Roberto Mancini torna sulla panchina della Nazionale italiana. La Figc ha ufficializzato il ritorno del tecnico marchigiano come commissario tecnico degli azzurri, in una scelta destinata a riaprire uno dei capitoli più discussi della storia recente del calcio italiano.
Al suo fianco ci sarà Claudio Ranieri, nominato direttore tecnico e presidente del Club Italia, con il compito di coordinare il nuovo percorso della Nazionale e accompagnare la crescita dell’intero movimento azzurro. La presentazione ufficiale di Mancini e Ranieri è prevista per mercoledì 29 luglio alle ore 18.
Per Mancini si tratta di un ritorno dopo un primo ciclo iniziato nel 2018 e culminato con il trionfo più importante: la vittoria dell’Europeo 2021.
L’era d’oro: Wembley e la rinascita azzurra
Il primo mandato del “Mancio” era iniziato nel momento più difficile per il calcio italiano, reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia 2018. In pochi anni Mancini riuscì a ricostruire entusiasmo e identità, portando l’Italia sul tetto d’Europa.
La notte di Wembley, con la vittoria ai rigori contro l’Inghilterra, è rimasta una delle pagine più emozionanti della storia recente della Nazionale. Un successo accompagnato da un gioco brillante e da un gruppo capace di conquistare milioni di tifosi.
Durante la sua gestione arrivò anche il record di 37 risultati utili consecutivi, una striscia straordinaria che aveva trasformato Mancini nel simbolo della rinascita azzurra.
La ferita della Macedonia del Nord
Il percorso, però, subì una brusca frenata nelle qualificazioni al Mondiale di Qatar 2022. Dopo il pareggio contro la Svizzera e gli errori dal dischetto che avevano complicato il cammino, arrivò la notte più amara: il ko interno contro la Macedonia del Nord nei playoff.
La sconfitta per 1-0 a Palermo condannò l’Italia alla seconda esclusione consecutiva dalla Coppa del Mondo, aprendo una profonda riflessione sul futuro del progetto azzurro.
Nonostante il fallimento sportivo, la Federazione decise inizialmente di confermare la fiducia a Mancini, affidandogli il compito di avviare una nuova fase di ricostruzione.
L’addio e la parentesi araba
La rottura arrivò nell’agosto del 2023, quando Mancini rassegnò le dimissioni dalla guida della Nazionale. Una decisione improvvisa che generò molte polemiche, soprattutto per le modalità dell’addio e per il successivo approdo sulla panchina dell’Arabia Saudita.
Una scelta che divise l’opinione pubblica e che lasciò una parte della tifoseria con un sentimento di delusione, nonostante il grande risultato ottenuto soltanto due anni prima con la maglia azzurra.
Ranieri il garante del nuovo corso
La Figc ha scelto di affiancare a Mancini una figura di grande esperienza e equilibrio come Claudio Ranieri.
L’ex tecnico di Roma, Juventus, Inter, Chelsea e Leicester, con cui nel 2016 conquistò una storica Premier League, avrà il compito di rappresentare una guida strategica per il movimento azzurro.
La sua missione sarà quella di lavorare sulla struttura delle Nazionali, sul rapporto con i club e sulla valorizzazione dei giovani talenti insieme al responsabile del settore giovanile Maurizio Viscidi.
Ranieri porta in dote soprattutto capacità di gestione, equilibrio e leadership, qualità ritenute fondamentali in una fase delicata per il calcio italiano.
Oriali verso il ritorno nello staff
Nel nuovo progetto dovrebbe trovare spazio anche Lele Oriali, figura storica dello spogliatoio azzurro, pronto a ricoprire nuovamente il ruolo di team manager.
La Federazione lavora inoltre all’inserimento di una terza figura dirigenziale, un ruolo in passato ricoperto da personalità come Gigi Riva e Gigi Buffon. Tra i nomi valutati anche quello di Gianfranco Zola.
Il nuovo corso della Nazionale riparte dunque da un passato recente fatto di grandi successi e profonde delusioni. Mancini avrà il compito di ricostruire entusiasmo e risultati, mentre Ranieri sarà chiamato a creare le condizioni per un progetto più stabile e duraturo. La sfida è riportare l’Italia ai vertici del calcio mondiale.














