Sprazzi di vero Taranto in occasione della “Raffo Cup” in una serata surreale ma tutto sommato carica d’entusiasmo e di segnali positivi. La truppa di mister Ragno, che sta smaltendo gradualmente i pesanti carichi di lavoro svolti in ritiro, è riuscita ad effettuare quarantacinque minuti ad alta intensità e con un affiatamento sempre maggiore, lasciando intravedere giocate di grande qualità. Sugli spalti i tremila spettatori, numero importantissimo se consideriamo la data estiva e la natura amichevole del match, non si sono lasciati scoraggiare dai problemi organizzativi che hanno afflitto la serata facendo prima slittare l’inizio dell’incontro, poi sancendo anticipatamente la fine delle ostilità a causa di un guasto dei trasformatori che consentivano l’illuminazione dell’impianto. Una rappresentanza fasanese di un centinaio di tifosi ha onorato l’incontro, occupando i seggiolini installati da qualche giorno in Curva Sud.
Da segnalare il sentito minuto di raccoglimento in onore della prematura scomparsa di Nadia Toffa, commemorata in maniera speciale dalla Curva Nord che ha voluto dedicarle una gigantografia esposta prima dell’inizio della partita. Che il Taranto volesse mettere alla prova il proprio stato di forma è palese fin dai primi minuti, ritmi forzati e triangolazioni fulminee hanno fatto da padrone nel gioco rossoblu. Il palo colpito da Oggiano, direttamente su punizione, è l’antipasto dell’uno-due messo a segno dagli ionici grazie alla doppietta del redivivo bomber Genchi, che sembra lo stesso calciatore che tre anni or sono fu esiliato dalla città bimare. La prima realizzazione del numero nove scaturisce da uno degli innumerevoli guizzi di serata dell’indemoniato Leandro Guaita, che sulla corsia di destra ha letteralmente fatto impazzire il povero terzino Diop.
Una serpentina fulminea in area di rigore costringe il suo connazionale Ganci a fermarlo con le cattive, atterrandolo fallosamente. Rigore netto che viene trasformato dall’algido bomber pugliese nonostante l’intuizione del portiere Suma, che era riuscito ad azzeccare il lato sul quale tuffarsi. Il raddoppio si fa attendere solo cinque giri d’orologio: recupero sublime di Kelvin Matute che nel cerchio di centrocampo prolunga fino all’inverosimile le sue lunghe leve sottraendo la palla dalle grinfie del solito Ganci, parso non in serata di grazia. Il contropiede, magistralmente attuato da Ciro Favetta, lascia scorgere tutti i benefici della forma fisica a dir poco perfetta raggiunta dal centravanti di Ponticelli che in pochi istanti scatta al limite dell’area e serve con il contagiri il suo compagno di reparto, con un passaggio filtrante che bramava solo di essere insaccato. Due a zero e Fasano annichilito da un Taranto incontenibile.
I rossoblu rifiatano ed amministrano il gioco per qualche minuto senza andare mai realmente in difficoltà contro un avversario di tutto rispetto. A nove dall’intervallo un lampo di Cochis, che insacca un pregevole calcio di punizione sul palo di un rivedibile Sposito, risveglia l’agonismo della gara che è parsa poco amichevole. Si va al riposo senza ulteriori note di cronaca, con Genchi e compagni che sembrano aver guadagnato l’approvazione del pubblico che nella prima frazione di gioco si è divertito, cullato dal bel gioco proposto da mister Ragno. Nella ripresa c’è solo il tempo di effettuare la tradizionale girandola di cambi perchè dopo una manciata di minuti sul green dello “Iacovone” calano le tenebre.
Dopo un boato di sorpresa è il pubblico rossoblu a prendersi il ruolo di protagonista, inscenando una suggestiva coreografia coadiuvato dalle torce dei cellulari. Immancabile il sottofondo canoro della Nord, già in grande spolvero ed in piena forma campionato. Una cornice di pubblico, a tratti commovente, che dopo pochi minuti ha guadagnato la ribalta dei vari social che non hanno potuto far altro che apprezzare ed ammirare lo spettacolo offerto. “Non tutti i mal vengono per nuocere”, mai detto fu più adatto per descrivere questa insolita ma entusiasmante serata che solo a Taranto (per alcuni purtroppo, per molti altri per fortuna), può accadere.
Gabriele Campa
















