Il suo è uno dei nomi più interessanti che come spesso accade durante il periodo che precede l’inizio di una nuova stagione agonistica impazzano per quanto riguarda il calciomercato. Attaccante campano classi ’91 che sa ricoprire all’occorrenza sia il ruolo di prima che di seconda punta con più di ottanta reti all’attivo in quasi trecento presenze tra serie C e D. Tra le sue ultime esperienza vi sono quella alla Sicula Leonzio, al Cerignola due anni orsono e al Casarano in questa stagione. Parliamo di Ciro Foggia che noi abbiamo contattato per parlare della sua annata, del campionato appena concluso in chiave Taranto e Casarano e del suo futuro.
Giusto fermare il campionato: “Quello del covid è stato per me un periodo particolare, mi sono allenato a casa; è stata un’esperienza dura perché non era mai successo che il campionato finisse tre mesi prima. Ricominciare a giocare a mio avviso era impossibile, non avevamo la possibilità di fare tamponi e ci sarebbero state spese ingenti per tutti. Va detto che anche noi calciatori abbiamo subito un danno a livello economico, per il momento non sappiamo se percepiremo delle mensilità. Devo dire che anche le società vanno comprese, non avendo entrate ed incassi con mancanza di sponsor è una situazione difficile da affrontare anche per loro. Siamo stati poco tutelati dagli organi superiori, questo senza dubbio.”
Fatto il massimo a Casarano:”Siamo partiti per fare bene, credo che la stagione nostra e quella del Taranto si somiglino. Le intenzioni di vincere c’erano tutte, poi però va detto che all’inizio abbiamo riscontrato delle difficoltà che abbiamo superato alla grande con l’avvento di mister Bitetto; abbiamo concluso in crescendo centrando un piazzamento play-off che rende il bilancio positivo. A mio avviso non si può definire la nostra stagione una stagione fallimentare soprattutto se consideriamo che il Casarano veniva già da una promozione e bissare una vittoria non è mai semplice, questo girone inoltre è molto duro, credo che il piazzamento finale rispecchi il nostro andamento di quest’anno. A livello personale mi sono messo subito a disposizione ma mister De Candia non mi sfruttava molto, poi con mister Bitetto ho giocato con continuità e posso dire che è stato un anno positivo.”
importanza dello spogliatoio: “Il Taranto quest’anno era partito con un allenatore vincente e giocatori di un certo spessore. Disputo la serie D da dodici anni e posso dire però che non sono solo i nomi importanti a far si che lo spogliatoio sia saldo e compatto. La cosa fondamentale è che lo spogliatoio sia sereno e in questo deve essere bravo il mister a far coesistere caratteristiche tecniche e caratteriali di tanti calciatori diversi fra loro. In più penso che non si vinca soltanto con i nomi e i giocatori talentuosi ma anche con chi si sacrifica in mezzo al campo e dia tutto su ogni pallone, la serie D è più che altro sostanza. Ricordo che due anni fa a Cerignola trovammo il Picerno che fece un campionato straordinario ma noi ce la giocammo fino all’ultimo proprio vincendo contro il Taranto in finale ma avevamo un gruppo importante. Un esempio in serie A è sicuramente il Napoli di mister Gattuso che dal suo avvento si è completamente trasformato, ritrovando quel carattere che è proprio del suo trainer.”
Taranto piazza esigente: “A Taranto ci ho giocato diverse volte contro da avversario, segnai un gol all’ultimo minuto con il Melfi, ma ho sempre perso allo Iacovone. Taranto è una piazza che ti da tanto in termini di calore soprattutto se le cose vanno bene ma allo stesso tempo è una piazza esigente che toglie tante energie mentali. In queste piazze c’è bisogna di uomini prima fuori dal campo oltre che in campo.”
altro anno di contratto a Casarano: “C’è stata una mezza chiacchierata ma in modo generico tra tra il ds Pagni e il mio procuratore , credo che lo stesso stia avvenendo anche con altri attaccanti, una sorta di sondaggio fra vari profili di attaccanti. Taranto è una piazza affascinante per me ma al momento ho un altro anno di contratto a Casarano e non ho ancora incontrato la dirigenza rossoazzurra, vedrò quali sono i programmi futuri.”
Andrea Loiacono













