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Serie C/C, il punto su tutte le squadre del girone

A cura di Fabrizio Di Leo

Il campionato di serie C/c, stagione 2021/22, mercoledì 22 dicembre 2021, ha visto in scena la 20^ giornata (la 1^ del girone di ritorno) e, ormai come un classico, si può già tracciare un bilancio (alla vigilia della sessione invernale di calcio mercato A – B e C) sull’andamento stagionale. Premesso che questo torneo sta assumendo l’andamento della stagione 2020/21, in serie D, dove, dopo la fine dell’andata e l’inizio del ritorno, la ripresa delle ostilità si ebbe alla fine di gennaio 2021 (il Taranto, causa pandemia, riprese il filo per la C, nella trasferta di Altamura), l’attuale sospensione (rinvio della 21^ e 22 ^giornata con recupero i prossimi mercoledì 2 e 23 febbraio 2022) è stato accolto come una manna dalla maggior parte dei club di terza serie, anche se per taluni, il blocco e la ripresa (al momento) prevista per il 23 gennaio, potrà rappresentare una disdetta proprio perché la propria formazione, in crescita ed in periodo positivo, potrebbe rappresentare un trend inverso rispetto alla continuità (positiva) intrapresa. Altri club, fondamentalmente quelli in difficoltà, impegnati a riprendere la corsa alla zona play off, o ad uscire dalla zona play out ed allontanarsi dallo spettro retrocessione diretta, buttatisi nella sessione invernale di riparazione a Milano, potranno avere il tempo per inserire i nuovi innesti, con la speranza di rendere più competitive le rose ed avere qualche giorno in più per facilitare l’amalgama di squadra, con i telai di base delle squadre, per la felicità degli allenatori. Dunque vediamo in maniera più analitica, secondo al classifica, l’andamento delle varie compagini.

BARI (44): dopo un’inizio alquanto incerto, la compagine di Mignani, ha intrapreso una marcia costante, sia pure costellata da sole due sconfitte, esterne e consecutive (Francavilla e Castellammare di Stabia), frutto di una rosa altamente completa (la più costosa in termini di valore di mercato), con trazione anteriore, grazie alle punte di diamante Antenucci, 10 reti (di cui 4 su rigore), Simeri 4 marcature (una su rigore) e Botta 4 realizzazioni, reparto offensivo che ha prodotto, al San Nicola, 8 vittorie e 2 pareggi, per un totale di 26 punti, il massimo bottino casalingo tra le venti partecipanti del girone C. La formazione biancorossa, in trasferta, vanta il miglior bottino di punti (18) assieme alla Turris, ma seconda in graduatoria, per la differenza reti (+ 5 contro i + 6 dei corallini), comunque utili per piazzarsi in testa alla graduatoria, in fuga, con un vantaggio di + 7, rispetto alla più immediata inseguitrice, il Monopoli di Colombo.

MONOPOLI (37): la formazione biancoverde di Colombo, dopo un inizio scoppiettante, causa una serie di infortuni e squalifiche, dalla prima posizione si è trovata nelle retrovie, poi, con una progressione nella parte finale del girone d’andata, ha recuperato posti, fino alla piazza d’onore, sia pure con un gap di 7 punti, grazie al notevole contributo dell’attacco, con Starita, 9 reti (di cui una su rigore) e Grandolfo, 5 marcature. Il cammino degli adriatici, risulta perfetto in casa (23 punti per 7 vittorie, 2 pareggi ed una sconfitta), mentre in trasferta, i 14 punti sono derivati da 4 vittorie, 2 pareggi e 4 sconfitte, pertanto nella sua marcia stagionale, molto dipenderà dal rendimento casalingo che lo potrebbe portare al mantenimento del 2° posto, utile all’esonero della disputa dei play off del girone e l’accesso al 1° turno dei play off nazionali.

