La 7^ giornata, all’apparenza, interlocutoria, ha portato, ancora una volta, risultati a sorpresa, in senso negativo e positivo. Il Catanzaro di Vivarini sceso in Puglia, ad Andria, pur nella consapevolezza della propria forza, temeva iol confronto con i federiciani, per la voglia dei padroni do casa di riscattare le scialbe esibizioni finora mostrate. Sono bastati quarantacinque minuti per sistemare il risultato, arrotondato nella ripresa, al cospetto di un avversario in confusione sia tecnica che di modulo, ma anche di tenuta più mentale che fisica. Il Crotone, altra comprimario nella lotta alla B diretta, nella seconda gara casalinga allo Scida, affrontava un Avellino, molto deludente in questa fase stagionale, alla ricerca di punti strettamente necessari ed indispensabili per allontanarsi dai bassifondi della classifica e soprattutto rilanciarsi verso posizioni più gratificanti. Con il solito atteggiamento casalingo, i pitagorici, nonostante l’a buona prova degli avversari a mantenere inviolata la propria porta per una buona mezz’ora, poi una volta passato in vantaggio gli irpini non sono stati capaci per oltre un’ora di recuperare, anzi, nel finale di gara trovavano la rete del raddoppio, certificazione della fuga, a due iniziata qualche settimana orsono e che continua. Continua, intatto il tallonamento del Pescara, sempre ad una vittoria dalla coppia di testa e, in questo turno era impegnata a Potenza, al Viviani, campo infido ed ostico per le avversarie dei rossoblù di Siviglia. la partenza fulminea dei ragazzi Colombo , dopo meno di dieci minuti, portava in vantaggio gli adriatici e costringeva i lucani ad una gara in salita. La difesa abruzzese, teneva per una ventina di minuti, poi i padroni di casa pareggiavano e il pari sembrava essere il risultato più calzante, Allo scadere della prima frazione, i bianco azzurri, con un’azione fulminea e letale, nella conclusione, ritornavano in vantaggio e, all’intervallo, il compito dei rossoblù locali, appariva complicato. Nela ripresa, i padroni di casa cercavano il pareggio, ma gli ospiti come sempre cinici, al momento opportuno, colpivano ancora e chiudevano l’incontro portandosi ter punti fondamentali nella rincorsa al sogno serie B. Alle spalle delle battistrada, lotta senza quartiere tra un nugolo di inseguitrici. La Juve Stabia, dopo la sconfitta di Crotone, aveva la ghiotta occasione di affrontare una gara casalinga contro un Picerno, al momento, in difficoltà nell’esprimere il suo reale potenziale. La durezza del match, per la ostinata ed ordinata difesa degli ospiti, sembrava dovesse condure ad un incontro con un nulla di fatto finale, invece nel seconda metà della ripresa, le “vespe” passavano in vantaggio e i lucani non riuscivano a raddrizzare il risultato e tornavano a casa con nessun punto, necessario a muovere la classifica. Intanto, tra le sorprese di giornata, il Latina continua a scalare la classifica e dopo il match trionfante di Viterbo, ospitando il Taranto cercava punti d’oro. Gara senza grossi sussulti nel primo tempo, poi l’infortunio di Vannucchi, la sostituzione con Russo, dava la possibilità, in un momento di sbandamento, ai pontini di a passare in vantaggio e, da quel momento in poi il Taranto era più ,propositivo , aveva delle occasioni per pareggiare e, in realtà. al 94°, una rete di Lamonica, apparsa, più che regolare , veniva annullata per un presunto fuorigioco dello stesso Lamonica o di un suo compagno. Era un altro episodio dubbio a premiare