Stefano D’Agostino, bomber del Taranto con i suoi 21 goal in campionato, con i quali ha sfiorato il titolo di capocannoniere del girone H di Serie D, ai nostri microfoni ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
Cosa è successo durante la partita di Cerignola? Come mai quel calo?
“Purtroppo se giochi al Taranto queste partite non puoi permettertele neanche il giovedì contro gli allievi. L’ultimo periodo siamo arrivati un po’ stanchi, ma questa non è sicuramente una giustificazione. Ormai è passata.
Il fatto che fosse una partita che non garantiva l’accesso diretto alla Lega Pro, ha potuto influenzare sugli stimoli e sulla testa?
“Sinceramente non so proprio cosa sia potuto succedere. Loro hanno giocato come se fosse la partita della vita, noi sapevamo fosse una partita molto importante ma non è andata come doveva andare. Avranno sicuramente messo più loro per portare il risultato a casa.”
Parliamo del tuo goal a Cerignola e anche della stagione. Qual è il giudizio che dai al tuo campionato?
“Negli ultimi anni ho la media di 20 goal all’anno. Sono rimasto a Taranto con l’obiettivo di vincere il campionato e avrei barattato tanti miei goal per fare in modo di vincerlo. La mia annata a livello personale è andata ottimamente, ma avrei voluto vincere. Sul mio goal penso sia uno dei goal più belli che abbia fatto in carriera, di istinto subito dopo che Ciro mi ha poggiato la palla di petto, ma purtroppo è stato inutile.”
Ci sono stati contatti con il Taranto? Ci sono possibilità di una tua permanenza?
“Ancora non c’è stata nessuna chiamata e nessun incontro, la società sta ancora strutturando perciò prima che arrivi l’allenatore non credo sarà preso qualcuno. Tutti sanno la mia volontà di rimanere, sicuramente ci sarà un incontro.”
Ci sono state chiamate da Serie D o Lega Pro?
“Si ci sono state molte chiamate sia da piazze di Serie D che di Lega Pro. Ho 26 anni, quindi sono relativamente giovane, ho fatto 20 goal nelle ultime 4 stagioni perciò sono arrivate molte chiamate. Nonostante questo do priorità al Taranto e aspetto l’ultima parola del Taranto.”
Simone Pulpito