AVELLINO (35): gli irpini di Braglia hanno iniziato la prima parte della stagione tra incertezze, sia nel modo di gioco proposto dal tecnico toscano, per via delle carenze strutturali che, sommate ad infortuni, cali di forma e soprattutto squalifiche, non hanno permesso alla formazione bianco verde di eseguire un cammino più deciso, ma che comunque hanno contribuito ad avere il record del minor numero di sconfitte subite (soltanto una, sul neutro di Viterbo, contro il Monterosi Tuscia), a fronte delle 8 vittorie ed 11 pareggi. I punti conquistati sono equamente distribuiti tra casa (18) e fuori (19), soprattutto per merito del calciatore di spicco, il prolifico ex Bari, Maniero (5 reti di cui una su rigore). L’ambizione del club campano rimane quello di avvicinarsi quanto più è possibile alla capolista Bari, ma al momento la lotta per il 2° posto, piazza d’onore occupata dal Monopoli, rimane realisticamente la più probabile ed il mercato invernale, sperano nella città irpina, porti gli adeguati innesti per migliorare non tanto il rendimento, comunque soddisfacente, ma alzi il livello di prolificità offensiva, visti i 14 goal, complessivamente realizzati, che pongono la formazione di Braglia al settimo posto nella classifica dei goal fatti.

TURRIS (33): la formazione corallina, dopo la prima parte del girone d’andata in chiara difficoltà, è riuscita ad innestare una marcia che, nella seconda parte della fase ascendente ha portato i ragazzi di Caneo nelle posizioni di vertice. La sconfitta casalinga contro il Taranto, che ha fatto seguito al pareggio di Pagani, ha bloccato la fase di progressione dei corallini che, tra le mura amiche del Liguori hanno conquistato 5 vittorie e 5 sconfitte, per 15 dei 33 punti contabilizzati in classifica. Il reparto offensivo, molto temibile, ha visto Giannone (10 reti di cui 2 su rigore) e Santaniello (8 reti), portare un bottino interessante e consentire, soprattutto in trasferta, di conquistare 18 punti (record di punti nella graduatoria del rendimento esterno, tra le 20 formazioni). Da Milano si attendono alcuni innesti importanti per migliorare la struttura di formazione, ma per una stagione tranquilla, magari con l’obbiettivo play off, l’attuale rosa corallina, fornisce alcune certezze di poter coronare la programmazione prevista e rendere concrete le ambizioni di posizioni d’elite nella griglia futura play off.

PALERMO (33): il campionato dei rosanero è stato, finora, deludente e, certificato dal cambio tecnico effettuato (Silvio Baldini al posto di Filippi), in contrasto con la programmazione stilata. I siciliani, alla vigilia, venivano dati come i reali avversari del Bari, nella lotta alla serie B, ma una serie di equivoci, dovuti ad una sessione estiva di calcio mercato incerta, tanto che alcuni ruoli sono stati colmati da vere e proprie scommesse, ha comportato un cammino disastroso, fuori dalle mura del Barbera (La Favorita), dove i soli 9 punti recuperati, con 2 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, li collocano al 13° posto nella classifica del rendimento esterno. La delusione maggiore è arrivata dal reparto offensivo dove Brunori (7 reti) e Soleri (5 marcature di cui una su rigore) hanno gonfiato la rete solo 12 volte sulle complessive 25 marcature stagionali. Poche, per sperare in un campionato d’avanguardia e da Milano si attendono robusti innesti per tentare di salvare parte della programmazione stilata l’estate scorsa, magari con Baldini, l’eroe della possibile rimonta.

VIRTUS FRANCAVILLA (33): campionato, finora, in chiaro scuro quello della Virtus di Taurino, rispetto alle previsioni della vigilia. Gli Imperiali di Macrì, speravano di fare una stagione di vertice, almeno di essere considerati tra gli interlocutori principali della capolista del campionato, manifestatasi nel Bari di Mignani, possibilmente lottare e conquistare la piazza d’onore e magari, in ottica sessione invernale del calcio mercato, rafforzare la rosa nei ruoli, mostratisi carenti o limitati. Nella prima parte della stagione, la formazione brindisina ha stazionato tra il 9° e l’11° posto, con un cammino tra casa e fuori molto differenti nell’atteggiamento propositivo e nella resa sui risultati. Alla Nuova Arredo Arena, i bianco azzurri, hanno conquistato ben 23 punti, frutto di 7 vittorie e 2 pareggi (esattamente tre punti in meno del Bari capolista anche nella graduatoria dei punti conquistati in casa), mentre la nota dolente, e deludente, al massimo, è stata l’espressione delle trasferte, in cui Taurino ed i ragazzi hanno raccolto la miseria di 10 punti, per 3 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte. Tra i giocatori di spicco, sicuramente l’attaccante, tarantino, Maiorino (6 reti di cui 3 su rigore), capace con i suoi goal di arpionare un buon bottino di punti. In progetto c’è sicuramento il miglioramento della formazione, in ottica calcio mercato sessione invernale, ma si tratterà di aggiustamenti, senza stravolgere l’impianto di gioco, strutturato ed applicato da Taurino.

