La 27^ giornata di campionato, ultima prima delle due settimane di sospensione che saranno destinate alla disputa dei recuperi, tali da riequilibrare il numero di incontri disputati tra tutte le partecipanti del girone H, alla vigilia, poteva essere quello a vantaggio delle immediate inseguitrici della capolista Taranto, viste le difficoltà che i rossoblù avrebbero potuto incontrare sul campo, molto ostico, degli adriatici.
Laterza, per l’occasione, aveva molte defezioni nella sua rosa, ma le più importanti, per lo scacchiere ionico, risultavano quelle di Marsili e Ferrara. Sull’altra sponda, Costantini, trainer degli adriatici, dopo la bruciante, forse immeritata, sconfitta patita ad Andria chiedeva ai suoi ragazzi la massima attenzione ed abnegazione per portare in carniere punti preziosi, magari tentando di ottenere l’intera posta in palio. Il mister rossoblù, in questo incontro particolare, visti i trascorsi sia in maglia fasanese e quelli sulla panchina come condottiero per sei stagioni, decideva di schierare una formazione articolata, davanti a Ciezkowski, dalla linea difensiva con Boccia, Guastamacchia, Gianmarco Rizzo e Versienti, a centrocampo la coppia Tissone e Diaby, avanti a loro il tridente Mastromonaco, Falcone e Corvino, alle spalle di Diaz. La gara iniziava con il piglio giusto per il Taranto che faceva un gioco veloce tale da mettere il Fasano, concentrato ed attento, in leggera difficoltà, tanto che i rosssoblù avevano almeno tre occasioni, nitide per passare in vantaggio, mentre gli adriatici, in due occasioni, impegnavano Ciezkoswki abile ad impedire che le conclusioni avessero esito positivo. L’uscita precauzionale di Falcone non stravolgeva l’impianto tattico degli ionici ma, al termine della frazione, il risultato di parità poteva ritenersi giusto, pur con una leggera prevalenza per gli ospiti tarantini, almeno per numero di occasioni contabilizzate. La ripresa iniziava con un ritmo più accelerato dei rossoblù e l’incursione di Corvino, dopo cinque minuti, spezzava l’inerzia del match. Entrato in area locale, con uno slalom, veniva atterrato nettamente ed il conseguente rigore veniva battuto dallo stesso ex fasanese, per la prima marcatura in maglia rossoblu ed il vantaggio ionico. Sembrava che la gara si stesse incanalando sulla via del successo, quando, a dodici minuti dal termine, il Fasano aveva una fiammata. Gentile recuperava una palla persa da Versienti, la calciava con una bordata dal limite dell’area ed insaccava nell’angolino più lontano della porta di Ciezkoswki. Ionici che non subivano alcun contraccolpo anzi, un paio di muti dopo Mastromonaco, in una delle sue sgroppate sulla fascia, arrivato quasi sulla linea di fondo, crossava verso l’area, dove Diaz, non ci arrivava, ma Matute (entrato in sostituzione di Nicolas Rizzo, a sua volta sostituto di Falcone), anticipava il suo diretto avversario e piazzava la sfera in rete, portando i rossoblù in vantaggio. Era la marcatura che faceva subire un leggero contraccolpo alla formazione adriatica che, pur volitiva, doveva arrendersi ai rossoblù che, pur con tante defezioni, conquistavano i tre punti, rappresentanti, alla luce dei risultati degli altri campi, l’ulteriore allungo sulle dirette concorrenti.
Casarano – Molfetta, rappresentava per i padroni di casa la ghiotta occasione di accorciare il gap dalla capolista Taranto. L’avversario, però, non era di quelli più agevoli. Il Molfetta di Bartoli, già spigoloso nella trasferta di Taranto, dove fece sudare gli ionici per avere la meglio su di loro, giungevano al Capozza allo scopo di conquistare un risultato positivo, non avendo nulla da perdere. Primo tempo all’insegna della gran pressione dei locali sugli adriatici, che pur contenendo la gara, riuscivano ad essere pericolosi con le giocate di Strambelli, l’uomo ovunque nel reparto offensivo molfettese. Il gioco sviluppato, nella prima parte del periodo portava i suoi frutti al 36°, quando un cross di Pagliai, veniva raccolto da Santoro che sparava una bordata verso la porta ospite e Di Bari, con una sfortunata deviazione, collocava la palla nella propria porta. Gli ospiti non si disunivano, anzi aumentavano il ritmo del gioco e grazie a Strambelli, alzando il baricentro, cercavano occasioni buone per colpire. Al 2° minuto di recupero, un tiro forte di Lacarra veniva respinto dal portiere Pitarresi e Figliomeni tratteneva Lavopa, intervento tale da portare portare gli adriatici al conseguente rigore, trasformato da Strambelli, al suo quattordicesimo centro personale. Nella ripresa solito copione con gli uomini di Orlandi protesi in avanti e ospiti ordinati in fase difensiva. Nella parte finale, i casaranesi avevano un colpo di coda con gli attaccanti che si rendevano protagonisti di conclusioni, velenose con il portiere Tucci salvatore del risultato e, al fischio finale, grandissima soddisfazione molfettese, per un punto utilissimo in chiave permanenza e tantissimo rammarico, tra i padroni di casa, per il secondo pareggio consecutivo casalingo che li allontana dalla vetta.