gli avversari e l’ennesima giornata sfortunata della terna arbitrale, sottraeva probabilmente un punto meritato e utile per muovere la classifica, invece tornata e casa a mani vuote dava un senso massimo di ammarezza , ma consapevolezza di dover riprendere il cammino nelle prossime occasioni. L’altalenante Turris, recatosi a Pontedera per affrontare il Monterosi, del nuovo corso societario, con una gara pirotecnica, dove gli attacchi prevalevano nettamente sulle difese, vinceva un incontro che certamente non annoiava gli spettatori presenti, visti gli otto goal realizzati complessivamente. Punti preziosi per i corallini, ora nel gruppo di vertice, all’inseguimento delle migliori, laziali con uno stop pesante ai fini della graduatoria, e leggero scivolamento in classifica. A Monopoli , gli adriatici di Laterza affrontando una Viterbese in difficoltà (dopo il cappotto casalingo nel derby laziale con il Latina) pensavano di poter conquistare tre punti vitali per la scalata in zona play off. la gar, contrariamente alle previsioni, aveva uno sviluppo ben diverso, con i padroni di casa apparsi scarichi, leggermente distratti , aspetti che facevano il gioco degli ospiti che un a volta passati in vantaggio, mantenevano quella lucidità, attenzione e freddezza per uscire, inaspettatamente, imbattuti dal Veneziani, al termine di un match in cui, i tifosi bianco verdi hanno mugugnato abbastanza per la prestazione scialba nel complesso esibita dagli adriatici e stop bruciante e tarpante le ali dell’ambizione di ridurre il gap dalla formazioni che precedono i bianco azzurri. La Gelbison del nuovo corso, al Torre di Pagani, aveva la possibilità di confermare los tato positivo e di forma, affrontando il Foggia, in netta difficoltà, con i nuovo corso chiamato all’inversione di tenenza per raddrizzare l’esito del campionato. finora deludente e deprimente. La formazione rossonera, non riusciva, ancora una volta ad esprimersi secondo le proprie potenzialità ed infatti cadeva sotto i colpi dei vallesi ed il risultato finale certificava ancora lo stato di netta difficoltà ed il tunnel della crisi di risultati e gioco, attanagliante la squadra dauna, imboccato già da diverse settimana. Anche il Cerignola, affrontando il Messina, cercava di riscattare lo stop casalingo subito nel turno precedente con la Gelbison e l’avversario proposto dal calendario, la formazione siciliana di Auteri, appariva essere la più abbordabile del lotto. Le previsioni della vigilia si concretizzavano nella prima frazione, quando dopo essere passati in vantaggio, gli ofantini, nel secondo tempo, nonostante i vani sforzi dei peloritani di riequilibrare il risultato, affondavano nettamente i giallorossi, arrotondando il punteggio e blindandolo fino al termine del match per conservare questo primo tesoretto di punti finora acquisito. Nuova delusione , intanto, per la Virtus Francavilla di Calabro. L’altalenante ruolino in queste prime giornate di campionato, davano modo agli imperiali di riscattarsi, recandosi ad Avellino per confrontarsi con il Giugliano. La formazione brindisina, dopo essere passata in svantaggio ha lasciato inevitabili spazi che dava, al Giugliano, la possibilità di sfruttare le ripartenze e il goal della sicurezza, quello dell’archivio del risultato, nasceva proprio in queste circostanze. Sconfitta bruciante e mortificante che, momentaneamente, congela le ambizioni degli imperiali, copstretti a ripartire quanto prima per non scivolare verso la zona play out.
