RASSEGNA STAMPA DELL’11 MARZO 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
“La paura è un peccato”, scriveva nelle sue epistole Oriana Fallaci. Ed il “peccato”, per il Taranto, coincide con la perdita di quell’affidabilità che ha saputo invece garantire nella prima porzione di un campionato recitato nel ruolo di squadra neo promossa, protagonista lodata e sorprendente, coraggiosa nell’interpretare l’inevitabile equilibrio tra tutti i responsi agonistici. Il “peccato” è nel rischio di vanificare l’essenza del viaggio, del percorso intrapreso e scandito con entusiasmo e pragmatismo sino all’avvento del nuovo anno solare, corollario di un dicembre prezioso sulla combinazione vincente suggellata contro Picerno e Turris, compromesso purtroppo dalla pausa procrastinata a gennaio, aggravato da una sorta di anatema che continua ad incombere non solo in materia di assenza di vittorie, ma soprattutto nell’emorragia di punti in classifica. L’intervallo del derby col Foggia è stato taumaturgico ma non sufficiente: la compagine ionica non ha sfruttato il bonus dei quaranta minuti inerenti alla prosecuzione della gara esterna contro la Vibonese ultima della classe, completata addirittura con la capitolazione. Nell’immaginario collettivo rossoblu dominano lo stato di panico e la dietrologia drammatica, la ricerca spasmodica dei capri espiatori si intensifica, si percepisce un malcontento viziato da un’implicita rassegnazione: guardare il nome del Taranto scivolare in fondo al “limbo” della graduatoria destabilizza e preoccupa in vista dei mesi conclusivi della stagione regolare. E’ il pensiero razionale a dispensare ordine: innanzitutto, in tema di obiettivi e di progetti. Non è cambiata la missione prioritaria del Taranto, ovvero preservare la categoria professionistica riconquistata dopo anni di delusioni ed umiliazioni. Certo, l’itinerario si preannuncia più intricato, il periodo non è stato propizio ed il calendario intasato di impegni non ha aiutato: il bottino esaltante di trenta punti assicurati nel solo girone d’andata ha rappresentato la tentazione dell’illusione, quella di poter abbattere ogni metodo ed ogni cautela con un’inaspettata ed ammaliante partecipazione ai play off. Non è stato così, ed ora più che mai bisogna restare uniti e resistere verso il traguardo aritmetico, che proibitivo non è. La squadra è la stessa, ma urge che ritrovi la sua identità. I piani di lettura s’incastrano nella loro nitidezza: l’involuzione tecnico-tattica ed il disorientamento psicologico sono inconfutabili. A tratti enigmatici: perché l’impostazione consta di due moduli che apparivano già assimilati mnemonicamente, in primis quel 4-2-3-1 prediletto da Giuseppe Laterza, recentemente ripristinato previo versatile contributo da parte dell’esperto Di Gennaro, l’unico innesto del mercato di gennaio a giostrarsi sul campo. Il sospetto che non ci sia stato un “labor limae”, un’opera adeguata di correzione e di perfezionamento dell’organico originario nella sessione invernale è lecito: equivoci e precarietà nei rifornimenti delle alternative delle coppie di ruolo, identificati nei reparti di centrocampo (da coordinare tra ispirazione e sostanza) e di attacco (carenza di un centravanti “alter ego” di Saraniti). Senza dimenticare il sortilegio degli infortuni che hanno prematuramente infranto l’avventura di Barone e Manneh in riva allo Ionio. La capacità di discernimento da parte di Giuseppe Laterza sarà fondamentale: lo stratega ha sempre protetto il suo gruppo, ha invocato anima, senso di responsabilità, spirito di sacrificio ed attaccamento alla maglia nel periodo delicato e decisivo. A lui, stratega neofita ed ambizioso al quale il presidente Giove ha affidato il suo progetto calibrato, il compito di promuovere la sinergia oltre ogni mercenarismo, di denunciare gli aspetti non consoni sia collettivi che individuali, magari avvalendosi della “voce del padrone”, dell’intervento dai piani alti societari, qualora fosse necessario. Domenica il Taranto è atteso da un’altra esibizione esterna ostica, a Potenza contro un avversario in netta ripresa, che aspira ad abbandonare le sabbie mobili della zona play out. Una trasferta libera per gli appassionati sostenitori ionici: è stata inaugurata la vendita dei biglietti, la quale sarà aperta sino alle ore 19.00 di domani (il match è in programma domenica alle ore 17.30). Il costo del singolo tagliando, acquistabile sul circuito online www.ciaotickets.com, è pari a 10 euro, più diritti di prevendita. A dirigere Potenza-Taranto è stato designato Matteo Gualtieri della sezione di Asti, il quale sarà coadiuvato dagli assistenti Fabrizio Aniello Ricciardi (Ancona) e Maicol Ferrari (Rovereto); per la mansione di quarto ufficiale è stato scelto Gianluca Grasso, dell’area di Ariano Irpino. Ieri si è pronunciato il giudice sportivo di Lega Pro in merito alla prosecuzione della partita di Vibo Valentia: il difensore Antonio Granata è stato squalificato per un turno per recidività in ammonizione, poiché ha incassato il quinto cartellino giallo stagionale. Il novero dei diffidati in casa Taranto comprende ancora Ferrara, De Maria e Marsili. La delibera include anche la prima ammonizione per Kalifa Manneh: l’esterno offensivo, fermo a causa di un trauma distrattivo al bicipite femorale, era presente invece nel primo atto della sfida con la formazione calabrese, disputata lo scorso 15 febbraio.














