Dal 2000 al 2002 ha collezionato 59 presenze siglando quattro reti; centrocampista coriaceo e dalla forte personalità ha indossato la fascia di capitano conquistando anche una promozione dalla C2 alla C1 al fianco di calciatori come Riganò, Triuzzi, Siroti, Cariello, Vitali: parliamo di Aldo Monza, ex allenatore in seconda del Venezia, che abbiamo contattato alla vigilia di un’importante sfida che attende il Taranto a Sorrento per l’ultima di campionato.
Che idea si è fatto del campionato del Taranto? Gli ionici con un’ottima formazione sono partiti bene ma hanno pagato lo scarso rendimento del mese di novembre con un distacco dal Picerno che poi non sono riusciti a colmare.
Ci sono stati a mio avviso degli episodi e delle partite chiave che il Picerno non ha fallito mentre il Taranto ha commesso qualche errore. Comunque, sia il Taranto che il Picerno hanno dimostrato di avere delle formazioni importanti. Il campionato è stato sempre aperto ma nelle partite decisive non bisogna sbagliare.
Lei da capitano del Taranto ha disputato una finale play-off che ancora a Taranto tutti ricordano contro il Catania. Quali devono essere gli ingredienti che non devono mancare per affrontare questa appendice di campionato nel migliore dei modi?
I play-off sono particolari; io li avevo vinti due anni prima con il Savoia approdando in Serie B, nonostante affrontassimo delle corazzate come Palermo e Juve Stabia. Oltre ad avere dei giocatori in rosa tecnicamente all’altezza come quelli del Taranto, bisogna anche avere un grande gruppo. Ci vuole gente che sappia correre per gli altri e che abbia spirito di sacrificio.
Il pubblico di Taranto negli anni ha subito tante delusioni eppure anche quest’anno si sono sfiorate le novemila presenze negli scontri diretti. Può essere l’arma in più anche per questi spareggi?
Sicuramente il pubblico che ha il Taranto in D non ce l’ha nessuno perché ci sono tanti gruppi di tifosi organizzati con una grandissima tradizione. Le delusioni sono state tante ma i tifosi hanno sempre mostrato attaccamento, non facendo mai mancare il loro apporto. Sono sicuro che anche quest’anno saranno il dodicesimo uomo in campo. Il presidente Giove ha detto che farà domanda di ripescaggio, quindi questi play-off assumono un valore significativo.
Come giudica l’operato dei due mister Panarelli e Triuzzi che tra l’altro è stato anche suo compagno di squadra? Conosce qualche giocatore del Taranto nel quale si rispecchia un po’ per caratteristiche? Mi viene da pensare all’attuale capitano Max Marsili…
Marsili lo conosco solo per fama, è un ottimo giocatore che sta facendo il capitano in una piazza gloriosa e si sta comportando molto bene. Si tratta di un calciatore veramente forte; per essere capitani bisogna esserlo anche fuori dal campo e lui mi pare sia rispettato da tutti. Panarelli non lo conosco, non ci ho giocato insieme. Conosco Triuzzi per averci giocato insieme a Taranto ed è un bravissimo ragazzo, oltre che un giocatore eccezionale. Aveva nelle gambe una forza eccezionale. Come tecnico non lo posso giudicare perché è qualche anno che non lo sento. Comunque con Panarelli hanno fatto un buon campionato e ora c’è da mettere la ciliegina sulla torta.
Che ricordi ha della città di Taranto, dei suoi ex compagni in rossoblù? Sente ancora qualcuno?
Ho sempre detto e continuerò a farlo che Taranto è il posto migliore in cui sono stato; mi sono trovato molto bene sia a livello professionale che con la mia famiglia con la gente di Taranto. Nella vita mai dire mai, sarebbe bello un domani poter allenare il Taranto. Dei miei ex compagni sento Terrevoli, Siroti, Riganò, Vitali. Sono stati due anni belli perché il gruppo era affiatato. Anche se ci sono dei compagni che attualmente non sento, la stima è immutata per tutti.
Andrea Loiacono