Puteolana – Lavello era il classico testa coda, tra due formazioni i cui punti erano necessari per poter continuare nel raggiungimento dei propri obbiettivi. I flegrei avevano la necessità di fare punti per sperare di poter ancora entrare nella griglia play out e giocarsi la salvezza nella lotteria post stagione regolare, i lucani vogliosi di interrompere l’andamento esterno, finora, molto deludente. La gara, infatti, si svolgeva secondo le aspettative, quando il Lavello risultava molto pericoloso con le sue punte ed i locali, di tanto in tanto, in zona offensiva impensierivano il portiere dei giallo verdi. Non accadeva nulla di incisivo sul risultato del match e nella ripresa padroni di casa volitivi e, pertanto, più concentrati a cercare le occasioni per sbloccare il match. Dopo quattro minuti, dal riavvio delle ostilità, Celiento, ricevuta una palla, si portava in area ospite ed il portiere lo atterrava per il seguente rigore che lo stesso realizzava dando mai ai suoi il vantaggio. I lavellesi non ci stavano, ma nonostante vari tentativi il risultato sembrava essere, ancora una volta, negativo, quando a pochi minuti dal fischio finale, un preciso cross in area, dalla destra, di Vitofrancesco, veniva raccolto di testa da Burzio che fissava il punteggio sull’1 a 1. Non succedeva più nulla di rilevante e le due squadre si accontentavano di un punto a testa che, pur andando bene per la classifica, ne rallenta la corsa per i rispettivi traguardi stagionali.
Picerno – Bitonto, match clou di giornata, rappresentava, per entrambi, la possibile svolta stagionale nell’eventuale coronamento delle programmazioni estive. I melandrini, sempre alla rincorsa di un ipotetico antagonismo per la lotta al vertice, gli ospiti, alla caccia di un posto nella griglia play off, motivo per cui questo incrocio sarebbe potuto essere altamente tattico allo scopo di non scoprirsi e non subire la pressione avversaria. I pugliesi, nel primo tempo, erano molto propositivi con Lattanzio, il terminale offensivo, che impegnava la difesa dei melandrini, lucani non tanto pungenti in area pugliese, pur volitivi nell’impostazione di schiodare il risultato. Il primo tempo scivolava via, sul nulla di fatto, e si doveva andare alla ripresa per cogliere le emozioni forti del match. Erano i bitontini, in apertura, che trovavano la giocata vincente, dopo pochi minuti dall’avvio. Il difensore Dametto effettuava un retro passaggio preda di Taurino che, entrato in area, veniva anticipato dal portiere ospite e la sfera era recuperata da Lattanzio abilissimo a collocarla in rete per l’ 1 a 0 dei nero verdi. I padroni di casa, ovviamente, a questo punto si riversavano nella metà campo ospite per tentare di poter pareggiare, ma i tentativi non avevano esito positivo anche per la massima attenzione dei bitontini ed un pizzico di imprecisione. Al 37° Esposito crossava in area dalla sinistra, Iadaresta (entrato nella ripresa) sfiorava quel tanto da impedire al portiere di intervenire e siglava l’ 1 a 1 e dare una svolta al match. Infatti, il sorpasso era confezionato, due minuti dopo. Su angolo di Dettori la parabola della sfera incocciava la testa di Girasole che piazzava il punto del 2 a 1 e, virtualmente, metteva la parola fine al match. Ospiti che non riuscivano più a reagire e i melandrini, dopo la grande paura di uscire sconfitti, portavano a casa tre punti, utili a farli accomodare in seconda posizione, alle spalle del Taranto capolista.
