La 12^ giornata del campionato di serie D girone H, all’inizio vedeva solamente un solo incontro rinviato (Portici – Taranto) e un turno particolarmente interessante per alcuni scontri d’alta quota, forse anche indicativo dell’esito finale della stagione, ma poi, nella giornata di sabato, al match in terra campana, si sono aggiunti altri due match, ovvero quello nella Terra degli ulivi, tra il Bitonto e Puteolana e quello in Lucania tra il Picerno ed il Sorrento, nell’elenco dei “rinviati”.
I riflettori erano sicuramente puntati allo stadio “Lorusso” di Venosa, dove si affrontavano due tra le migliori formazioni del raggruppamento. La gara iniziava con la solita fase di studio, il Lavello cresceva d’intensità nel gioco, mentre il Casarano aspettava e tentava di ripartire di rimessa, poi, al 30°, i giallo verdi di mister Karel Zeman venivano premiati per questo ritmo elevato.
Il Casarano era in avanti ed a seguito di un rimessa laterale, i rossoblu effettuavano un giro palla con passaggio effettuato su Mattera, Longo intercettava e lanciava Burzio che, arrivando in area, fintava l’entrata poi, di tacco, serviva l’accorrente Mercuri che, nel suo inserimento, vedeva il velocissimo Longo, dalla sinistra, arrivare come un treno e la palla, a lui pervenuta, la calciava di sinistro ed il portiere casaranese cercava di respingerla, ma la sfera finiva in rete. Era l’1 a 0, tra lo stupore degli ospiti e la gioia dei giocatori locali.
Il Lavello non si fermava, di fronte ad un Casarano stordito, e non ancora ripresosi dallo shock subito, infatti i ragazzi di Zeman continuavano, imperterriti a martellare la difesa ospite ed infatti, dopo questo nuovo pressing dei giallo verdi, al 42°, squadra locale al raddoppio.
Una punizione del Casarano, dal limite dell’area, battuta dalla linea di delimitazione dell’area di rigore del Lavello, veniva calciata da Sansone, ma era spedita fuori campo. Un paio di minuti dopo, l’azione ripartiva dal portiere locale che rimetteva la stessa a Brunetti, poi la formazione ospite recuperava la palla che veniva smistata al portiere rossoblu e un suo rilancio corto, vedeva Guido intercettarla, scambiarla con Longo, quest’ultimo ricevutala, entrava dalla fascia, crossava e Burzio, di testa, raddoppiava. Si andava al riposo sul 2 a 0, ma nella ripresa, un Casarano trasformato, entrava in campo per il tutto per tutto.
Al 9° minuto, i rossoblu di Feola, accorciavano. Bruno lanciava Rodriguez (neo entrato), il portiere Franetovic usciva, ma sbagliando la valutazione dell’intera difesa del Lavello, veniva superato da un preciso pallonetto. Sul 2 a 1 , Feola spronava i suoi e quindi il pressing rossoblu otteneva i suoi frutti. Al 33° minuto, dopo un gran dispendio di energie fisiche e nervose, il Casarano usufruiva di una punizione a metà campo, giro palla, batti e ribatti a centro del terreno di gioco, sfera verso la difesa rossoblu, Bruno serviva Rodriguez, di sponda serviva Mincica che superava il portiere in uscita ed era il 2 a 2. Non accadeva più nulla, con grande soddisfazione per gli ospiti, per un pareggio che comunque poteva essere anche una vittoria nei minuti finali, grande rammarico per gli uomini di Zeman, per un doppio vantaggio sprecato.
Il “nulla di fatto” di Venosa, andava a pennello per l’Altamura che, tra le mura amiche, superava un Fasano in difficoltà, nonostante in attacco avesse Stracqualursi e Nadarevic, affondandolo con un tranquillo 2 a 0 (reti di Fedel, dal corner la palla da lui ricevuta, calciata, inventava una parabola ben disegnata che non lasciava scampo al portiere fasanese. Il secondo goal di Guadalupi dopo, 10 secondi dall’inizio della ripresa, quando sulla battuta d’inizio tempo, Casiello cercava Tedesco, sponda per l’ex brindisino e solo davanti al portiere la battuta per la marcatura). Quando i murgiani si accontentavano di fronte ad una formazione, quella ospite, incapace di poter riaprire l’incontro.
A Cerignola, invece, si aveva un record difficilmente da battere. Quello dei goal più veloci, nella stessa partita, ad inizio dei due tempi. Non quello in assoluto (Guadalupi per l’Altamura contro il Fasano ci ha impiegato 10 secondi), ma al Monterisi, dopo 14 secondi, Verde trovava tanto spazio utile per realizzare la rete in maniera veloce. Poi con Russo raddoppio, con deviazione di un difensore adriatico e dopo sei minuti. Il 2 a 0 era il risultato acquisito dagli ofantini. Nel secondo tempo, il 3 a 0, veniva realizzato da Verde (16 secondi bastavano perché l’atleta battesse il portiere adriatico), poi l’ex coratino Leonetti siglava il 4 a 0 che chiudeva il match, collocando i cerignolani, nella zona tranquilla di classifica, lasciando, con un certo patema, la formazione di De Luca (pronta per il recupero di mercoledì 20, contro il Molfetta).
A Molfetta, un match destinato al classico 0 a 0, tra due formazioni bisognose di punti (in realtà più il Gravina, terzultimo, rispetto agli adriatici, fuori dalla zona play out), veniva risolto da Pablo Acosta, a 10 minuti dal termine della gara. Una disattenzione della squadra ospite consentiva al centravanti argentino, su giravolta, di collocare una palla vagante in rete che permetteva l’acquisizione dei tre punti.
A Francavilla in Sinni, il Real Agro Aversa compiva il blitz, importante per la formazione della casertana, mentre i sinnici hanno giocato e prodotto tanto, ma sotto porta molto imprecisi. Il momento clou si è avuto la 26 minuto del primo tempo, quando Messina infilava la difesa del Francavilla, repentinamente, poi, la formazione campana, si difendeva ordinatamente, mentre i sinnici di Lazic non riuscivano ad essere incisivi e trovare il goal del pareggio. Vittoria importante per l’Aversa, da rivedere il Francavilla, già nelle prossime occasioni.
Ad Andria, derby tra due allenatori ionici tarantini, Panarelli tra i federiciani e Danucci con i neretini. Partiva priva di emozioni ed avara di goal, infatti un punto per ciascuno, con rammarico per i locali, ben accetto e nel complesso anche tra gli ospiti. Insomma un punto per uno, buono per far muovere la classifica e tenere la zona calda (play out) il più lontano possibile.
A questo punto la classifica si sta comprimendo sempre di più ed il prossimo turno, il 13°, servirà per dipanare una grande ammucchiata che tra la prima (il Casarano) a 23 punti alla 7^ (Nardò) con 17, ci sono sette formazioni, ma addirittura in otto punti (dalla prima fino al Molfetta e Cerignola, 15 ) ci sono undici formazioni, quindi l’equilibrio ed il livellamento (medio alto) mantiene vivo ed interessante il campionato.
Fabrizio Di Leo













