Ai microfoni di Giornalerossoblu.it è intervenuto l’attaccante del Taranto, Peppe Genchi. Il calciatore ha rilasciato in via “esclusiva” un’intervista ricca di contenuti, che mira a chiarire anche alcune situazioni avvenute in passato.
Queste le sue dichiarazioni:
Come stai? Come stai vivendo questo periodo di riposo forzato?
“Sto bene, fortunatamente ho uno spazio abbastanza ampio per lavorare anche in casa. Con il programma del preparatore atletico non stiamo perdendo il tono muscolare. È anche molto divertente svolgere quel tipo di esercizi, e credo sia fondamentale unire il lavoro con il sorriso. Ovviamente si fa quel che si può, nel limite del possibile. Questo programma sicuramente ci permette di rimanere in una condizione più che sufficiente“.
Seconda una tua opinione si riprenderà a giocare e cosa sarebbe più giusto fare?
“Non credo si tornerà in campo per questa stagione. Vedendo i limiti e i problemi della Serie A, non so come in D si possa riprendere il campionato, ci vorrebbe un pacchetto economico abbastanza ampio per garantire la sicurezza, non solo dei calciatori ma di tutte le persone che ci lavorano attorno. In questo momento non si sta parlando nemmeno di Serie B e C, perciò non oso immaginare come possa trovarsi una società dilettante, che non dispone nemmeno di centri sportivi. Forse il Taranto è una delle poche squadre che comunque ha una struttura accogliente, ma non bisogna valutare solo una compagine, ma tutte. Perciò la vedo molto difficile. Se si ha la sicurezza giusta, credo che comunque sia meglio giocare, visti gli investimenti fatti dalle società, ma ripeto devono essere tutti al sicuro”.
Cosa non è andato in questa annata?
“Tante cose sono andate storte. Le responsabilità sono generali, prendersela con i singoli non è giusto. Diciamo che non si sono collegate tante cose. Abbiamo iniziato la stagione lentamente, forse ci sentivamo troppo forti. Qualche partita probabilmente è stata presa sottogamba, ma questo nemmeno voglio pensarlo. Sicuramente non ci abbiamo messo il mille per mille e non abbiamo avuto l’umiltà giusta. Quando inizi a perdere punti nascono tante situazioni, che portano, sopratutto a squadre di Serie D, a non mantenere la riservatezza e l’equilibrio giusto. Dovremmo farci tutti un esame di coscienza e cercare di andare avanti, anche perché al momento siamo addirittura fuori dai playoff”.
Credi che se fosse entrato quel colpo di testa con il Brindisi, staremmo parlando di un altro campionato?
“Non andrei tanto così indietro. Se fosse entrato il rigore con il Gravina, forse avremmo ottenuto la quinta vittoria consecutiva. Dopo quella partita abbiamo avuto un calo devastante. Diciamo che quel rigore ci ha tagliato un po’ le gambe, anche perché la partita è finita nel peggior modo possibile, il campo poi era quello che era. Se avessimo vinto quella gara, forse avremmo affrontato i seguenti turni con una mentalità un po’ differente”.
Si vociferava di un tuo possibile allentamento e di un litigio con il Presidente, cosa è successo?
“Diciamo che con il Presidente per un attimo non ci siamo capiti, poi dopo mezza giornata si è subito risolta la cosa. Dopo aver discusso di persona ci siamo chiariti. Non c’è stato nessun allontanamento”.
Mentre invece con D’Agostino avevi un buon rapporto?
“Con Stefano ho sempre avuto un buon rapporto. Poi le situazioni che si sono venute a creare hanno ampliato tante cose e si sono sparse voci non vere. Ci sono state partite, dove sembrava che giocassimo insieme da più di dieci anni. Personalmente sono una persona che evita di litigare, a maggior ragione con i propri compagni di squadra. Poi in campo le qualità tecniche si risaltano e tutti si divertono. Per quanto riguarda l’aspetto personale, non avevo problemi a farmi una pizza con D’Agostino, o con Oggiano, Guaita e Stefano Manzo, ma fuori dal campo ognuno esce con chi vuole. Nello spogliatoio però non ho mai avuto problemi con nessuno”.
Cosa è cambiato con l’avvento del nuovo mister?
“Quando è arrivato il Mister abbiamo avuto una scia positiva e stavamo ingranando bene la marcia. Ripeto, peccato per la partita col Gravina, la quale ci ha spezzato le gambe. Magari gli allenamenti sono differenti, ma quello che conta è il campo, e i risultati sono gli stessi, se non peggio”.
Come giudichi la tua stagione a livello personale?
“Non posso giudicarla positiva, avrei potuto dare molto di più. Non dico “negativissima”, poiché il calciatore si assume la maggior la parte delle colpe, ma ci sono anche altre responsabilità da affidare. Bisogna valutare anche in quali condizioni ha lavorato il giocatore, e l’equilibrio generale che si è venuto a creare. Ma come me tanti ragazzi potevano dare di più. Quello che è successo quest’anno a Taranto forse non è mai accaduto in dieci anni, e magari sopportare questo tipo di pressione non è facile per alcuni”.
Il prossimo anno ti auguri di rimanere in rossoblù?
“Non ho mai detto di voler cambiare. Non vedo perché dovrei decidere di andare via. Taranto è sempre stata la mia priorità. Poi però bisogna vedere se dopo una annata del genere ci sia la volontà di confermare chi ha fatto male. È normale, qualsiasi giocatore vorrebbe rimanere, ma poi le scelte passano ai superiori”.
Cosimo Lenti
N.B. Tutti coloro che volessero riprendere le dichiarazioni gentilmente fornite nella presente intervista al nostro giornale multimediale, in parte o nella loro totalità, sono pregati di riportarle fedelmente, inserendo inoltre a corredo il nome dell’autore e della testata giornalistica stessa come fonte.