FIDELIS ANDRIA – CATANZARO: i giallorossi di Vivarini passeggiano al ‘Degli Ulivi’, ed é notte fonda per la Fidelis Andria: finisce 0-4 in favore dei calabresi. Decidono Vandeputte, con una doppietta, Iemmello e Biasci. Contestazione per il presidente Aldo Rosselli nel pomeriggio andriese. Sceglie il 3-5-2- mister Cudini che si affida alla coppia Bolsius-Orfei, dall’altra parte risponde con lo stesso modulo Vivarini che sceglie Iemmello e Biasci come terminali offensivi. Dopo quattro minuti però sono i padroni di casa ad andare vicini al gol: Bolsius si inventava una giocata sulla linea di fondo e poi calciava, ma colpiva il legno. La reazione del Catanzaro era al decimo con Iemmello che al centro non trovava nessuno. L’Andria nel primo quarto d’ora ear vivo e andava vicino al gol su punizione: torre al centro dell’area di rigore ma Candellori non ci arrivava. Al 30’ iniziava il Catanzaro show: Iemmello inventava per Vandeputte che davanti a Zamarion non sbagliava:era lo 0-1. Dopo un minuto poteva subito raddoppiare la squadra di Vivarini: Ghion sbagliava davanti a Zamarion, poi Iemmello non riusciva nel tap-in e ancora Zamarion sulla conclusione di Scognamillo. Ancora Catanzaro al minuto 38’ quando l’estremo difensore pugliese usciva male e Vandeputte a botta sicura trovava sulla linea Dalmazzi. Ma il raddoppio era vicino e Iemmello non sbagliava davanti alla porta: Vandeputte ricambiava il favore e l’ex attaccante del Foggia faceva 0-2. In chiusura di primo tempo arrivava anche il tris su un altro errore di Zamarion: Biasci raccoglieva una palla vagante in area e faceva lo 0-3. Nella seconda frazione provava a scuotere i suoi Cudini mettendo dentro Sipos e Djibril ma la sostanza non cambiava. Due occasioni in apertura di secondo tempo: Arrigoni su calcio di punizione al 59’, ma Fulignati rispondeva presente. Un minuto più tardi era Fabbriani che con una grande conclusione da fuori andava vicinissimo all’1-3. Secondo tempo di melina per il Catanzaro che al minuto 74’ si concedeva anche il poker: il solito Vandeputte faceva 0-4. Troppo Catanzaro per la Fidelis. Alla fine erano0 fischi contestazione per la squadra di Cudini che rimaneva in fondo alla classifica a tre punti. E la prossima settimana c’è la difficilissima gara a Pescara, in una settimana di lunga contestazione soprattutto nei confronti dei vertici societari, rei di aver creata una rosa inadeguata per la categoria e affidata la guida tecnica, a Cudini, mostrante tante perplessità nell’applicazione dei moduli di gioco, tali da essere redditizi.
CROTONE – AVELLINO: i pitagorici battono 2-0 l’Avellino, al termine di una partita ricca di emozioni. Gli irpini ci hanno provato fino al 90′, a sfondare la porta di Branduani che però ha sempre risposto negativamente agli avversari. Il Crotone mantiene la vetta della classifica e si conferma imbattibile tra le mura amiche. Segna un gol per tempo e si sbarazza dell’avversario senza grosse difficoltà. Nella prima frazione di gioco era Chiricò a portare in vantaggio i suoi su un calcio di rigore, respinto da Marcone, ma il pallone restava nel centro dell’area di rigore e l’attaccante rossoblù lo trasformava in rete. Il secondo gol era il frutto di una bella azione degli squali e di un tiro di Petriccione che segnava, così, la sua prima rete della stagione con la maglia del Crotone. L’Avellino tornava a casa con qualche rimpianto relativo soprattutto al primo tempo, quando sullo 0-0 avrebbe potuto essere più concreto. Nel complesso dei 90′ però era il Crotone ad aver fatto registrare le azioni più pericolose, ma soprattutto i gol.