CATANZARO (32): la piazza calabrese è scontenta del cammino dei giallorossi che finora hanno fallito gli obbiettivi stagionali prefissati. Eppure la campagna acquisti estiva sembrava potesse accendere i sogni di grandezza finalizzati con la conquista della promozione della serie B, magari piazzandosi al primo posto. Il duro risveglio, soprattutto nella parta conclusiva del girone d’andata, ha fatto scivolare i catanzaresi al 7°posto a 12 punti dalla vetta solitaria dei biancorossi pugliesi. Delusione derivante dall’insufficiente rendimento esterno, dove i 13 punti raccolti, frutto di 3 vittorie, 4 pareggio e 3 sconfitte, non potevano essere compensati dal percorso effettuato al Ceravolo, con i 19 punti racimolati, con 5 vittorie, 4 pareggi ed una sconfitta, abbastanza soddisfacente, grazie ai suoi bomber migliori ovvero Carlini (6 reti di cui 3 su rigore), Vazquez (5 reti di cui una su rigore) e Vandeputte (4 marcature). Fallito il progetto Calabro, il suo sostituto, Vivarini, non ha dato la decisa inversione di tendenza, tanto che il pareggio casalingo con la Vibonese e l’amara sconfitta di Francavilla, mantengono sulla graticola il tecnico abruzzese ed urgono interventi con nuovi innesti da apportare entro la fine di gennaio se il club vorrà tentare di salvare, almeno parzialmente, la stagione.

FOGGIA 31 (-2): formazione camaleontica quella rossonera di Zdnek Zeman. Costruita con tanti calciatori giovani, provenienti per buona parte dalla serie D, assemblati con alcune punte di diamante come Petermann, Curcio e Ferrante, ha sempre stazionato ai limite dei play off e recentemente rientrata nella griglia della stessa, pur avendo un rendimento esterno abbastanza preoccupante con i 12 punti conquistati frutto di 2 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. I 19 punti casalinghi (6 vittorie, 3 pareggi ed una sconfitta per complessivi 21 punti, tagliati dalla giustizia sportiva a 19, per inadempienze amministrative) hanno denotato una prolificità offensiva grazie al reparto avanzato dove Ferrante (11 goal di cui uno su rigore), Curcio (6 reti di cui 2 su rigore) hanno perforato le porte avversarie ben 17 volte sulle complessive 31 marcature (ben il 55 % del totale). L’obbiettivo play off, l’unico realistico per il club dauno, potrà essere conquistato con adeguati ritocchi in fase di calciomercato, altrimenti il rischio di uscire dalla zona nobile della classifica, sarà un fatto concreto al termine della stagione regolare.

TARANTO (30): la formazione di Laterza è la migliore delle neo promosse, nella classifica del girone C e, per un breve periodo di tempo, la migliore proveniente dalla serie D con una classifica di prim’ordine (6^, dopo le prime giornate di campionato). I 30 punti conquistati, sono frutto di 8 vittorie, 6 pareggi e 6 sconfitte, ma fondamentalmente il campionato, con obbiettivo permanenza in serie C, si è sviluppato allo Iacovone, dove ci sono state 6 vittorie e 4 pareggi, con l’apporto decisivo del reparto avanzato, nuovo di zecca per la corrente stagione, formato da Giovinco (7 reti di cui 2 marcature su rigore) e Saraniti (6 marcature e 2 penalty realizzati), mentre in trasferta l’ultima gara esterna, a Torre del Greco ha rimpinguato il già magro bottino, portandolo a 2 vittorie, 2 pareggi e ben 6 sconfitte). Il caso “mal di trasferta” ha comunque evidenziato che i rossoblù hanno fallito nettamente solo tre dei sei viaggi (Catanzaro, Monopoli e Bari), mentre nelle altre tre gare fuori casa (Paganese, Avellino e Castellammare di Stabia) le sconfitte di misura sono risultate immeritate, viste come sono maturate e le occasioni avute, anche nel finale di gara e nei tempi di recupero, sono state fallite di un niente. Sicuramente se verranno fatti dei movimenti di mercato, tali saranno degli aggiustamenti di una formazione apparsa compatta, all’insegna del sacrificio e capace di resistere alle avversità, a volte extra calcistiche, ma adesso con l’obbiettivo permanenza ad un passo (servono sicuramente 12 punti da conquistare in 9 gare casalinghe ed altrettanto in trasferta), si potrebbe ipotizzare obbiettivi migliori (zona play off) che sarebbe il coronamento di un lavoro di assemblaggio di squadra ma anche sul green del tempio calcistico ionico, tali da aver materializzato un risultato, non ipotizzabile, ad inizio stagione.

