Giornalerossoblu.it ha raggiunto telefonicamente uno dei beniamini della tifoseria rossoblu, l’attaccante napoletano classe ’94, Ciro Favetta.
Alcuni dei tuoi compagni hanno già rinnovato con il Taranto, altri sono stati comunque contattati e ieri c’è stata una prima fuga di notizie su un tuo possibile rinnovo. Quindi possiamo dire che è ufficiale? Ciro Favetta resterà a Taranto?
Sono stato contattato anche io e incontrerò la società la prossima settimana. Non c’è ancora nulla di ufficiale ma ovviamente io ho sempre espresso la mia volontà di restare a Taranto.
Hai ricevuto e valutato altre offerte?
Avevo voglia di affrontare una Lega Pro e non ti nego che alcune squadre mi hanno contattato, quindi ad oggi sto valutando anche io questa situazione. Fermo restando che ho dato sempre la priorità al Taranto e continuerò a farlo. Motivo per cui ho questo incontro ben definito con la società la prossima settimana proprio per trovare un accordo insieme. Gli agenti che lavorano per me mi hanno presentato delle valide alternative ma poi ovviamente sta a me decidere, loro fanno il loro lavoro ma la decisione finale è la mia. E la mia volontà è quella di aspettare il Taranto e trovare un accordo per chiudere con loro.
La tua esperienza nel Taranto è iniziata nel Dicembre 2017 e potrebbe proseguire ancora, dà allora hai conquistato la tifoseria tarantina. Che rapporto hai con i tifosi?
Il loro affetto nei miei confronti è un onore. Mi hanno accolto come fossi un loro beniamino, mi hanno sempre fatto sentire a casa. Anzi direi che posso considerarla una seconda casa, ho anche stretto delle grandi amicizie a Taranto. Sono stato davvero bene e spero che questa avventura possa continuare, ho ancora tanto da dare a questi tifosi.
In una precedente intervista di Giornalerossoblu.it Anibal Montaldi ha detto che forse il problema che porta il Taranto a fallire puntualmente nelle partite più importanti, è la pressione creata dalla tifoseria. Sei d’accordo?
Che il tifoso tarantino abbia un forte attaccamento verso la sua maglia e la sua squadra è un dato di fatto. Ce l’ha nel DNA questo amore smisurato per il Taranto e ci sta che questo porti a creare delle pressioni. Io vengo da Napoli quindi lo capisco bene, è molto simile la situazione. E poi se devo essere sincero, a me tutto questo dà una grande carica e mi dà la possibilità di mettermi sempre in discussione. La presenza di tutte queste persone ti sprona a fare sempre meglio. In uno stadio vuoto sei portato a ‘rilassarti’ in un certo senso.
A me Taranto più mette pressione più mi dà la forza per fare meglio, è una cosa che sento sulla mia pelle. Mi porta a fare anche tanti sacrifici ma ne vale la pena perché ho voglia di mettermi in mostra davanti a tutti quei tifosi.
Cosa è mancato al Taranto quest’anno?
Secondo me c’è stata un po’ di confusione inizialmente, il cambio di allenatore determina sempre uno svantaggio. Arrivandone un altro con diversi principi di gioco e altre idee perdi anche un po’ di tempo per metterti in corsa. Poi la problematica principale è stata sicuramente il Picerno, hanno fatto dei risultati fuori dal normale quindi è anche ‘merito’ loro se non abbiamo vinto il campionato.
Sgrona e Ragno secondo te potrebbero essere un buon punto di partenza per il prossimo campionato?
Si anche perché ho conosciuto il Ds Sgrona di persona e mi è sembrata una persona vera e molto competente. Ha voglia di fare calcio in un modo molto professionale e secondo me è la persona giusta per il Taranto. Per quanto riguarda l’allenatore, parla il suo curriculum, ha vinto tanti campionati. E’ un tecnico con una grande personalità. Credo davvero che possano essere gli uomini giusti per vincere il campionato.
Ti ritieni soddisfatto di quanto fatto fino ad ora con la maglia rossoblu?
Si abbastanza soddisfatto, sono anche arrivati dei goal nei match decisivi ed è stato un anno che io non dimenticherò mai. Ovviamente è tanto il rammarico per non aver vinto ma tutto sommato è stato un anno positivo per me e credo anche per il resto della squadra.
Hai collezionato 29 presenze e 13 goal, quale ritieni il più importante?
Il goal più bello e più difficile è stato sicuramente quello con il Nardò. Quello però che mi rimarrà sempre impresso è quello rifilato al Cerignola, davanti a quel pubblico è tutta un’altra storia. Proprio per questo la tifoseria tarantina è bella, mi fa vivere emozioni che difficilmente potrei provare in altre piazze.
Alessandra De Gennaro