POTENZA – PESCARA: nello stadio Alfredo Viviani di Potenza il Pescara affrontava i padroni di casa, a caccia di punti importanti per la classifica dopo il pareggio contro il Monterosi. Iniziava il match e, al 2′, occasione per il Potenza che partiva in attacco. Al 5′ si faceva vedere il Pescara con Lescano che sfiorava la traversa. Al 6′ biancazzurri in vantaggio: sempre Lescano questa volta non sbagliava e su una serie di rimpalli con un rasoterra batteva il portiere: 1-0 per il Pescara. Al 10′ tiro di Volpe bloccato a terra da Plizzari. Un minuto dopo ammonito Caturano del Potenza. Squadre che giocavano soprattutto a centrocampo nella fase centrale del primo tempo, senza particolari occasioni offensive con il Pescara che sembrava comunque poter controllare il gioco. Al 21′ tiro di Cuppone dal limite palla altissima sopra la porta del Potenza. Al 23′ su una ripartenza occasione per il raddoppio del Delfino con Desogus che però mancava la porta nonostante la posizione molto favorevole. Al 26′ ammonito Lescano per un fallo su Polito. Al 29′ pareggio del Potenza: su un calcio d’angolo doppio colpo di testa, Matino batteva Plizzari: 1-1.Il Pescara tentava una reazione approfittando ancora delle ripartenze per rendersi pericoloso ma i padroni di casa erano attenti in difesa. Cresceva nel finale del primo tempo il Potenza che aumentava il pressing. Un minuto di recupero nel primo tempo. Al 46′ lampo di Cuppone che riportava il Pescara in vantaggio: 2-1 per i biancazzurri. Due i cambi per le due squadre: uscivano Polito e Del Pinto entravano Armini e Steffé nel Potenza. Al 52′ grande occasione per il Potenza con Volpe, palla deviata e fuori di pochissimo. Al 54′ tiro di Desogus con deviazione, palla sull’esterno della rete. Partita viva e intensa agonisticamente, con il Potenza che non demordeva e cercava di riacciuffare il pareggio. Al 60′ nel Potenza entra va Del Sole usciva Volpe. Nel Pescara al 62′ doppio cambio: Aloi per Palmiero, Colai per Desogus. Dopo i cambi il Pescara abbassava il ritmo ma il Potenza continuava ad insistere e spingeva per rendersi pericoloso nell’area biancazzurra. Al 71′ ammonito Armini del Potenza. Al 73′ Laaribi con un rasoterra debole da 20 metri, palla sul fondo. Al 72′ usciva Canturano entrava Belloni per i padroni di casa. Al 74′ cartellino giallo per Mora del Pescara. All’80’ usciva Di Grazia entrava Logoluso. Nel Pescara invece usciva Mora entrava Crecco. All’81’ grande giocata di Cuppone che colpisce la traversa con un tiro a giro. All’83’ nuova conclusione per il Pescara: Crecco da limite con un rasoterra palla deviata in angolo. All’88’ giallo per Emmausso per proteste. Al 90′ occasione per il Potenza: Plizzari ribatteva su una conclusione di Emmausso, Del Sole mancava clamorosamente la rete sulla ribattuta. Al 93′ usciva Cuppone entrava Ingrosso. Al 93′ ancora brividi nell’area del Pescara con il Potenza che per fortuna non concretizzava. Al 94′ ripartenza da manuale del Pescara con Crecco che affondava e non sbagliava: 3-1 per il Pescara. Finiva dopo 6 minuti di recupero il match con il blitz compiuto dai ragazzi di Colombo sull’ostico terreno dei lucani.
JUVE STABIA – AZ PICERNO: ancora una sconfitta, ancora un boccone amaro per il Picerno di mister Longo che torna a casa senza punti dalla trasferta di Castellammare di Stabia: al Menti finisce 1-0 a favore dei padroni di casa che salgono a quota 13 in classifica e spediscono i lucani, ancora fermi a 5, sempre più nelle retrovie della stessa. Longo optava per il 4-3-3 gettando nella mischia Golfo ed Esposito ai lati di Reginaldo in avanti, Colucci rispondeva con il tridente Silipo, Pandoli, Ricci. La partenza era tutta di marca stabiese: al minuto 2 Pandolfi calciava da posizione defilata e impegnava severamente Crespi che respingeva in angolo; sugli sviluppi del corner era Maggioni a saltare più in alto di tutti e a colpire un clamoroso palo a Crespi battuto. Scampato il pericolo, i rossoblù uscivano la testa: lo facevano al minuto 9 con un bel cross da sinistra per l’accorrente De Cristofaro che colpiva a botta sicura con la testa ma si lasciava neutralizzare da Barosi. La prima frazione di lì in avanti restava godibile, ma non c’erano altri sussulti. Si arrivava così alla ripresa che si apriva con un colpo di testa debole di Bentivegna da ottima posizione al minuto 48: bloccava senza problemi Crespi. Trascorrevano sette minuti e a provarci, dall’altra parte del campo, era Garcia il cui destro esauriva la sua corsa di poco alto sopra la traversa. La partita scorreva via all’insegna dell’equilibrio, ma tra il minuto 66 e il minuto 67 esplodeva all’improvviso: gran giocata di Gerbo con la suola e conclusione dal limite che costringe Crespi agli straordinari, era calcio d’angolo; sugli sviluppi dello stesso la difesa ospite allontanava ma il pallone finiva sul piede di Mignanelli che non ci pensava su due volte e pescava il jolly con una rasoiata potente e precisa. Era il goal del vantaggio campano, quello che di fatto decideva l’incontro. La squadra di Longo provava la reazione con una conclusione di Diop al minuto 78 e un’altra di Gerardi nel primo di recupero, ma in entrambi i casi era attento Barosi. Terminava così, dopo cinque minuti di recupero. Festa Stabia, notte fonda Picerno che ora per il riscatto dovrà attendere il prossimo weekend, quando al Curcio arriverà il Potenza, per un derby ad altissima tensione.
