RASSEGNA STAMPA DELL’11 OTTOBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Tra esodi deludenti e le occasioni casalinghe da cogliere ad ottobre. Anche a Latina il Taranto non è riuscito ad infrangere l’anatema delle trasferte infruttuose, esprimendo una manovra appena equilibrata, decelerata nel ritmo e sterile in propensione offensiva, col corollario beffardo del gol siglato nei minuti di recupero dal giovane Giuseppe La Monica, annullato per un fuorigioco più che dubbio. Drammatiche peregrinazioni rossoblu dall’inaugurazione del campionato, una sorta di “fil rouge” che caratterizza la transizione tecnico-tattica dal breve interregno di Nello Di Costanzo, interrotto in maniera prematura e surreale dopo appena due turni agonistici, tra cui il debutto esterno proibitivo contro il Monopoli dell’ex Laterza, all’avvento di Ezio Capuano, il quale ha valutato tre prestazioni differenti lontano dalle rive dello Ionio: incoraggiante contro i corallini di Torre del Greco, disastrosa al cospetto della matricola terribile Gelbison, abulica nel confronto col Latina. In soccorso arriva l’agenda imminente, la quale proporrà ben tre esibizioni interne, dettate anche dal doppio turno casalingo comandato dal calendario proprio nelle ultime due settimane del mese: in sequenza, il Taranto affronterà fra le mura amiche dello stadio “Iacovone” la Juve Stabia, attuale quarta forza del girone, sabato prossimo alle ore 14.30; successivamente, saranno in programma le sfide con Potenza (diretta concorrente per la conservazione della categoria) e Giugliano, altra formazione neopromossa che sta operando bene (rispettivamente, sabato 22 e domenica 30). Unica performance in trasferta sarà quella di Cerignola, contro gli ofantini di mister Pazienza, artefici di uno storico ritorno sul palcoscenico del professionismo dopo circa ottant’anni: si disputerà nel turno infrasettimanale fissato in notturna, martedì 18 ottobre. Il Latina di Daniele Di Donato ha superato di misura la formazione ionica, un successo per 1-0 firmato in avvio di ripresa ed in inferiorità numerica da Sannipoli, nel quale il Taranto non ha rintracciato continuità dopo la prova proficua interna sfoderata nel derby col Foggia: nel corso della prima frazione di gioco, il predominio costruttivo è stato appannaggio dei nerazzurri laziali, mentre gli ospiti ionici hanno evidenziato le lacune ideologiche nella concretezza in area di rigore e nel ragionamento insito in un centrocampo precario. L’approccio del Taranto è stato contenuto con un baricentro più basso, mentre il Latina ha saputo presidiare senza apprensione il territorio, confezionando le uniche azioni degne di nota attraverso suggerimenti al cross e manovra aerea: il copione sarà replicato in molte circostanze e sarà interpretato anche in occasione della rete decisiva. Complice un terreno tutt’altro che in perfette condizioni, la compagine ionica si è affidata a sviluppi strategici morbidi, non esuberanti, caratterizzati da lanci lunghi e lentezza nelle transizioni. Non ha stravolto l’assetto titolare, mister Capuano: rispetto all’esibizione contro i dauni, nel canonico modulo 3-5-2, l’unica variazione è stata apportata in attacco, con Infantino al posto di Tommasini non convocato per il ritiro di Formia, a causa di un problema muscolare al polpaccio che l’aveva costretto ad abdicare prematuramente proprio dalla sfida col Foggia. Gianmarco Vannucchi ha garantito la custodia fra i pali sino all’avvio di ripresa, momento in cui è stato costretto a chiedere la sostituzione in seguito al ruvido contrasto con il collega di retroguardia Manetta, nel tentativo di ostacolare l’attaccante nerazzurro Carletti elevatosi nel colpire la sfera al 37’. Come comunicato ufficialmente dalla società ionica, il portiere ha trascorso la notte nel nosocomio locale, adempiendo al protocollo degli accertamenti clinici finalizzati a scongiurare il trauma cranico. Una battaglia a tratti spigolosa che ha coinvolto anche Gianluca Mastromonaco: l’esterno destro è stato vittima di un intervento falloso e pericoloso effettuato da Carletti (espulso dall’arbitro Taricone della sezione di Perugia), per il quale è stata necessaria l’applicazione di sei punti di sutura a tutela della ferita inferta sulla tempia sinistra, che ha costretto il giovane rossoblu a disputare l’intero secondo tempo col supporto di una vistosa fasciatura alla testa. Le condizioni dei due atleti saranno monitorate, ma non destano allarmismo: sotto osservazione è anche Antonio Romano, schierato regolarmente nonostante la sofferenza alla spalla accusata alla vigilia dell’incontro coi laziali. Per quel che concerne l’asse nevralgica, le assenze di due elementi in grado di coniugare sostanza e qualità, senso dell’impostazione ed intuizione nel suggerimento e nella verticalizzazione, come Alessandro Provenzano e Abou Diaby, pesano più del previsto: lungodegente per il trauma lombare il primo, guardingo per le contratture, inevitabili retaggi del grave infortunio al ginocchio che l’ha costretto lontano dal rettangolo verde per un anno, il secondo. Ezio Capuano sta analizzando costantemente la crescita della squadra sotto l’aspetto organico-muscolare: nell’attesa di recuperare appieno anche l’under Nunzio Brandi, l’attenzione è rivolta all’inserimento nel metodo agonistico dei due neo acquisti Filip Raicevic nella batteria offensiva e Gaston Chapi Romano per un contributo più ordinato in mediana. La recente prova contro il Latina lascia in eredità l’aumento di sicurezza tattica e di personalità espresso da Nicolò Evangelisti, figlio dell’attuale direttore sportivo del Taranto e prelevato in estate con ottime referenze dal vivaio della Roma: ubicato come elemento di destra nel trittico difensivo, ha dispensato coraggio nelle marcature delle bocche di fuoco nerazzurre e puntualità nelle chiusure. Qualche difficoltà è invece emersa da Valerio Labriola nel ruolo di playmaker in un centrocampo snodato a cinque: un incarico che forse influisce sulla creazione di esecuzioni raffinate propedeutiche al tiro.