AZ PICERNO (29): il rocambolesco ritorno in serie C, dopo l’assenza per la retrocessione a tavolino decretato per il caso Bitonto, oltre 2 anni e mezzo orsono, ha portato i lucani del patron Curcio, meglio noto come lo zio d’America, ad essere la seconda migliore proveniente dalla serie D. La struttura di squadra, prima affidato al tecnico Palo (colui che ha rilanciato i melandrini per l’approdo in serie C) e soprattutto l’arrivo di Colucci, ha portato ad una progressione in classifica tanto che la sconfitta di Taranto aveva inopinatamente stoppato. La vittoria, interna, con la Vibonese, ha contribuito alla ripartenza e la lotta per la conquista di un posto nella griglia play out riprende, facendo leva sui bomber rossoblù, guidati da Gerardi (5 reti), autore di un quarto delle marcature complessive (21 goal), soprattutto il cammino in casa, con le 5 vittorie, 2 pareggi e due sconfitte, hanno prodotto 17 dei 29 punti complessivi, per un campionato tranquillo con l’occhio strizzato sulla zona play off. Il mercato invernale potrebbe portare degli aggiustamenti, ma non eccessivi, perché il telaio della formazione ha dei punti o cardini considerati inamovibili, in quanto l’obbiettivo permanenza non appare lontano e/o irraggiungibile, l’abilità di Colucci dovrà servire per centrare la permanenza in terza serie, in attesa delle future stagioni per pensare da grandi.

JUVE STABIA (26): la formazione di Sottili (tecnico subentrato a Novellino), avrebbe dovuto avere una svolta decisa in ottica posizionamento in area play off e comunque, inizialmente con il progetto di Walter Novellino le ambizioni erano ben altre, ma il cammino deludentissimo soprattutto in trasferta con i soli 9 punti raggranellati e frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 5 sconfitte, è stato parzialmente bilanciato dal percorso casalingo, non sufficiente per essere in zona play off, con 17 punti scaturiti da 4 vittorie, 5 pareggi ed una sconfitta, con il fattivo contributo di Bentivegna (6 gol di cui uno su rigore), Eusepi (6 goal di cui 2 da penalty) ed il sorprendente Stoppa (5 marcature), un terzetto da 17 goal sui 23 complessivi collezionati. Rosa quindi da ritoccare con pochi innesti, visto il programma stilato in estate, ma dovrà essere Sottili ad individuare i giusti correttivi per tentare l’approdo in zona play off, magari con una posizione invitante nella lotteria post season e dare una soddisfazione all’ambiente stabiese, molto sfiduciato e permeato di un malcontento per il disallineamento tra le ambizioni e la situazione reale.

LATINA (25): il ripescaggio ai primi di agosto ha portato il club pontino a stilare una programmazione veloce, una sessione di calciomercato da rivedere in toto (rosa di serie D stravolta per la C, in pochi giorni) che prevedeva, per questo primo anno in serie C, la conquista della permanenza, possibilmente tranquilla e, nella peggiore delle ipotesi, al termine della lotteria dei play out. La formazione di Di Donato, non avendo una base forte per affrontare le trasferte, ha finora costruito il suo campionato con il brillante ruolino casalingo, sul terreno del Francioni, dove sono state conquistate ben 7 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte per un bottino di 23 punti (sui 25 complessivi) che ha compensato ampiamente il rovescio della medaglia, il tallone d’Achille esterno che indica 2 soli punti conquistati con 2 pareggi e 7 pareggi che collocano la formazione neroazzurra, al 18° posto nella classifica di rendimento (peggio di lei ci sono il Potenza con 2 pareggi ed 8 sconfitte nonché, come maglia nera, la Paganese di Grassadonia con un pareggio e 9 sconfitte). Gli interventi sul mercato dovranno garantire la tenuta esterna che invece, in casa, risulta essere impermeabile agli attacchi avversari, mentre gli stoccatori laziali, al Francioni, demoliscono le difese ospiti, impotenti ad arginare le folate offensive pontine, soprattutto quelle di Carletti (7 reti con 2 rigori messi a segno), Jefferson (4 reti di cui una su rigore), Sane (4 reti), autori di 18 reti delle 22 complessive.