LATINA – TARANTO: al Francioni, un Taranto incerottato, a centrocampo, era intento a sfatare il tabù esterno. Capuano con il suo classico modulo ( 3 – 5 – 2) nella prima frazione pur non rendendosi pericoloso, teneva a bada i padroni di casa che comunque mettevano pressione alla difesa ionica, brava ed attenta a chiudere igli spazi agli attaccanti nero azzurri. Il fallaccio compiuto su Mastromonaco e la conseguente espulsione dell’atleta pontino (Carletti per gioco violento), quindi nelpla ripresa la sostituzione di Russo per Vannucchi, acciaccato per uno scontro con il compagno manetta, ,per anticipare Carletti, chiudeva il primo tempo ,ma nella ripresa, arriva la svolta. Cross dalla sinistra di Giorgini, imperioso stacco di testa di Sannipoli che sovrastava Manetta battendo il nuovo entrato Russo. Gli ionici, al contrario del primo tempo opaco, si proiettavano in area dei laziali e si procuravano qualche azione, anche per la girandola di sostituzioni operata da Capuano, prima reclamando al 90° un fallo da rigore su De Maria che invece rimediava un giallo per simulazione (?), poi proprio al 94°, al terz’ultimo minuto di recupero, avveniva l’episodio clou del match .Il Taranto pareggiava con La Monica, abile a deviare in rete, di testa, un cross dalla sinistra, ma il direttore di gara annullava per un dubbio fuorigioco su segnalazione del 1°assistente. Terminava qui, il match del Taranto, con Capuano, nel dopo gara, annunciava la presentazione di un esposto della società per il comportamento di un tesserato del Latina (probabilmente un calciatore), che, mentre si avviava negli spogliatoi, avrebbe provocato la dura reazione verbale del tecnico salernitano, ma, al netto del rammarico per la quarta sconfitta esterna rimediata, le notizie provenienti dagli altri campi tutte favorevoli, tranne quello del Monopoli, caduto in casa con la Viterbese, lasciava gli ionici, fuori dalla griglia play off, ma solo ad un punto dalla stessa, pertanto urgerà , già dal prossimo turno casalingo (match con la Juve Stabia), andare a punti, comunque non perdere per non essere aspirati nella zona paludosa che determina ben due retrocesse, oltre l’ultima classificata.
