Dopo il ritorno alla vittoria tutt’altro che semplice contro la Fidelis Andria, il Taranto sfodera una prestazione encomiabile a Foggia, rischiando più volte di tornare a casa con i tre punti, ma guadagnando un pareggio importante che forse è il risultato più giusto. I rossoblu concedono al Foggia la manovra di gioco, stringono i denti, si difendono e ripartono veloci in contropiede mettendo in difficoltà la retroguardia avversaria.
Chiamata ai lavori forzati è sicuramente la difesa ionica, che deve restare concentrata per più di 90 minuti. Nell’unica occasione in cui il Taranto si distrae a più riprese, arriva il goal, ma si può anche dire che è fisiologico quando affronti una squadra che tiene il pallino del gioco in maniera asfissiante per tutto il tempo. Nonostante ciò, tranne una bella parata di Chiorra, il Taranto non soffre quasi mai pericolosamente i padroni di casa che si limitano a conclusioni dalla lunga distanza che non impensieriscono l’estremo difensore ionico. Sorprendete la prestazione di Granata, che in sordina e con tutte le pressioni del caso, gioca da veterano senza commettere un minimo errore.
Il centrocampo a 2 per la prima volta schierato dall’inizio da mister Laterza si comporta molto bene, senza patire più di tanto la velocità degli avversari che viene sopperita con la grinta e la quantità dei due mediani ionici. Gara stratosferica quella di Civilleri che praticamente è ovunque a recuperare e smistare palloni. Marsili fatica inizialmente e poi cresce nella ripresa, ma la stanchezza dei tanti incontri ravvicinati si fa sentire.
L’attacco con i tre sulla trequarti a supporto di Saraniti unica punta gira molto meglio e più fluido. Giovinco da mezza punta rende molto meglio nonostante la condizione fisica ancora da rivedere. Inventa per Saraniti che è bravo a prendersi il rigore e realizzarlo. Santarpia e Mastromonaco sono due spine nel fianco per i satanelli che vanno in apnea quando c’è da difendere.
Insomma è un Taranto che nel suo essere ruvido e compatto piace tanto per lo spirito di abnegazione con cui affronta determinate partite. Che sia la volta buona per riuscire ad imporsi anche con una squadra di pari livello.
Simone Pulpito













