Nella ridda di nomi che stanno tenendo banco in queste ore sul tema del prossimo allenatore del Taranto è spuntato nelle scorse ore anche quello di mister Pino Rigoli, attuale trainer della compagine calabrese del Rende che occupa la penultima posizione del girone C della Lega Pro. Il suo curriculum vanta esperienze di tutto rispetto avendo allenato soprattutto in terza serie formazioni blasonate come Juve Stabia, Akragas, Sicula Leonzio, Catania e Viterbese alla guida della quale ha vinto anche una Coppa Italia di Categoria.
Ripartenza del calcio: “Questo periodo di sosta forzata l’ho vissuto come tutti gli italiani. Parlando di calcio è chiaro che il fatto di non potersi allenare sul campo non è stata una cosa semplice. Mi auguro che si possa ripartire il prima possibile, il calcio non è da meno a tante altre attività che sono ripartite. Anche noi con il Rende abbiamo fatto allenamento a distanza in una sorta di conferenza con tutta la rosa. Abbiamo potuto svolgere solo allenamenti aerobici e per la parte atletica ma almeno si è trattato di un momento di ritrovo quotidiano per tutti. In questo modo abbiamo dato anche sostegno morale a qualche ragazzo che era rimasto bloccato a Rende.”
Dietrofront Lega Pro: “Fino a una decina di giorni fa sembrava che oltre alla serie D non dovesse ripartire neanche la Lega Pro. Ora pare che ci sia stata un’apertura da parte della federazione e delle istituzioni. Premetto che al primo posto viene la salute e davanti ad essa non ci sono categorie che tengano, tutti gli esseri umani sono uguali; però dal momento in cui riparte tutta l’economia nazionale credo che sia giusto che anche il calcio possa ripartire a patto ovviamente che si rispettino i protocolli e le disposizioni dei comitati scientifici. Spero dunque che anche la serie C possa ripartire e che tutti i verdetti vengano decretati dal campo di gioco. Parliamo di città importanti, tifoserie storiche e patrimoni di calciatori che le società hanno che perderebbero lo status di professionisti e in alcuni casi il patrimonio.”
Rende campionato difficile: “Per noi non è stato un campionato semplice. Io sono arrivato a gennaio dopo due allenatori che c’erano stati prima di me. La squadra ha un po’ risentito di questo, ma nell’ultimo periodo con me in panchina, i ragazzi stavano rispondendo bene, con risultati importanti contro squadre altrettanto importanti. Sono convinto che se avessimo giocato fino alla fine le otto partite restanti, ci saremmo potuti salvare tramite i play-out. In questo momento circa 3-4 punti non ci consentono di disputare i play-out. Dalla quint’ultima ci sono più di otto punti e questa regola mi sembra piuttosto strana in quanto nelle otto partite che rimarrebbero potremmo recuperare lo svantaggio. Attendiamo fiduciosi le decisioni del prossimo Consiglio Federale. “
Con Pagni ottimo rapporto: “Con il direttore Pagni ci sentiamo spesso, siamo in ottimi rapporti avendo lavorato insieme a Viterbo e avendo disputato e vinto una finale di Coppa Italia. Devo dire però che non abbiamo parlato del Taranto, mentre Vittorio Galigani lo conosco solo di nome. Con il Taranto non ho avuto nessun contatto, sino al trenta giugno sono sotto contratto con il Rende; per questo motivo credo sia giusto aspettare l’incontro con la società per la quale lavoro. Se poi non dovessimo trovare un accordo, prenderò in considerazione le proposte che dovessero arrivare. Taranto è una piazza importante che paragono ai bacini di utenza come Catania, Palermo, Bari. A Taranto bisogna sposare e programmare un progetto vincente, non si può fare diversamente.”
Società solida e giocatori di spessore: “Per vincere un campionato occorre che alla base ci sia una società solida con tanta determinazione. Per quanto concerne l’aspetto tecnico occorre allestire una squadra con giocatori di prima fascia perché sono i calciatori che vanno in campo e fanno vincere le partite. A Taranto bisogna fare una squadra che possa garantire la vittoria, senza compromessi. Le linee guida le deve tracciare la società. Anche quest’anno il Taranto aveva un tecnico vincente come Ragno e calciatori di categoria superiore che conosco bene ma un anno non è come un anno. Bisogna trovare gli equilibri giusti e inoltre è importante mantenere l’ossatura della società e non ricominciare ogni anno tutto da capo. Sarebbe importante anche dare maggiore fiducia al progetto tecnico con cui si decide di partire ma noi allenatori siamo abituati a queste situazioni.”
Andrea Loiacono












