La gara di Casarano, preparata con la solita meticolosità da Laterza, alla vigilia, presentava l’incognita terreno di gioco, o meglio le condizioni climatiche non favorevoli, previste dai meteorologi e, comunque, manifestatesi pessime.
Gli avversari avevano trascorso la settimana sulla graticola, per il post recupero contro il Nardò (sconfitta dolorosa e parzialmente sanguinosa) e proprio alla luce di questi due fattori, Laterza optava per il 4 – 3 -3, abbandonando, per una domenica, il classico 4 – 3 – 2 – 1, tanto caro al mister fasanese.
Davanti a Sposito, gli ionici si presentavano con la linea “a quattro”, composta, da Boccia, Guastamacchia, Rizzo e Caldore, quindi, a centrocampo, Diaby, Marsili e Matute, in avanti il tridente Guaita, Santarpia e Falcone.
Il Casarano, ferito dallo scivolone al Giovanni Paolo II di Nardò, veniva schierato da Feola con il classico 4 – 3 – 1 – 2, ovvero davanti al portiere Guido, la linea a tre articolata con Pagliai, Longhi, Mattera e Pedicone, poi, nella metà campo, Tascone, Bruno e Giacomarro, quindi alle spalle delle punte El Ouazni e Rodriguez, l’esperto Sansone. L’arbitro dell’incontro era l’esperto Di Cicco della sezione di Lanciano.
Casarano, come da copione, subito in avanti e punizione di Sansone, di poco a lato. Poi era Falcone ad impensierire la difesa leccese, ma la sua punizione era deviata, di testa, in angolo, dall’ex El Ouazni. Qundi era Caldore ad avere l’occasione, ma il piattone di destro, di poco, mancava il bersaglio.
Saliva, allora, sugli scudi, Sposito, bravo e molto abile a respingere una conclusione violenta e ravvicinata di Rodriguez, salvando il risultato. Pagliai, successivamente, si rendeva pericoloso e costringeva Sposito a smanacciare la palla e buttarla in angolo.
Nel primo minuto, ed unico, di recupero, l’inattesa svolta. Falcone lavorava una palla sulla sinistra, quindi dal vertice dell’area casaranese crossava, di precisione, per la testa di Guaita che con un potente colpo di testa, piegava le mani del portiere e, la palla, dopo aver colpito la base del palo, finiva in rete. Era l’1 a 0 per i tarantini e si andava, all’intervallo, con il Taranto in vantaggio.
Il premio del goal, ottenuto nel finale della prima frazione, veniva legittimato, nella ripresa, ancora una volta per merito di Sposito che impediva ad El Oazni di superarlo, tutto solo davanti all’estremo rossoblu ionico.
Santarpia tentava il goal della domenica con una botta, quasi dal limite, che il portiere locale respingeva con difficoltà.
Guaita, uno tra i migliori nella giornata, ci provava con una botta, in area, con Falcone che, sulla ribattuta del portiere Guido, non ci arrivava.
Nella girandola di sostituzioni, dall’una e dall’altra parte, Caldore, sugli sviluppi di un corner mancava di poco la realizzazione, ma l’occasionissima l’aveva il neo entrato Mastromonaco che con una saetta colpiva in pieno l’incrocio dei pali, alla sinistra del portiere locale.
Sempre pericoloso, il Taranto, anche con Diaby, ma il portiere Guido non si lasciava superare poi, l’entrata dell’ex Favetta, cambiava il corso del match.
Prima aveva un occasione, nel cuore dell’area, su girata, ma calciando la palla debolmente diveniva facile presa di Sposito, poi, nei secondi conclusivi della gara, Favetta approfittava di un errato disimpegno della difesa rossoblu per insaccare il pari.
Finiva qui, con la beffa finale per il Taranto, che si vedeva scippare la vittoria proprio all’ultimo respiro ed il match terminava sull’1 a 1.
Gara buona quindi per il Taranto, con il solo rammarico di quel goal subito nei secondi finale del recupero, ma l’atteggiamento dei ragazzi ionici, come rimarcato anche da Laterza, era stato quello giusto, tanto che solo la sfortuna non aveva consentito di portare via l’intera posta.
Nel complesso però anche il pareggio non è da gettare via (ottenuto in casa della prima “competitor” per il vertice della classifica) ed in effetti i migliori, non per caso, sono stati Falcone, moto perpetuo, Diaby e Guaita, ancora una volta una prestazione eccellente (impreziosita dalla marcatura del provvisorio vantaggio) e soprattutto prestazione incoraggiante per la prosecuzione del campionato.
Ora, infatti il Taranto ripartirà con qualche certezza in più e con una condizione fisica sempre in fase di evoluzione, tale da poter consentire di poter competere con le avversarie per un campionato di vertice.
Fabrizio Di Leo














