Artefice di 4 promozioni in carriera dalla C1 ala B, ha guidato i rossoblu ionici dal 2002 al 2004 lasciando un ottimo ricordo negli appassionati di calcio tarantini. Parliamo di mister Fabio Brini, ex portiere tra le altre di Ascoli, Udinese e Avellino. Noi del GiornaleRossoBlu.it lo abbiamo contattato ponendogli alcune domande.
Dopo l’ultima esperienza ad Ancona ha avuto altri contatti per tornare ad Allenare?
Ho avuto dei contatti ma in questo momento non ho ritenuto opportuno accettare alcune richieste che vengono strutturate senza serietà.
Che ricordi ha di Taranto e del Taranto che ha allenato dal 2002 al 2004?
Ricordo un tifo eccezionale e un rapporto stupendo con le persone. Il primo anno facemmo un buon campionato, durante il secondo però ci furono dei problemi societari e non si poté continuare.
Il Taranto attualmente dopo una striscia di risultati utili consecutivi si è fermato domenica scorsa a Gravina perdendo 2-0. Adesso il Picerno potrebbe andare a più otto con il Cerignola sempre al secondo posto. Secondo lei a 8 giornate dalla fine il campionato può dirsi concluso?
Intanto bisogna cercare di arrivare alla fine facendo il massimo dei punti. Poi bisognerà analizzare quello che è andato da quello che non è andato. Però se c’è una squadra che sino ad oggi non ha mai mollato ed è prima in classifica credo che abbia qualcosa in più. Non si è primi in classifica per caso. Intanto però bisogna arrivare alla fine con più punti possibili.
A proposito di quello che serve, cosa manca ad una città di quasi duecentomila abitanti per tornare quantomeno tra i professionisti? È solo questione di disponibilità economica e programmazione?
Credo che il campionato di serie D non sia un campionato semplice, detto questo penso anche che ci sia bisogno di giocatori di grande importanza per la categoria. A questa va aggiunta la qualità, diventa fondamentale la scelta dei calciatori.
Da ex portiere, cosa ne pensa della VAR? Ha risolto i problemi del calcio italiano? Oppure gli ultimi episodi di Fiorentina-Inter e Napoli-Juve hanno riportato a galla quanto ancora ci sia da lavorare?
La VAR secondo me può essere utile ma è necessario che tutti la interpretino alla stessa maniera. Non è pensabile che al VAR ci siano due arbitri che per forza di cose alla partita successiva sono diversi con un’interpretazione che cambia anch’essa. Nel caso del rigore concesso alla Juve hanno punito l’intenzionalità del fallo del portiere ma non dovrebbe essere così. Anche per quanto riguarda i falli di mani ci devono essere le stesse interpretazioni perché è chiaro che gli arbitri possono vedere un episodio in maniera diversa.
Andrea Loiacono














