Prende forma il nuovo corso della Nazionale italiana. Dopo l’elezione alla guida della FIGC, Giovanni Malagò è al lavoro per definire l’assetto tecnico che dovrà rilanciare gli azzurri, partendo dalla nomina del direttore tecnico e, successivamente, dalla scelta del nuovo commissario tecnico.
La priorità del presidente federale sarebbe quella di individuare un direttore tecnico di grande esperienza, con un passato da calciatore o allenatore di alto livello e una consolidata competenza anche sul piano dirigenziale.
Il primo nome sulla lista è quello di Paolo Maldini. L’ex capitano del Milan rappresenterebbe il profilo ideale, anche se la trattativa non si presenta semplice. Secondo indiscrezioni, Maldini avrebbe sempre posto due condizioni per accettare incarichi dirigenziali: un ruolo operativo e decisionale, non di semplice rappresentanza, e un compenso adeguato alle responsabilità affidategli.
Proprio il tema delle risorse economiche potrebbe incidere anche sulla scelta del nuovo commissario tecnico.
Fino a pochi giorni fa il principale candidato sembrava essere Roberto Mancini, deciso a tornare sulla panchina azzurra dopo l’addio del 2023. A favore dell’ex ct peserebbero sia il rapporto di stima con Malagò sia il prestigioso successo conquistato agli Europei del 2021.
Nelle ultime ore, però, avrebbe preso quota anche la candidatura di Antonio Conte, sostenuta da una parte importante dei club di Serie A che hanno appoggiato l’elezione del nuovo presidente federale.
La principale incognita resta quella economica. Il budget federale destinato al commissario tecnico si aggirerebbe intorno ai due milioni di euro, cifra che potrebbe arrivare fino a quattro milioni grazie ai bonus legati alla qualificazione e ai risultati nei prossimi Campionati Europei. Un importo che, tuttavia, potrebbe non essere sufficiente per convincere Conte, tradizionalmente abituato a ingaggi superiori e non orientato ad accettare l’incarico esclusivamente per spirito di servizio.
Anche l’eventuale contributo degli sponsor appare limitato, soprattutto alla luce dei minori introiti derivanti dalla mancata partecipazione al Mondiale.
Qualora la trattativa con Maldini non dovesse andare a buon fine, la Federazione valuta anche altre soluzioni per il ruolo di direttore tecnico. Tra i nomi emersi figurano Claudio Ranieri, Alessandro Costacurta, Demetrio Albertini e Zbigniew Boniek, ex presidente della Federcalcio polacca ed ex vicepresidente della UEFA.
Le prossime settimane saranno decisive per definire l’organigramma tecnico della nuova Italia, chiamata a inaugurare un nuovo ciclo con l’obiettivo di riportare la Nazionale ai vertici del calcio internazionale.














