Diecimila presenze hanno salutato e chiuso la stagione casalinga del Taranto nel derby contro il Bari, il derby più sentito, quello che soprattutto per nostri demeriti è mancato per 29 lunghissimi anni e speriamo di rigiocare al più presto ma per nostri meriti. Nonostante fosse una partita che per entrambe non aveva nulla da dire in tema di classifica, era invece molto importante a livello statistico in quanto c’era da mantenere l’imbattibilità casalinga contro i galletti. Missione compiuta grazie ad una partita giocata con attenzione e dedizione da parte dei nostri che hanno limitato le scorribande offensive di Antenucci e compagnia, nemmeno tanto convinte. Classica partita da fine campionato si ma dove i valori in campo sono comunque stati evidenti. Fatto sta che entrambe le squadre hanno raggiunto il proprio obiettivo di stagione ed è ciò che conta alla fine.
La nota più bella della serata, come accennato all’inizio, è stata la massiccia e festante cornice di pubblico, pubblico maturo che non ha preteso nulla di più alla squadra di quello che ha dato in campo riconoscendo la superiorità degli avversari in campo e soprattutto mostrato una mentalità che altrove spesso non si è riscontrata ovvero nessun coro contro la tifoseria avversaria assente. Bel segnale davvero. Bello così come rivedere allo stadio tanti vecchi amici, tante famiglie e soprattutto tanti ragazzi e bambini. Che sia da monito a chiunque che con un progetto serio e ambizioso unito ad una politica di prezzi oculata la piazza di Taranto è ancora capace di fare grandi numeri ed accendersi di passione.
Inizia adesso la stagione delle valutazioni, delle considerazioni e delle prospettive. Quest’anno ci era stata proposta la ricerca della salvezza attraverso la valorizzazione, soprattutto economica per le casse societarie, di giovani calciatori, potevamo farlo con meno apprensione ma il risultato è stato ottenuto grazie ai miracoli di Montervino durante le sessioni di mercato e di Laterza nell’intero arco del campionato. Ora però si deve ripartire da quel diecimila ottenuto nel Derby, diecimila tifosi che non erano certo li a festeggiare una stentata salvezza e onestamente per il passato rossoblù sarebbe quasi offensivo solo pensarlo, quei diecimila vogliono e hanno gridato la propria voglia di tornare ad essere protagonisti in questa categoria e tentare la scalata alla cadetteria. A buon intenditor…
Maurizio Corvino