Gravina – Andria, altro testa coda della 27^ giornata, era una delle ultime occasioni, casalinghe, per i murgiani del neo tecnico De Candia (all’esordio casalingo), per rimanere aggrappato alle residue speranze di permanenza in serie D. Panarelli, per gli ospiti, giungeva nel centro gravinese convinto di poter conquistare punti utili a rimanere in zona play off, ma comunque le credenziali parlavano a favore della sua squadra. Il match cominciava con la pressione esercitata dagli uomini di Panarelli (orfani di Cerone, assente per l’occasione) che tenevano in apprensione la difesa gravinese. Poi era Chiavazzo che con una punizione velenosa metteva a dura prova il portiere dei bianco azzurri ospiti, quindi il match si sbloccava improvvisamente, quando uno scambio Scaringella Bolognese, consentiva a quest’ultimo di superare il portiere in uscita pere l’ 1 a 0. L’Andria continuava nel suo pressing tambureggiante e alla mezz’ora, giungeva il raddoppio. Scaringella . scambiava con Monaco e , quest’ultimo, giunto davanti al portiere dei padroni di casa, lo trafiggeva per il 2 a 0. Il match in pratica finiva qui, perché nella ripresa il Gravina cercava di invertire il corso del match, ma poi dopo una fiammata iniziale dei murgiani, i federiciani imponevano il loro gioco, controllando l’andamento dell’incontro e d amministrando il vantaggio che rimaneva tale al fischio di chiusura. Post partita molto amaro per i giallo blu di De Candia che dovranno necessariamente invertire l’approccio alle gare se vorranno tentare l’assalto conclusivo alla zona play out, mentre per i rappresentanti della BAT, nuova impennata ed ora la scalata alla classifica è poderosa.
Real Aversa – Altamura, match disputato nel centro casertano, era la classica gara in cui i padroni di casa apparivano motivatissimi e gli ospiti, sempre alla ricerca di punti per tentare l’aggancio al treno play off o per lo meno al quinto posto ultimo utile per la zona nobile. Locali che già dalle prime battute di gioco erano protesi in avanti per impedire agli ospiti di poter ragionare e, nel contempo, essere pericolosi, in area locale. Il match è però racchiuso negli ultimi secondi di recupero (al 97°), quando sembrava che il pareggio fosse il giusto risultato di una contesa più o meno equilibrata, ma un lancio dalla difesa veniva raccolto da Guadalupi che, solo davanti al portiere, veniva atterrato dal difensore Ricciardi ed il successivo penalty, battuto dallo stesso giocatore, era parato dal portiere campano, procurando la gioia da parte dei propri compagni, per aver evitato una sconfitta che sarebbe stata molto dolorosa. Dicevamo che nel primo tempo la massima propositività dei locali veniva premiata al quarto d’ora, quando su cross dalla destra, Messina inzuccava la palla e portava in vantaggio gli aversani. L’Altamura non ci stava ed iniziava a giocare in velocità cercando di tagliare la difesa granata, ma un pizzico d’imprecisione evitava ai padroni di casa di subire il pareggio che però, mantenendo il vantaggio sino all’intervallo. La ripresa iniziava con gli altamurani che nella metà campo avversaria imperversavano e creavano insidie per il pacchetto arretrato locale, abile a districarsi e mantenere inviolata la propria porta. Nell’ultimo quarto d’ora i ragazzi Monticciolo erano premiati quando con un guizzo, Tedesco, spediva la palla in rete dopo un intervento non proprio impeccabile del portiere Papa. Quindi l’Aversa nuovamente pericoloso per tentare di vincere il match, ma il risultato era bloccato sul pari, poi l’episodio del rigore che avrebbe fruttato ai biancorossi viaggianti altri due punti, ma Guadalupi si lasciava ipnotizzare da Papa che riscattava l’errore sul goal subito.
Brindisi – Francavilla match da ultima spiaggia più per gli adriatici che per gli ospiti che comunque avevano l’ambizione di tornare a casa con almeno un punto, si sviluppava con i ragazzi di De Luca, concentrati e convinti dei propri mezzi, mentre Lazic dopo essersi coperto in fase difensiva non disdegnava di far ripartire in contropiede la sua squadra. Brindisini, dopo dieci minuti, in vantaggio. Punizione di Calemme. rimbalzo sul terreno di gioco che favoriva Evacuo, solo davanti al portiere veloce nel piazzarla per l’ 1 a 0. Sull’onda dell’entusiasmo, adriatici ancora in avanti, ma ospiti bravi a resistere e non disdegnare qualche apertura in contropiede come quella del 43°, quando un rilancio della difesa veniva spedito a Del Col che, scattando verso l’area, sferrava un tiro che superava il portiere brindisino arrivato fino alla metà campo, segnando la rete del pari. Nella ripresa, subito di gran carriera gli ospiti , mentre i brindisini cercavano il sorpasso sugli avversari senza essere effettivamente pericolosi. Poi, al 17°, punizione di Galdean, il portiere Pizzolato deviava e Di Ronza, in modo tempestivo, pronto a ribattere in rete, siglando il vantaggio sinnico. I brindisini erano abbattuti per questo svantaggio e non lo riuscivano più a recuperare per una sconfitta che era letale al tecnico De Luca, esonerato nell’immediato post partita e i vertici societari intenti alla ricerca del suo sostituto (Oberdan Biagioni?). Lucani contenti per aver conquistato, in uno scontro diretto, tre punti vitali per evitare le scomode ultime posizioni della griglia play out e quindi attenzione massima ai prossimi incontri.
