Il campionato del Taranto inizia nel peggiore dei modi, con una sconfitta nel derby col Brindisi allo Iacovone dinanzi a circa 4500 spettatori. Finisce 1-0 per i brindisini che espugnano per la prima volta in 22 incontri ufficiali di campionato, lo Iacovone di Taranto, grazie a un gol dell’attaccante Granado al 90° minuto. Sì. Il minuto è sempre quello, fatale ai nostri colori come spesso è accaduto negli ultimi 20 anni. È una punizione eccessiva, riteniamo, per i ragazzi di mister Ragno questa sconfitta che, nell’arco dei 90 minuti pur disputando una prova poco convincente ma di gran lunga migliore rispetto alla prestazione di Coppa Italia con l’Altamura, hanno creato almeno 5 palle gol nitide, mettendoci in campo tanta generosità.
Gli schemi, o presunti tali dato che si sono visti solo palloni lunghi nostro malgrado, sono ancora da oliare e siamo certi che solo col lavoro vedremo i miglioramenti che tutti aspettiamo. Sia chiaro, in fin dei conti non siamo dei cornuti contenti dopo questa sconfitta però forse è il caso di attendere ancora un po’ prima di fare dei processi affrettati e/o buttare la croce su questo o quel calciatore, sull’allenatore e sulla dirigenza. È il momento, anzi, di compattarsi tutti insieme attorno al Taranto, prepararsi alla battaglia di Casarano e accettare il verdetto finale. Che sia vittoria, pareggio o sconfitta. È giusto e sacrosanto aspettarsi e pretendere una reazione importante dopo la battuta d’arresto col Brindisi, ma al tempo stesso sarebbe errato definirla come “l’ultima spiaggia” la partita di Casarano. Siamo solo alla prima giornata dopotutto, i punti a disposizione sono 99 e recitare già da adesso il “De Profundis” lo reputiamo inopportuno e fuori luogo.
Anche perché la rosa a disposizione la teniamo (tanto per dirne una, domenica è uscito Oggiano ed è entrato D’Agostino…), l’allenatore conosce molto bene la categoria, spiegatemi perché cominciare già da adesso a rovinare il tutto, sarebbe un peccato. Le avversità si superano stando uniti e compatti, pertanto uniamoci attorno alla squadra e rialziamoci in piedi. Quello col Brindisi deve passare come il classico incidente di percorso, da archiviare al più presto.
Nicola D’Elisiis