CATANIA 24 (- 2): la formazione etnea nelle ultime esibizioni sta risentendo di un malessere sfociato con il fallimento del club rosso azzurro, lo scorso dicembre, evento che ha creato un clima d’incertezza. I risultati negativi maturati, l’esercizio provvisorio e prorogato già due volte, hanno fatto intendere che si doveva dare una sterzata all’andamento piatto, con la consapevolezza che i due punti sanzionati dalla giustizia sportiva, saranno propedeutici ad altri quattro che giungeranno prossimamente. Il pezzo pregiato dei catanesi rimane Moro, cannoniere principe del campionato con i suoi 18 goal (di cui ben 7 su rigore), di proprietà del Padova ed in odore di approdare in serie A, dove le richieste non mancano. Il cammino interno dei siciliani ha portato solo 14 punti in carniere, con le 5 vittorie, un pareggio e 4 sconfitte (rettificate dalla penalizzazione di 2 punti), mentre in trasferta, la miseria di 10 punti, con 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, ha consolidato una posizione fuori dalla zona play off, a soli tre punti dalla zona play out. L’eventuale fuga dei pezzi migliori, nella sessione invernale di calcio, costringerà l’esercizio provvisorio ad utilizzare giocatori under o comunque di quello che rimarrà del settore giovanile, comunque in attesa di un passaggio di proprietà che quasi certamente non eviterà la retrocessione in quarta serie e costretta a ricominciare stilando un programma per il futuro ritorno in serie C e per le stagioni successive.

CAMPOBASSO (21): la formazione molisana, neopromossa, ha sicuramente deluso le aspettative che dovevano vederla in lotta per la tranquilla permanenza senza grossi affanni, magari, in caso eccezionale, anche attraverso i play out. Cudini non è riuscito a strutturare una rosa, per la maggiore parte composta da calciatori reduci dalla cavalcata di serie D, valida a contrastare gli attacchi avversari e soprattutto schierare una linea difensiva che limitasse al massimo avversari spesso molto navigati e tecnicamente di qualità. Nonostante ciò, la formazione rossoblù ha effettuato un cammino molto carente, in termini di risultati, tanto in casa (solo 7 punti, frutto di una vittoria, 4 pareggi e 5 sconfitte), mentre in trasferta, i 14 punti (4 vittorie, 2 pareggi, 4 sconfitte), hanno mantenuto al limite della griglia play out i ragazzi molisani. L’obbiettivo attuale, salvare la stagione con la permanenza in serie C, costringerà la società campobassana ad intervenire sul mercato, per operare robusti interventi, in tutti i reparti, soprattutto a centrocampo ed in attacco dove il solo Rossetti (7 goal, di cui 2 su rigore), assistito da Tenkorang (4 reti), hanno cercato di sopperire alle lacune mostrate ed evidenti nel rendimento.

MONTEROSI TUSCIA (21): un’altra formazione, quella laziale del patron Capponi, che sta rispettando le prospettive della vigilia. Avendo l’handicap di giocare su un campo “neutro” (il Rocchi di Viterbo), il tecnico della promozione, D’Antoni, non convincendo il club, per l’ancoraggio nelle ultimissime posizioni, ha fatto propendere il numero uno tusco per la sua sostituzione con Menichini (vecchia conoscenza come calciatore di serie A), che con le sue convinzioni ha fatto invertire il trend, molto deludente della prima parte del girone d’andata. Il cammino verso la permanenza la sta costruendo sul campo amico del capoluogo viterbese, con i 12 punti, frutto di 3 vittorie, 3 pareggi e 3 pareggi, mentre in trasferta, i 9 punti, sono stati raggranellati con una vittoria, 6 pareggi e 4 sconfitte. La formazione laziale, di base composta dagli atleti che hanno conquistato la promozione in terza serie (quindi affrontando il campionato da matricola, in assoluto), ha palesato tante lacune, di esperienza, principalmente, ma anche di tecnica e qualità, motivo per cui le 19 reti realizzate sono state marcate da Costantino (4), Buglio (3), Mbendé (3), Polidori (2), Verde (2), Adamo (2), Polito (1), Cancellieri (1) e Caon (1), come si evince con un reparto avanzato capace di segnare solo 9 reti, una vera e propria miseria, per la fase realizzativa laziale. Sul mercato dovrebbe essere innervata la formazione con elementi di categoria e capace di ovviare alle lacune nonché trovare l’ispirazione e la forza per osare di più tanto in casa, ma soprattutto in trasferta. Caso contrario lo spettro del ritorno in serie D, sarebbe molto, ma molto concreto.

