Dopo un inizio in salita e un’espulsione che complica maggiormente le cose, il Taranto rientra in campo dagli spogliatoi con un piglio diverso, aggressivo e pronto a stringere all’angolo l’avversario. Con un rigore finalizzato da Stefano D’Agostino e un tiro di Ciro Favetta che prima tocca il palo e poi entra in rete, i rossoblu di mister Panarelli riescono a ribaltare il punteggio e a portare a casa i 3 punti. Questa la nostra analisi, reparto per reparto:
PORTIERE: Piccola incertezza sul goal del Nardò da parte della difesa, ma comunque Antonino non può nulla sul colpo di testa che si insacca all’angolino alto e batte il portiere del Taranto. Sempre attento sugli attacchi avversari, si destreggia bene con i piedi, ma viene poco impegnato dagli avversari.
DIFESA: Come detto in precedenza, piccola indecisione sul goal neretino, ma grande prestazione di tutto il reparto difensivo che è costretto a vedersela anche con l’inferiorità numerica che potrebbe complicare la situazione. Il Taranto però reagisce bene e non concede più nulla al Nardò, tranne qualche tiro dalla distanza molto velleitario. Di Bari tra i migliori in campo, imposta dal centro della difesa e cerca il più possibile di velocizzare la manovra, data una prestazione un po’ opaca del centrocampo. Bene Lanzolla, che torna bene in campo dopo un lungo periodo di stop. Ottimo il solito Ferrara, che anche domenica è tra i migliori dei rossoblu, dimostrando le sue qualità anche da centrale difensivo. Gioca poco, con qualche incertezza, Gianmaria Guadagno, che viene sostituito alla mezz’ora per l’espulsione di Oggiano.
CENTROCAMPO: È il reparto più in difficoltà, stranamente senza idee, ma soprattutto lento e non fluido in fase di impostazione. Manzo gioca una partita molto caotica, nella quale risulta impacciato e non d’aiuto al compagno di reparto Bonavolontà, anch’egli in alcune occasioni troppo frettoloso, soprattutto quando si trova al limite dell’area, rischiando quasi sempre il tiro che nella maggior parte dei casi non va a buon fine. Si rende pericoloso, però, allo scadere del primo tempo, con un tiro dalla distanza che impegna seriamente Mirarco.
TREQUARTI: Solita trequarti over, con i tre interpreti fissi, Oggiano, D’Agostino e Esposito. Il primo, si gioca le sue chances nel giro di 30 minuti, nei quali si fa ammonire due volte lasciando dunque la squadra in 10. Al suo posto entra Salatino, che dà una seria svolta al match con le sue giocate che disorientano gli avversari e mettono in grande difficoltà la difesa neretina. Ancora una grande prestazione quella di Vittorio Esposito che, senza realizzare nessuna rete, si sacrifica molto in fase difensiva e dà una mano sostanziale a tutto il reparto arretrato. Per la 18esima volta in goal, sempre lui, Stefano D’Agostino che con un calcio di rigore, riporta il Taranto in parità riaprendo la partita.
ATTACCO: Favetta fa reparto da solo per buona parte del match, lottando comunque su ogni pallone e provando a rendersi pericoloso in alcune occasioni. Le sue opportunità aumentano però, quando Panarelli butta nella mischia Antonio Croce, che libera molti spazi all’attaccante napoletano, con le sue sponde e il suo lavoro sporco, permette a Favetta di evitare le marcature avversarie e di realizzare il goal che porta i rossoblu in vantaggio e che decreta la vittoria finale della truppa di Panarelli.
ALLENATORE: Anche con il Nardò, le scelte decidono il match e nonostante lo svantaggio e l’inferiorità numerica, l’allenatore tarantino riesce a scegliere i giusti interpreti da mettere in campo, ribaltando il punteggio e portando a casa altri 3 punti fondamentali per non decretare la chiusura del campionato in favore dei lucani in testa.
Simone Pulpito