Nardò – Portici rappresentava per gli ospiti una delle occasioni, in trasferta, per poter conquistare dei punti utili a vedere la griglia play off ed evitare la retrocessione diretta. Al Giovanni Paolo II, in realtà, l’incontro è stato un monologo dei neretini che, nel primo tempo, sistemavano la pratica Portici, con ospiti, praticamente, inermi di fronte alla chiara superiorità dei granata. Al 21°, prima svolta del match, Tornros subiva un netto fallo in area e Caputo, con un cucchiaio, realizzava il rigore, siglando l’ 1 a 0 ed il suo dodicesimo goal personale. Dominio assoluto neretino che portava al 37°, ancora una volta, alla seconda svolta della gara. Potenza, entrato in area veniva atterrato e il secondo penalty veniva battuto dallo stesso Potenza che fissava sul 2 a 0 il risultato. Questo punteggio era quello con cui si andava all’intervallo e, nella ripresa, il Nardò riprendeva da dove aveva terminato nel periodo precedente. Il Portici cercava di reagire, ma i padroni di casa continuavano e al 28°, colpivano ancora. Su una punizione battuta da fuori area, De Giorgi, in mischia, infilava per la terza volta il portiere ospite Spina. Finiva in questo momento la gara, in quanto i locali controllavano la soffice pressione dei partenopei che comunque non impensieriva seriamente il portiere Milli. Match che dava ai neretini tre punti ottimi per la classifica e vedeva gli ospiti, per l’ennesima volta uscire sconfitti dal terreno di gioco, pur consapevoli che nelle prossime sette partite andrà dato il massimo per cercare almeno di raggiungere l’ultimo posto utile nei play out, in cui, al momento, ci sono altri due concorrenti oltre i napoletani (Gravina e Puteolana),
Sorrento – Cerignola, tipica gara di fine stagione, serviva in maniera fondamentale ai costieri di La Scala che dovevano necessariamente cogliere l’intera posta per allontanare, ulteriormente, il primo gradino della griglia play out distante, prima del match, a cinque punti. Ospiti che erano sulla difensiva convinti forse di poter uscire imbattuti dallo stadio Italia, magari anche con un punto, pur nella consapevolezza della carica agonistica e della ricerca di punti dei padroni di casa. Le prime fasi dell’incontro vedeva le due squadre affacciarsi nelle aree avversarie, ma risultavano dei semplici fuochi di paglia, anche se il portiere ofantino, Chironi, aveva evitato in più occasioni il vantaggio locale. Si andava comunque al riposo, a reti bianche, ed il verdetto era rimandato alla ripresa. Nel secondo tempo, il Sorrento prendeva coraggio e forzava la difesa ospite, già al 13° la svolta dell’incontro. Punizione dalla destra di Masullo, palla che arrivava in area e Mezavilla, in scivolata la piazzava all’angolo sinistro del portiere di riserva cerignolano, sostituto di Chironi, infortunato. Costieri all’arrembaggio tanto che si arrivava al 47° quando una palla pervenuta a Marino, veniva smistata a Sandomenico che si riscattava di una clamorosa occasione fallita, battendo a rete , con un nugolo di atleti tra lui e la porta, e la sfera entrava di forza, per il 2 a 0 finale e grande gioia dei rossoneri locali e la gran delusione degli ospiti, incapaci in questo match di contrapporsi adeguatamente.
Una giornata, quindi, che nelle previsioni sarebbe stata pro Casarano e Lavello, sicuramente, ma alla fine ha premiato il Taranto che ha allungato su salentini e lucani, ma pure su Bitonto e Altamura, mentre il distacco sui rinvenienti Picerno ed Andria, saliva a otto punti, nell’ultima domenica di campionato prima delle due settimane che determineranno la nuova classifica aggiornata dove anche nella zona media bassa, alcune formazioni hanno palesato evidentissime difficoltà come per Gravina, Portici, Puteolana (sia pure a punti contro il Lavello), Aversa (brava a fermare l’Altamura, a rischio di perdere il match, su rigore, in pratica a tempo di recupero completato, fallito da Guadalupi) e Brindisi, in piena involuzione tecnica, tanto da aver costretto la società a cambiare il meno responsabile di questa sciagurata stagione (in effetti il club brindisino ha visto un andirivieni di giocatori, quasi si fosse in una fiera paesana) e la nomina del neo tecnico (si vocifera Biagioni) la cui linfa, nell’assetto di formazione, potrebbe portare linfa vitale per evitare la caduta in Eccellenza che sarebbe un guaio irreparabile per i soci del club.
Adesso parola ai recuperi, almeno quelli imminenti, del prossimo 21 aprile e si inizierà a capire cosa ne sarà della stagione 2020 -21, la più travagliata dal dopo guerra ad oggi.
Fabrizio Di Leo














