Questa atipica estate 2021, in cui ci stanno accompagnando le Olimpiadi di Tokio 2020, nelle dodici giornate di gare, finora disputate, ci permette di fare un’amara riflessione, ovvero l’idiosincrasia per gli sport più popolari d’Italia, nelle rappresentative a squadre.
Le medaglie d’oro, conquistate dall’Italia, sono arrivate grazie all’abilità di atleti azzurri che, singolarmente, hanno tenuto alto il Tricolore, sventolante negli impianti giapponesi, accompagnato dall’inno di Mameli.
Ritornando al focus in questa Olimpiade, gli sport a squadre sono stati il vero tallone d’Achille per i colori azzurri, infatti, premesso che il calcio maschile e femminile non avevano raggiunto la qualificazione (ma questo è stato quasi sempre una costante), ma anche la pallanuoto ed il basket femminile non avevano centrato l’obbiettivo, nelle altre discipline, alcune storicamente decisive nei medaglieri generali, nessun metallo pregiato è stato conquistato.
L’assenza nel medagliere di ori o argenti rinvenienti dal basket, pallavolo, pallanuoto, può essere parzialmente gratificato dal successo nel ciclismo o dalla vela (qui assegnati per nazioni), ma sugli sport più importanti, in Italia, solo delusioni ed attente riflessioni annesse.
Innanzi tutto, a parte la carenza atavica di impiantistica in molte zone del nostro Paese, ma questa è una costante più che una novità, la carenza nel reclutamento, sommata alla fuga delle nuove generazioni dalla partica sportiva o meglio i diversivi che li allontanano (perchè necessari sacrifici e passione) sono la fotografia dello sport italiano, nel mondo.
Ci sarà, certamente, una rivisitazione, nelle varie Federazioni, e a livello del Coni, sulle motivazioni nonché i correttivi relativi da apportare per tentare di rivalutare la pratica sportiva nel nostro Paese, intanto dobbiamo accettare la superiorità di altre realtà mondiali ed europee (molto più modeste, alcune di loro) rispetto alla nostra.
Dopo la debacle della scherma (a squadre ed individuale), i vertici dello sport, delusi dai risultati, hanno dichiarato che ci sarà sicuramente una rivisitazione della Federazione nazionale relativa, per invertire l’imbarazzante tendenza emersa.
Questo a dimostrazione che, in sede di bilanci, si dovranno fare tante rivisitazioni per riscattare le delusioni, arrivate in questo scorcio d’estate, scommessa per lo sport mondiale, dopo l’evento pandemico che ha ristretto tempi e ridotto, alla base, anche i progetti ed ambizioni di tutte le Federazioni nazionali mondiali.
Tra le tante delusioni, almeno a livello europeo, fortunatamente l’estate 2021 ci ha fatto emozionare per la conquista del Campionato d’Europa, a Wembley, ma, per i colori rossoblu, la gioia più grande da tramandare ai posteri sarà sicuramente il ritorno in serie C e la nuova stagione da affrontare tra meno di quattro settimane, con l’esordio nella terza serie nazionale dello sport più popolare d’Italia.
Sicuramente non mancheranno altre pagine di storia da scrivere per le vicende sportive locali e, pazienza, se alcune realtà cittadine (in primis, calcio a 5 maschile e basket femminile) hanno cessato di far battere i loro cuori, perchè dalle ceneri, quasi sempre, come l’Araba Fenice, possono rinascere nuove realtà, portacolori della nostra inimitabile Città.
Fabrizio Di Leo













