È stato senza dubbio uno dei migliori della scorsa stagione tra le fila del Taranto collezionando ventitré presenze a difesa della porta rossoblù: parliamo di Alex Sposito, estremo difensore di proprietà dell’Empoli classe 2001. Partito a inizio stagione alla pari con Mario Giappone ha saputo conquistarsi i guantoni da titolare a suon di buone prestazioni conferendo sicurezza al reparto arretrato. Lo abbiamo contattato per un suo bilancio sulla stagione trascorsa e per saperne di più sul suo futuro.
Lontananza dal calcio giocato: “Credo che sospendere le competizioni sia stata una scelta giusta, considerando quello che stava accadendo in tutto il mondo con la pandemia. Sinceramente però ho trovato meno giusto che alcuni campionati come la Lega Pro abbiano ripreso, disputando anche i play-off mentre la Serie D no. Penso che una piazza come Taranto non sia da meno a certe di Lega Pro, però abbiamo accettato serenamente le scelte. Per un portiere la quarantena è dura, non poter avere il contatto col pallone non è semplice; ho svolto molto allenamento aerobico in terrazzo ma non avendo gli attrezzi adeguati è difficile allenarsi al meglio.”
Annata positiva: “Direi che è stato un anno positivo, inizialmente nelle gerarchie non ero il titolare ma con il lavoro sono riuscito a convincere i mister. A Taranto mi sono trovato bene perché ho giocato; egoisticamente per un portiere è importante questo, giocando si cresce; la soddisfazione è doppia perché ho conquistato il ruolo da titolare.”
Futuro: “Sono di proprietà dell’Empoli, credo che al novantanove per cento prolungherò con loro e poi avevo già ricevuto una chiamata dal ds Pagni per tornare a Taranto. Poi è avvenuta la separazione tra Pagni e il Taranto e non ho sentito ancora nessuno, ma la volontà da parte mia di rimanere a Taranto c’è tutta. Taranto è una grande piazza e sarei onorato di ricevere una chiamata per incontrarci da parte del direttore Montervino che stimo ancor di più per essere stato capitano del Napoli, mia squadra del cuore. ”
Piazza a cui serve entusiasmo: “Taranto è una piazza che vive di calcio, all’inizio del campionato e anche in coppa Italia col Fasano il pubblico ha fatto vedere di cosa è capace. A Taranto sono cresciuti grandi portieri come Spagnulo e più recentemente Antonino. Taranto ha solo bisogno di entusiasmo.”
L’impegno non è mancato: “Quest’anno forse alcuni aspetti non sono andati per il verso giusto, probabilmente qualcuno di noi ha avvertito pressione dalla società o dalla stampa ma l’impegno da parte nostra in allenamento c’è sempre stato, altrimenti non avremmo giocato. Uno sbaglio probabilmente è stato quello di puntare su troppi senatori e giocatori di spessore, perché poi non sempre si riescono a mantenere gli equilibri, si creano inconsciamente delle gerarchie e la squadra ne risente.”
Scelte dei portieri: “Giocare col portiere over tra i pali implica l’utilizzo di under in più in mezzo. Se si affida invece la porta a un ragazzo giovane, dandogli fiducia in generale credo che si possano ottenere buoni risultati ugualmente. A prescindere da questi discorsi credo che il mister scelga il migliore, chi sta meglio gioca.”
Laterza scelta giusta: “Mi sono interessato poco ad altre squadre ma per quello che ho visto del Fasano ho notato una squadra organizzata che ha fatto un bel gioco conquistando la finale di Coppa Italia. In una città con un bacino d’utenza non molto grande non è da tutti. Poi sicuramente se il presidente Giove lo ha voluto un motivo ci sarà.”
Andrea Loiacono














