Noi della redazione di GiornaleRossoBlu.it, abbiamo intervistato l’attaccante del Taranto, Antonio Croce, che ci ha raccontato le sensazioni della sua esperienza a Taranto e inoltre ci ha presentato la gara di domenica contro il Gravina.
Di seguito le sue dichiarazioni:
Sei a Taranto da Dicembre, ci fai un piccolo bilancio della tua esperienza in rossoblù?
Il bilancio è più che positivo, veniamo da tredici partite,di cui undici vittorie e due pareggi. Mi sono sentito subito parte integrante di questo gruppo, che lo reputo più come una famiglia, sono stato accolto benissimo e sto veramente bene, inoltre abbiamo una tifoseria spettacolare e speriamo di continuare così fino alla fine del campionato.
Domenica ci sarà un’altra finale, quali saranno le insidie della sfida contro il Gravina?
Sicuramente una delle insidie può essere quella che noi siamo costretti a vincere sempre, inoltre avremo di fronte un avversario che si deve salvare ed ora come ora sono tutte finali e tutte le partite sono difficili e da non sottovalutare, poiché tutte le compagini hanno obiettivi da raggiungere, però noi siamo il Taranto e andremo là per giocarcela e cercheremo di conquistare i tre punti.
Come predilige giocare Antonio Croce, con un attacco a due punte o essere l’unico centro avanti?
Noi durante il corso della stagione abbiamo alternato vari moduli, ma questi sono soli numeri, va bene giocare con qualsiasi modulo, l’importante è che si rispetti quello che ci dice il Mister durante la settimana.
Lì davanti siete in tanti, e siete tutti molto forti, diciamo che nel gruppo regna l’armonia e vi è una sana competizione?
Esatto, questa è la nostra forza. Noi potenzialmente siamo tutti titolari e dobbiamo sempre darci dentro, mancano nove partite e dobbiamo spingere come stiamo facendo e cercare di mettere in difficoltà l’allenatore. Vediamo anche che chi subentra dà il suo contributo, quindi tutti riusciamo a sbloccare le partite se non subito, ma quasi.
Hai vestito tante maglie in carriera e hai segnato parecchi goal, ma quello con il Savoia ti ha fatto sentire il boato dello Iacovone, raccontaci le emozioni che hai vissuto in quel momento.
Ho provato sensazioni indescrivibili. Dopo due gol fuori casa, sempre importanti, ci tenevo tantissimo a fare goal nel nostro stadio. Segnando al 92’, e sentire quel boato, è stata una doppia emozione, sia per i tre punti in vista del campionato e anche dal punto di vista personale, poiché ci tenevo tantissimo a far gioire i nostri tifosi.
Un saluto o un appello ai tifosi del Taranto?
Saluto tutto il popolo rossoblú, e chiedo di crederci fino alla fine, loro possono essere il dodicesimo uomo. Dispiace per le trasferte, non riesco a capire il perché le vietino ai nostri tifosi, queste decisioni penalizzano la piazza, e ogni domenica fuori casa senza il nostro pubblico è difficile. Sappiamo che i nostri sostenitori sarebbero venuti in massa anche in trasferta e ci avrebbero dato una grossa mano.
Cosimo Lenti