MONTEROSI TUSCIA – TURRIS: festa del gol al Mannucci, dove Monterosi e Turris si affrontavano per un “pranzo” calcistico di passione. Un 3-5 finale che premiava i corallini allenati da Padalino, che tornavano alla vittoria dopo due sconfitte consecutive. Una partita che definire scoppiettante è un eufemismo. Protagonisti erano molto di più gli attaccanti dei portieri, sebbene ad aprire le danze sia stato, in favore del Monterosi, il gigante difensivo Mbende sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il suo colpo di testa del momentaneo 1-0 dei tusci era la prima delle otto reti odierne. La Turris riusciva infatti a raggiungere il pari grazie alla segnatura di Leonetti al minuto 24′, con un elegante pallonetto dopo essersi presentato a tu per tu con il portiere Alia. Sul gol del nuovo sorpasso della Turris, avvenuto grazie a Giannone con un piazzato sinistro dal limite, e sul successivo terzo gol di Santaniello (elegante tocco d’esterno a rete, su assist ancora di Giannone), l’idea generale era quella di una partita che stava per essere dominata dai corallini. La reazione del Monterosi era invece inaspettata e vivace. Era il momento in cui saliva in cattedra Carlini, che al minuto ’55 veniva servito in area da Santarpia: tiro di sinistro verso il palo lontano e gol che accorciava le distanze: 2-3. Al minuto ’61 la rete del pari sempre con il numero 10 protagonista, che sfruttava un velo del neo entrato Rossi per controllare in solitaria la sfera sulla trequarti: palla sul destro e gran tiro da poco fuori l’area che si infilava in rete. Un 3-3 che non significava solo un possibile pareggio, ma che porgeva l’inerzia tutta in favore della squadra di Menichini, capace di riportarsi in carreggiata. Al minuto 65′, però, il gesto tecnico più bello della partita. Palla in corner in favore della Turris. Alla bandierina di destra si presentava Giannone, che doveva crossare col sinistro. Il corallino non crossava, la palla era infatti indirizzata a rete, con un forte effetto a rientrare: una segnatura fantastica che riportava la Turris sul 3-4, e rimandava gli eventi in favore dei corallini con un contraccolpo psicologico devastante. In più, qualche minuto più tardi, l’episodio dell’espulsione di Rossi, che completamente destabilizzava la formazione di Menichini. Da quel momento in poi la Turris prendeva in mano il gioco e si assicurava i tre punti con l’ultima rete di Leonetti.
MONOPOLI – VITERBESE: i laziali vedono la luce in fondo al tunnel dopo la bruttissima sconfitta di sabato scorso contro il Latina nel derby laziale, al Veneziani la formazione allenata da Filippi batte i padroni di casa del Monopoli per 1 a 0 e fanno anche un bel passo avanti nella classifica del girone C di Serie C. Scivolone inatteso dei gabbiani biancoverdi che alla vigilia erano sicuramente favoriti, novanta minuti in cui è successo di tutto con i padroni di casa che non riuscivano a pareggiare i conti nonostante i numerosi tentativi di Bussaglia – fermato da Ricci al 73’ e da Fumagalli nel recupero – e soprattutto di Simeri che all’85’ faceva tremare la porta dei tusci stampando il pallone sulla traversa. Da sottolineare inoltre la prestazione mostruosa dell’estremo difensore ospite che proteggeva il risultato con una serie di parate spesso determinanti. A ridosso del novantesimo Simonelli in contropiede non riusciva a chiuderla e così la gara rimaneva in bilico fino al triplice fischio di Nicolini. Una vittoria forse insperata ma di fondamentale importanza per il prosieguo del campionato, la panchina di Filippi era salva, mentre nelle file bianco verdi e nell’ambiente tutto, delusione massima ed in soddisfazione dei supporters adriatici che vedevano la propria formazione, priva di idee e con alcuni uomini sotto tono.
GIUGLIANO – VIRTUS FRANCAVILLA: seconda sconfitta consecutiva in trasferta per la Virtus Francavilla, che cade con il Giugliano sul neutro di Avellino. I campani hanno chiuso la pratica nel primo tempo con il doppio vantaggio firmato da Gladestony e Nocciolini. Nella ripresa, la squadra di Calabro la provato a riaprire il match, ma oltre a un legno colpito da Patierno non è riuscirà ad andare. Giugliano in vantaggio al 28’: un tiro a giro di Ghisolfi finiva sul palo, nella mischia che ne derivava in area e tap-in vincente di Gladestony. Raddoppio al 44’: palla in mezzo di Salvemini, colpo di testa preciso di Manuel Nocciolini che batteva Avella. Nel secondo tempo, al 50′, occasionissima per la Virtus: discesa di Carella sulla sinistra, palla al centro per Ekuban che ciccava clamorosamente l’impatto. Giugliano a un passo dal tris con una staffilata di Salvemini che si stampava sul palo. La Virtus reagiva, ma il colpo di testa di Patierno centra il legno.