PAGANESE (21): campionato deludentissimo per la formazione di Grassadonia che dal suo arrivo, non è riuscito a dare la tanta agognata svolta, anzi la dura caduta libera intrapresa, ha spinto la squadra salernitana in zona play off. Il cammino esterno, una debacle vera e propria, è consistita in un pareggio e nove sconfitte, ovvero la miseria di un solo punto, non è stata compensata assolutamente dal rendimento casalingo (6 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte), risultato che si è riverberato anche sui goal realizzati (21) a fronte di quelli subiti (34). Il club paganese, infatti ha deciso dei tagli robusti nella rosa con degli innesti, abbastanza cospicui, proprio per evitare lo scivolamento finale verso il baratro dei dilettanti (motivo di grande insofferenza per l’ambiente sportivo di Pagani), e, a nulla sono valsi, in sede di sessione estiva la campagna di strutturazione della squadra con elementi tutti d’esperienza, molto in avanti nell’età (Castaldo e Piovaccari su tutti), che nella prima parte del girone d’andata hanno mascherato le gravi lacune (anche nei metodi e schemi di gioco di Grassadonia), evidenti ad occhi più esperti e da parte degli addetti ai lavori. I cannonieri “principi”, per modo di dire, sono stati Piovaccari (4 reti), Firenze (4 goal), Castaldo (3), Murolo (2), quindi molti finalizzatori, ma nessuno che si è distinto in maniera particolare. La sessione di calcio mercato, apertasi lo scorso 3 gennaio, ha già prodotto alcune partenze (il difensore Schiavi già ha lasciato la Paganese), ma fino al termine, altri sono destinati a lasciare la compagine salernitana, per un operazione di maquillage, sostanzialmente anagrafico e di volontà a difendere i colori del club campano, ovviamente non sapendo se l’impresa di salvataggio della stagione sarà positiva o vana.

ACR MESSINA (17): il patron Sciotto, all’indomani della promozione in serie C (ed il suo ritorno dopo 4 stagioni, anonime, almeno le prime tre), ha tentato una ristrutturazione totale della società, chiamando anche personaggi molto scomodi e mal visti, a Messina, come il Direttore Lo Monaco ed affidando la squadra ad un tecnico (Sullo) che sembrava avesse carisma sui calciatori. La sua debacle della prima parte di stagione, costringeva il patron peloritano ad esonerarlo ed affidandosi ad Eziolino Capuano che dopo l’esordio scoppiettante, veniva, a sua volta, esonerato dopo la disfatta di Torre del Greco (un mortificante 0 a 5). La vittoria sulla Paganese è stato un brodino per l’ambiente della Città sullo Stretto, in effetti al Franco Scoglio solo 12 i punti conquistati per 3 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte, ma ancora peggio durante i viaggi compiuti con soli 5 punti portati a casa con una vittoria, 2 pareggi e 7 sconfitte. Anche in fase realizzativa, alcune lacune sono evidentissime, in quanto i marcatori peloritani sono stati Adorante (6 reti), Balde (2 reti di cui una su rigore), Vukusic (2), Marginean (2), ma solo l’attaccante parmense è stato incisivo, rispetto ai compagni di reparto e di squadra. Il mercato sarà complicato perché la maggior parte dei calciatori è vincolato al club giallorosso da contratti biennali e pluriennali, con appesantimento degli oneri da sostenere e difficili da sciogliere senza incorrere in penali, previste di solito nel mondo del calcio. Servirebbe un intervento deciso in tutti i reparti, ma sarà un compito molto arduo e complicato, se si vorrà evitare uno dei posti che conducono in serie D.

