Dopo le polemiche sulla situazione debitoria di Kyma Ambiente, finisce sotto la lente d’ingrandimento anche la situazione economico-finanziaria di Kyma Mobilità, la società partecipata del Comune di Taranto che gestisce il trasporto pubblico locale. A sollevare la questione è il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Vietri, che richiama l’attenzione sull’andamento degli ultimi bilanci e sulle prospettive economiche dell’azienda.
Il calo dell’utile nel 2025
Al centro della denuncia ci sono i numeri relativi agli ultimi due esercizi finanziari. Secondo quanto riferito da Vietri, l’utile di bilancio di Kyma Mobilità sarebbe passato dai 3 milioni e 780 mila euro registrati nel 2024 ai 246.578 euro del 2025. Una riduzione significativa che, secondo il consigliere, merita un approfondimento, soprattutto alla luce delle prospettive future della società.
L’azienda, intervenendo sulla vicenda attraverso una propria nota, ha escluso l’esistenza di «nessuna emergenza finanziaria e nessun rischio per la regolare erogazione del trasporto pubblico locale». Una presa di posizione che, tuttavia, non ha dissipato le perplessità sollevate dall’esponente di Fratelli d’Italia.
Nel mirino il nuovo contratto di servizio
Nella ricostruzione di Vietri, una delle principali ragioni della contrazione dell’utile sarebbe riconducibile alla modifica del Contratto di Servizio tra il Comune di Taranto e Kyma Mobilità. Una revisione che avrebbe comportato una riduzione delle risorse comunali destinate alla partecipata, con conseguenze sull’equilibrio economico della società.
Il consigliere evidenzia inoltre come la contrazione degli utili sia stata ricondotta dalla stessa azienda a precise scelte programmatiche e di indirizzo dell’Amministrazione comunale. Una circostanza che, a suo giudizio, rende necessario un chiarimento sulle strategie adottate e sulle ricadute economiche delle decisioni assunte.
L’incognita BRT e i costi di gestione
A rendere ancora più delicato il quadro, secondo Vietri, è l’imminente avvio della gestione delle BRT, il sistema di Bus Rapid Transit destinato a incidere sull’organizzazione del trasporto pubblico cittadino. Il nuovo servizio comporterà ulteriori impegni economici e organizzativi, a partire dall’assunzione di personale e dai relativi costi di gestione.
Una prospettiva che si inserisce in una fase già caratterizzata dalla riduzione dell’utile e che, secondo il consigliere, impone di valutare attentamente la sostenibilità economica della società in vista delle nuove responsabilità.
Le indiscrezioni sul bilancio 2026
Le maggiori preoccupazioni riguardano, però, le indiscrezioni relative all’esercizio finanziario in corso. Vietri riferisce di voci che circolerebbero all’interno dell’azienda e che prospetterebbero una chiusura del bilancio 2026 con un passivo consistente, che potrebbe superare il milione di euro.
Si tratta, al momento, di informazioni non confermate, sulle quali lo stesso consigliere utilizza il condizionale, precisando la necessità di verificare la fondatezza delle indiscrezioni. Proprio per questo motivo, ritiene indispensabile che la situazione venga chiarita prima della chiusura dell’esercizio.
La richiesta di chiarimenti all’Amministrazione
Vietri rivolge quindi un appello all’assessore comunale alla Mobilità, Giovanni Patronelli, e alla presidente di Kyma Mobilità, Giorgia Gira, chiedendo di fare chiarezza sulla reale condizione economica della partecipata.
In particolare, il consigliere sollecita una smentita ufficiale qualora le indiscrezioni sul possibile disavanzo risultassero infondate oppure, nel caso contrario, una comunicazione tempestiva al Consiglio comunale sulle eventuali passività.
Secondo Vietri, gli strumenti di controllo interno e la governance aziendale dispongono degli elementi necessari per monitorare l’andamento economico e finanziario della società anche durante l’esercizio in corso. Da qui la richiesta di garantire trasparenza nei confronti delle istituzioni e della cittadinanza.
Il precedente di Kyma Ambiente
La vicenda viene infine collegata dal consigliere a quanto accaduto con Kyma Ambiente, ex Amiu, la cui situazione debitoria è da tempo oggetto di contestazioni politiche e richieste di chiarimento. Vietri teme che anche per Kyma Mobilità si possa arrivare a prendere coscienza di eventuali criticità quando ormai la situazione sarà diventata più difficile da gestire.
La sua posizione si chiude con un monito rivolto ai vertici della società e all’Amministrazione comunale: «Non vorrei che, come accaduto con l’ex Amiu, si chiuda la stalla quando i buoi sono già scappati!».
Una richiesta di trasparenza sui conti che chiama in causa il futuro di una delle principali società partecipate del Comune di Taranto, chiamata nei prossimi anni ad affrontare anche le nuove sfide legate al trasporto pubblico e all’avvio delle BRT.















