La partita che non ti aspetti, la sconfitta che nessuno avrebbe neanche voluto immaginare. Al “Vicino” di Gravina in Puglia va in scena un match drammatico, che dà l’impressione di essere l’ultimo treno perso per la promozione. Le avvisaglie di una partita negativa arrivano fin da subito con la difesa che sembra insolitamente disattenta. Già al quinto minuto, infatti, la retroguardia rossoblu si fa infilare da Scaringella e solo un’uscita provvidenziale di Antonino riesce a conservare il risultato di parità.
Il Gravina, conscio di avere di fronte un Taranto incomprensibilmente fiacco, spinge sull’acceleratore e qualche minuto più tardi è infatti Abonckelet ad impegnare severamente l’estremo difensore ionico con un’incornata dall’interno dell’area. I rossoblu, disorientati da un Gravina così aggressivo, cercano di reagire e lo fanno con una precisa punizione di capitan D’Agostino che Loliva riesce a parare esaltandosi con un tuffo plastico. E’ l’inizio di un vero e proprio duello tra il portiere gialloblu e l’attacco del Taranto: prima Favetta e poi Di Senso cercano il gol con due potenti tiri, ma il numero uno gravinese non si fa trovare impreparato neutralizzandoli con estrema bravura.
Nel momento migliore i rossoblu vengono puniti con il più classico dei gol dell’ex, Elio Nigro sblocca il risultato con un bel colpo di testa sugli sviluppi di un corner portando in vantaggio i suoi. Prima del riposo Panarelli effettua il solito cambio, più volte riproposto nei momenti di difficoltà, inserendo Croce al posto di Bova per scuotere i suoi con un assetto più offensivo. Nella ripresa il Taranto sbatte contro il muro difensivo del Gravina, che ovviamente rinuncia al gioco per preservare il vantaggio ed è ancora decisivo Loliva in giornata di grazia. Panarelli decide di “riempire” l’area avversaria schierando tutti gli attaccanti in rosa e privandosi del centrocampo.
Il risultato finale è un 3-1-6 con D’Agostino unico uomo di centrocampo che imposta ed avanza in zona offensiva appena può, modulo chiaramente sbilanciato che finisce con l’incidere in maniera ancor più negativa sul match. Il neo entrato Santoro, infatti, non fatica ad imbucarsi nella rimaneggiata difesa ionica e presentatosi a tu per tu con Antonino riesce a superarlo, depositando il pallone nella porta sguarnita. E’ la pietra tombale del match, il Taranto frustrato dalla pessima prestazione resta in nove uomini per le espulsioni degli under Salatino e Ferrara, quest’ultima assenza particolarmente pesante in vista del match casalingo contro l’Altamura.
L’esito del campo ha innegabilmente tagliato le gambe anche al più ottimista dei tifosi ed il discorso promozione sembra già compromesso. La squadra, lo staff tecnico e soprattutto la società, però, non possono e non devono assolutamente mollare. La delusione è fisiologica ma il bello del calcio è l’imprevedibilità. Ci sono tanti scontri diretti che possono ribaltare la classifica ed un punto di penalizzazione che, almeno da quanto espresso in conferenza stampa, potrebbe scomparire.
Dal fischio finale di questa sciagurata partita non abbiamo più nulla da perdere e bisogna riprendere a macinare punti senza guardare la classifica. Addio sogni di gloria? Può darsi, ma c’è ancora da lottare fino all’ultima battaglia citando la Curva Nord, almeno finchè la fredda matematica non porrà ufficialmente fine alle ostilità.
Gabriele Campa














