Luca Cavallo, ex centrocampista e ora allenatore, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di GiornaleRossoBlu.it, raccontando la sua esperienza a Taranto e facendo una panoramica di quelli che sono oggi i problemi del calcio italiano.
LA STAGIONE DEL TARANTO – Purtroppo da quando c’è il Covid si va spesso incontro a situazioni difficili da gestire perché nuove. Nel limite di quelle che erano le sue possibilità, mister Laterza, credo che abbia gestito piuttosto bene la situazione che si era venuta a creare. Nonostante ci siano stati parecchi alti e bassi, dovuti magari anche a situazioni che non riguardavano direttamente il campo, il Taranto il proprio obiettivo stagionale l’ha raggiunto, ossia quello della salvezza.
LA PIAZZA – A Taranto ho vissuto un anno bellissimo, ho disputato un campionato sopra le mie aspettative e avevamo un gruppo bellissimo; forse era quello il nostro segreto. Se penso ad una partita in particolare, mi viene in mente Taranto – Salernitana; quella partita la vincemmo 4 a 2, gli umiliammo. Purtroppo, però, poi, perdemmo la finale. Credo che se quell’ultima partita l’avessimo vinta, anche la mia carriera avrebbe potuto prendere un risvolto differente.
LE AMBIZIONI – Al netto della mia esperienza in varie piazze differenti, posso dire che Taranto è una delle migliori piazze in Italia. Giocare allo Iacovone era qualcosa di speciale, dagli spalti arrivava una carica unica. Credo che, come città, meriti palcoscenici ben più importanti della Lega Pro. Può sembrare una banalità, ma mantenere la categoria era un obiettivo fondamentale per quello che sarà il futuro prossimo di questa squadra. Conosco il direttore Galigani, è una figura esperta e affidabile, Taranto è in buone mani.
L’ESPERIENZA DA ALLENATORE – Spero di riuscire a trovare una squadra il prima possibile per poter tornare ad allenare. Nel 2020 allenavo la Pro Favara, il campionato stava andando molto bene, poi però causa Covid bloccarono il campionato. Quest’anno invece ho iniziato la stagione a Sora, ma dopo poche partita il presidente ha ritenuto giusto mandarmi via.
I PROBLEMI IN ITALIA – In Italia si da troppo spesso la colpa agli allenatori, sono i primi ad essere colpevolizzati e spesso quindi esonerati. Ciò non consente ad una squadra di lavorare in serenità e, allo stesso tempo, anche l’allenatore, non ha modo di trasmettere i propri concetti ai giocatori. Nel calcio saper programmare è fondamentale, soprattutto nelle categorie inferiori.
Flavio Graps