GELBISON – FOGGIA: fino al 52’ sembrava di vedere in campo un altro Foggia. Appariva più propositivo, più pericoloso e con poche sbavature. Poi tornava il solito Foggia che prendeva gol dagli avversari e spariva dalla partita. I rossoneri perdevano anche a Pagani per 2-0 contro la Gelbison e confermavano i problemi presenti già con Boscaglia: troppi errori in zona gol e incapacità di reagire allo svantaggio. Al 4’ Foggia vicinissimo al vantaggio: Schenetti pennellava per Ogunseye che di testa mandava incredibilmente a lato. Poco dopo era l’attaccante italo-nigeriano ad apparecchiare per Petermann che sceglieva il “piattone” e mandava alto da buona posizione. Primo tentativo della Gelbison al 9’ ma Nobile bloccava dopo una mischia in area. I rossoneri, però, erano più propositivi e al 15’ D’Agostino era bravo a chiudere in uscita su Schenetti. Il Foggia aveva il pallino del gioco in mano, Schenetti sembrava maggiormente dentro la gara e Ogunseye – costantemente cercato dai suoi compagni – in avanti creava grattacapi alla difesa rossoblu. La Gelbison si affidava alle ripartenze e alla buona intesa tra Nunziante e Faella ma senza incidere più di tanto. Col passare del tempo i ritmi calavano e il Foggia si rivedeva dalle parti di D’Agostino solo al 37’ con un tiro senza pretese di D’Ursi. Ma prima della fine del primo tempo il portiere campano doveva superarsi per togliere dall’incrocio un bolide di Petermann. La ripresa cominciava con il Foggia che riprendeva a stazionare stabilmente nella metà campo avversaria ma al 52’, alla prima vera occasione, la Gelbison passava: Faella in contropiede bucava la difesa foggiana e faceva 1-0 per i padroni di casa. I rossoneri accusavano il colpo e lasciavano campo agli avversari che, forti del vantaggio, si liberavano del peso mentale del primo tempo. Iacoponi rilevava uno spento D’Ursi mentre Schenetti faceva posto a Peschetola. Il Foggia non pungeva e la Gelbison ne approfittava: al 65’ Gilli staccava più in alto di tutti e fa 2-0. Gallo correva ai ripari: fuori Petermann per Frigerio e dentro Tonin al post di un poco incisivo Ogunseye per un 3-5-2 che provava a sfruttare più il gioco sugli esterni. La reazione del Foggia, però, era solo in un timido tentativo dalla distanza di Peschetola neutralizzato senza problemi da D’Agostino. Gallo provava anche la carta Chierico per Di Noia ma l’assalto finale, più con la disperazione che con la logica, non produceva risultati. Finiva 2-0 a Pagani, mentre dalla curva foggiana i tifosi urlavano “vergogna”. Il cammino di Gallo cominciava peggio del previsto.
AUDACE CERIGNLA – ACR MESSINA: torna a conoscere l’amaro sapore della sconfitta il Messina, battuto nettamente al “Monterisi” dall’Audace Cerignola per 3-0. Niente continuità dopo il successo interno sul Giugliano, troppo timida la formazione di Auteri in quello che era uno scontro diretto in chiave salvezza. Gara che si sbloccava alla mezz’ora: Neglia e Malcore duettavano, l’esterno offensivo batteva a rete trovando la replica di Daga col pallone che però finiva sui piedi di Achik, pronto all’appuntamento con il gol (31’). Al 72’ il raddoppio dei gialloblu con il subentrato D’Andrea sottomisura su assist di Tascone, proteste ospiti per un fuorigioco dell’attaccante. Nel finale Konate atterrava in area Tascone e l’arbitro indicava il dischetto: Malcore trasformava fissando il punteggio sul definitivo 3-0. Difesa ancora burrosa e una prima linea apparsa troppo leggera, per la quarta volta gli uomini di Auteri tornavano a mani vuote da una trasferta, inchiodati al penultimo posto in classifica.
Fabrizio Di Leo














