Dopo aver analizzato la stagione del Taranto, per quel che si è potuto giocare, attraverso giudizi individuali per ogni componente della rosa da luglio ad oggi, proviamo adesso a valutare il campionato dei rossoblu effettuando una valutazione più generica reparto per reparto.
DIFESA: nonostante il campionato fallimentare, la difesa del Taranto è la terza migliore del girone a pari merito con il Sorrento. Il problema sorge nei tanti errori commessi sui goal subiti, basti pensare all’errore di Matute a Foggia, ai primi 10 minuti horror contro il Cerignola, alla sciagurata partita di Altamura. Ma c’è da dire che in alcune occasioni, anche grossi errori arbitrali hanno inciso, come il goal subito allo Iacovone contro il Sorrento stesso. Certo è che, errori a parte, la difesa del Taranto sulla carta era la più forte del girone, con nomi come Luigi Manzo e Allegrini, grandi esperti della categorie, Benvenga e Lanzolla, due ottimi giocatori, Pelliccia e Ferrara, con quest’ultimo tra i migliori under dell’intero panorama dilettantistico nazionale. Ma qualcosa non è andato e, onestamente, non sappiamo neanche identificare cosa è mancato ai difensori rossoblu in determinate occasioni. I frequenti cambiamenti di modulo ed interpreti potrebbero aver inciso, ma nel complesso, è mancato qualcosa di ben più grande dei meccanismi tattici.
CENTROCAMPO: questo è il reparto che nonostante il caos generale, ha funzionato leggermente meglio. La presenza fissa di Stefano Manzo e Marco Cuccurullo in mezzo al campo ha garantito una certa continuità nelle prestazioni fino a trovare una buona quadratura. Le fasce hanno lasciato spesso a desiderare, ci si aspettava ovviamente di più dai vari Oggiano e Guaita, al contrario molto bene nelle uscite Marino, vera sorpresa in un ruolo diverso dal suo solito di mezz’ala.
ATTACCO: nomi altisonanti, i migliori della categoria, abbastanza forti, tutti, per poter competere con le altre corazzate Bitonto, Foggia, Casarano e Cerignola. Ma tutte queste quattro squadre sono sopra al Taranto sia in classifica che per goal fatti. Il miglior marcatore dei rossoblu è Genchi con 9 goal, nonostante tutte le critiche che abbia potuto ricevere, anche se nulla toglie che la sua stagione, come quella dei restanti attaccanti, non è certamente eccezionale, soprattutto se pensiamo alle precedenti in maglia rossoblu. I problemi muscolari hanno bloccato D’Agostino, che nonostante tutto resta amato dalla piazza che non ha gradito il suo allontanamento in un periodo così difficile come quello che viveva la squadra ionica. Qualche rimpianto resta per Favetta, non tanto per il rendimento, quanto per il comportamento avuto. Al contrario, molti rimpianti bisogna averli per aver preferito Olcese e Goretta ad un ragazzo valido e motivato come Ouattara, che ipotizziamo, avrebbe reso meglio rispetto alle due punte ingaggiate nel mercato di riparazione.
Simone Pulpito













