È stato l’artefice per quel che concerne l’aspetto sportivo e l’allestimento del Taranto che nel 2009-2010 conquistò la nona posizione in Lega Pro e conseguente qualificazione alla Tim Cup. Parliamo del DS Danilo Pagni il quale, dopo l’esperienza positiva in riva allo Ionio, ha proseguito la sua carriera altrove, divenendo dirigente sportivo del Gallipoli Calcio in Serie B; è stato poi collaboratore dell’area tecnica del Chievo Verona in due stagioni, intervallate dall’esperienza come Direttore Generale del Salerno Calcio del presidente Lotito, con cui ha conquistato la promozione in Lega Pro nella stagione 2011-2012. Da luglio 2017 è stato collaboratore dell’area tecnica e sportiva di prima squadra del Milan. Le ultime esperienze lo hanno visto ricoprire il ruolo di Ds della Ternana, portando con sé l’esordiente Mister Liverani e raggiungendo una miracolosa salvezza, e della Viterbese Castrense con la quale ha vinto la Coppa Italia di Lega Pro. Ora le strade di Danilo Pagni e del Taranto potrebbero ricongiungersi, in virtù di un contatto avvenuto nelle scorse ore con la società ionica e soprattutto di un incontro tenutosi tra lo stesso dirigente, il Presidente Massimo Giove e il consulente della società Vittorio Galigani.
Sensazioni positive: “Si è trattato di un incontro piacevole, ho rincontrato due persone che conosco e stimo. Quello che a me interessa maggiormente è cercare di realizzare un percorso serio dove si possa costruire qualcosa con i fatti e non con le parole, costruire un management a prescindere dal risultato. Perché il risultato arriva di conseguenza e quando meno te lo aspetti.”
Progetto solido: “A me interessa iniziare un percorso con una società che abbia basi solide. Ho avuto il piacere di ritrovare due amici, due persone che mi hanno accolto benissimo e in particolare la famiglia Giove. Da qui a dire che l’accordo si farà, questo non so dirlo; i matrimoni si fanno in due. É ovvio che aspettiamo il Consiglio Federale ma nel frattempo resteremo in contatto.”
Serie C di elite: “Non ha senso esprimersi prima che lo faccia il Consiglio Federale. Ad ogni modo, sono del parere che si debba partire dal principio che debba fare calcio chi ha le basi economiche, le strutture e il bacino d’utenza, senza nulla togliere alle piccole realtà. Il Taranto, per tradizione, popolazione, stadio e tifoseria è una piazza da Serie A.”
Prima l’intesa poi la programmazione tecnica: “Al momento è prematuro parlare di aspetti relativi all’allestimento della rosa o dell’allenatore. Per prima cosa io e la società dobbiamo trovare l’intesa, poi viene tutto il resto. Ho grande rispetto della tifoseria rossoblù e conservo diversi ricordi della mia avventura a Taranto e so quanto sta tribolando la tifoseria tarantina.”
Squadra di personalità: “La squadra che mi immagino è una formazione di personalità, di cattiveria agonistica. Per una squadra di personalità non si intende che debba essere necessariamente esperta, ma deve avere grinta e senso di appartenenza. Mi è capitato anche di vincere i play-off con sei under in campo. Ci sono anche over che quando il pubblico fischia non riescono a far circolare bene la palla e poi ci sono ragazzini che giocano davanti a seimila persone che sono imprendibili.”
Andrea Loiacono