FIDELIS ANDRIA (16): travagliata la stagione dei federiciani, già dall’estate scorsa quando il ripescaggio compiuto permise a Panarelli di condurre la formazione della BAT nell’ennesimo campionato di serie C. Si compì un mercato in fretta e furia, prendendo di tutto senza un vero e proprio criterio, pur con un abbozzo di programmazione che prevedeva la permanenza in terza serie. La vittoria a Bari, in Coppa Italia, illuse tutti sulle reali potenzialità della rosa andriese ed infatti la posizione in classifica, con caduta libera verso le posizioni di coda, spinse il presidente Roselli a chiamare, al capezzale del club bianco azzurro, Ginestra. Il rendimento della formazione andriese non è mutato, rimanendo nel segno di una continuità negativa, infatti il cammino casalingo si è attestato sui deprimenti 6 punti, dopo una vittoria, 3 pareggi e 6 sconfitte, mentre fuori dal “Degli Ulivi”, solo 10 punti per 3 vittorie, un pareggio e 6 sconfitte. La sterilità offensiva preoccupa il clan andriese, infatti i punteros federiciani sono, finora, il deludentissimo Di Piazza (3 reti), Bubas (3 reti), Casoli (2), Benvenga (2), Venturini (2), atleti che, alcuni di essi, saranno sicuramente ceduti per salvare la stagione e gli investimenti corposi che hanno prodotto scarsi risultati e malumore nella piazza pugliese; l’alternativa sarebbe il rientro nell’inferno dei dilettanti e nell’anonimato che si affronterebbe.

POTENZA (15): stagione difficile, complicata e soprattutto all’insegna del contenimento quella che ha affrontato il patron Caiata, deluso sia dalla squadra, ma dall’ambiente tutto che non ha gradito il ridimensionamento previsto ad inizio stagione. La conduzione iniziale di Gallo, critica e priva di risultati, ha fatto scattare il campanello d’allarme alla società lucana, ma l’arrivo di Trocini, ben poco ha potuto. Infatti, il cammino casalingo, su cui puntavano i rossoblù potentini, ha portato 13 punti per 3 vittorie, 4 pareggi e 3 sconfitte a fronte del rendimento esterno, quasi nullo con due soli punti per 2 pareggi e ben 8 sconfitte rimediate. Il mercato invernale appena apertosi dovrà vedere degli innesti di categoria che si possano adattare agli schemi di gioco di Trocini, ma anche l’ambiente lucano dovrà supportare la formazione del patron Caiata, se si vorrà mantenere la categoria ed invogliare la società a continuare il percorso in terza serie sempre più impegnativo, anche sotto l’aspetto puramente economico, non tralasciando quello tecnico visto che, finora, la miseria degli 11 goal realizzati sono stati marcati da coloro che sono stati i più prolifici (per modo di dire) quali Salvemini (2 reti di cui una su rigore, a Taranto), Coccia (2) e Ricci (2).

VIBONESE (14): assolutamente un campionato quasi da dimenticare quello della formazione vibonese del patron Caffo, in considerazione che il tecnico D’Agostino ha avuto, finora, una rosa assolutamente inadeguata per la categoria e la classifica rispecchia queste premesse. Non c’è stata per la formazione calabrese quell’auspicato salto di qualità, alla ricerca della salvezza tranquilla, ed il “mal di trasferta” ha condizionato tanto il percorso fin qui compiuto. Quattro pareggi e 6 sconfitte il magro bottino in trasferta mentre, tra le mura amiche del Razza, 10 punti per 2 vittorie, 4 pareggi e 4 sconfitte, per un totale, come marcature di sole 13 reti realizzate da alcuni calciatori quali Golfo (3 reti di cui una su rigore), Sorrentino (2), Ngom (2), Mauceri, Spina, Basso, Bellini e Ciotti (una rete a testa). L’impresa salvezza, se il patron Caffo non interverrà in maniera decisa e robusta con molti innesti di categoria, sarà difficile da portare a compimento, e la retrocessione diretta (neanche via play out) sarebbe la sconfitta per la formazione calabrese dopo alcuni anni di permanenza in terza serie, ma soprattutto mortificante per l’intero ambiente tirrenico.

Fabrizio Di Leo

Tags: Serie C
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