparare a portare ovunque la stessa personalità, la stessa intensità e la stessa voglia di vincere mostrate davanti al proprio pubblico.

Perché, come ha ribadito Tiozzo, deve esistere un solo Taranto.

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