Nonostante il periodo difficile, lo stop forzato e la pandemia ancora in corso, l’Italia si appresta con molta cautela a ripartire e così anche il calcio. Certo è che le classifiche in Serie D, come in C, saranno congelate, nonostante nessuna comunicazione ufficiale dalla Lnd in merito. Ciò non toglie che bisogna iniziare a pensare al futuro ed in casa Taranto è già iniziata, per lo meno nella mente del presidente Massimo Giove, la programmazione della prossima stagione calcistica.
Secondo indiscrezioni raccolte dal nostro giornale, il presidente Giove vuole puntare tutto su un allenatore che utilizzi un modulo ben preciso, vale a dire un classico 4-4-2. Attualmente, tra i componenti della rosa di questa stagione ormai conclusa, risulterebbero funzionali a questo modulo e verso una riconferma il veterano Stefano Manzo e Leo Guaita, voglioso di riscatto, così come Fabio Oggiano, anche se quest’ultimo potrebbe finire per essere un doppione dell’argentino. Insieme a questi over, quasi certi di una riconferma i vari Pelliccia, anche lui un veterano se consideriamo le due stagioni in rossoblu, Sposito, Marino e non è da escludere una permanenza di Avantaggiato. In dubbio ancora Genchi e Matute, da valutare sicuramente anche in base al nuovo allenatore, nonostante il presidente abbia espresso una sua volontà sulla permanenza dell’attaccante barese, che, direttamente al nostro giornale, ha anche smentito un interessamento del Bitonto. Sarebbe stata conferma anche quella di Luigi Manzo, ma le ultime dichiarazioni fatte alla stampa dal difensore hanno parecchio infastidito il presidente Giove che, a quanto pare, sembra abbia deciso di privarsi del classe ’85 per la prossima stagione. Nella stessa situazione anche Ferrara, attratto dalle sirene di Parma e tanti altri club di categoria superiore, ma soprattutto Cuccurullo che, con lo stesso Ferrarra, è stato il migliore di questo Taranto, ed il cui futuro dipende solo ed esclusivamente dalla volontà del Benevento che ne detiene il cartellino.
Per quanto riguarda il capitolo allenatori, analizzando il modulo su cui si vuole puntare i nomi fatti sono molto distanti per caratteristiche dall’uso drl 4-4-2. Sono davvero poche le chance di vedere sulla panchina rossoblu Campana o Bitetto, per il momento non considerate come opzioni. Viene automatico escludere la possibilità di un ritorno di Cazzarò che adottava un 3-4-3, ma pensando alla conoscenza della piazza, è un nome da tenere in considerazione. Molto improbabile l’arrivo di mister Taurino, legato al 3-5-2 a cui ci avevano abituati Ragno, prima, e Panarelli, poi, in questa stagione, ma soprattutto con la possibilità tra le mani di allenare in C il Bitonto. Al contrario, mister Giacomarro ha più volte usato il 4-4-2 sulla panchina del Picerno e non è da escludere come possibile scelta per la panchina rossoblu, così come è da tenere viva la possibilità di vedere alla guida del Taranto, mister Francesco Latartara, reduce da una grandissima stagione con i ragazzi della Juniores, che potrebbe suggestionare Massimo Giove ad una promozione in prima squadra, perché no, con qualche under interessante e promettente a cui garantire spazio e chances per mettersi in mostra. Piace anche mister Giuseppe Laterza, reduce da due ottime stagioni a Fasano ed in cerca del salto di qualità. Da escludere anche il nome di Migliozzi per la panchina rossoblu.
Ovviamente tutto dipenderà dalla scelta del direttore sportivo, ruolo che, al momento, si giocano Alessandro Degli Esposti e l’ex Taranto, da calciatore, Vincenzo De Liguori, con il primo dei due che, a quanto pare, sia in vantaggio sul secondo. Poche le possibilità che il nuovo direttivo sportivo sia Fernandez, ex Cerignola anche lui come Degli Esposti. La parentesi mercato, ovviamente sempre legata alla figura del DS, vede i nomi di Liurni della Nocerina, Corvino del Fasano e Volpicelli, attualmente alla Sambenedettese, che resta il sogno, molto difficile, per la prossima stagione. Probabile un ritorno di Vittorio Esposito, molto apprezzato da Giove, che non ha potuto continuare la sua esperienza in rossoblu per un infortunio che l’ha tenuto lontano dai campi per qualche mese di troppo.
Simone Pulpito













