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Le intuizioni di Capuano: “Taranto pragmatico, ma il cammino verso la salvezza è lungo e tortuoso”

L’analisi dell’allenatore dopo la partita vinta col Potenza, la quarta consecutiva allo “Iacovone”

RASSEGNA STAMPA DEL 25 OTTOBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO

Pratico, pragmatico, appassionato. Il Taranto sta crescendo, sta imparando ad adeguarsi alla concretezza dei suoi obiettivi, sta leggendo i momenti tattici ed agonistici, sta interpretando le strategie essenziali ed utili, sta intuendo il modo di adattarsi alla precarietà ed alla metamorfosi. E sta inanellando punti preziosi, indispensabili per il miglioramento deciso della sua classifica, concedendo ai suoi protagonisti di esplodere gradualmente nei rispettivi talenti, nelle peculiarità per le quali erano stati ingaggiati in estate e da un altro staff. I numeri non mentono ed alludono ad una quaterna di vittorie casalinghe consecutive, dopo quella marchiata a fuoco sabato scorso contro il Potenza per 2-0, trasformando lo stadio “Iacovone” in una sorta di fortino nel quale stabilizzare il sentiero innanzitutto propedeutico alla salvezza. Non solo: la squadra rossoblu allenata da Ezio Capuano ha suggellato un segmento positivo di continuità di rendimento, inaugurato a stretto giro dal precedente successo interno contro la Juve Stabia, fortificato dal pari a reti inviolate ottenuto a Cerignola (primo punto in trasferta), completato adesso dall’affermazione sui lucani guidati da Sebastiano Siviglia (ieri sollevato dall’incarico), in attesa del secondo appuntamento di fila fra le mura amiche, comandato dal calendario domenica prossima contro il neopromosso Giugliano. Inoltre, da tre turni la difesa è inviolata, segnale inequivocabile dello sviluppo dei sincronismi in fase di non possesso palla e dell’esperienza coniugata all’istinto del portiere over Vannucchi. Per la sfida col Potenza, Capuano ha riservato novità e sorprese nell’assetto titolare votato al 3-5-2 di base: a centrocampo recuperano sia Labriola che Diaby, i quali agiscono in cabina di regia insieme con Antonio Romano sulla porzione interna destra, mentre Mastromonaco e Ferrara sono ubicati sulle consuete fasce di pertinenza. E se la retroguardia è appannaggio del trittico Evangelisti-Antonini-Manetta, l’attacco è affidato a Raicevic esordiente dal primo minuto, insieme col funambolico Guida. “A Raicevic ho concesso un minutaggio graduale: lui ha una struttura molto importante ed ho deciso che fosse il momento di mandarlo in campo da titolare- ha commentato nel post partita il trainer ionico- Sapevo benissimo che fosse impossibile che potesse reggere quel ritmo notevole ed alto che noi ricerchiamo, così avevo la staffetta con Infantino. In merito alla seconda sostituzione in attacco, ho modificato le giocate: ho pensato di allungare la squadra con La Monica e di non farci schiacciare, perché Guida non riusciva più a legare, era costretto a dirottare sugli esterni”. “Si parla di Capuano difensivista, ma io penso di essere un allenatore equilibrato, a volte discreto nel leggere la gara- ha puntualizzato- In questo momento, i numeri sono impressionanti: nelle prime due partite, la squadra ha incassato sette gol, adesso solo uno in cinque: non si può non evidenziare una maturità, una crescita sotto l’aspetto della fase non difensiva ma “difendente”, perché è la seconda volta che in vantaggio io tolgo un trequarti ed inserisco una punta. Forse una azzardata, ma giusta: questa è una vittoria del gruppo. Cerco di aiutare e motivare i ragazzi nell’immediatezza della sfida”. L’approccio dei rossoblu è stato indovinato: al terzo giro di lancette, Matias Antonini, difensore brasiliano avvezzo ad appostarsi in area nelle situazioni da fermo e nei tentativi di intercettazione delle palle alte, ha capitalizzato con un colpo di testa un’esecuzione precisa dalla bandierina. “Sono molto contento perché abbiamo fatto gol su uno schema provato e riprovato nell’attacco della difesa zona attuata dagli avversari sui calci d’angolo- ha affermato mister Capuano-Il Taranto è una squadra che ti imbruttisce, il Taranto non ti fa giocare. In tre partite di fila abbiamo arginato attaccanti del calibro di Pandolfi, Malcore, Caturano: significa che siamo bravi nell’accorciare, magari concedendo l’ampiezza o il cross. Il Taranto non è una squadra semplice da affrontare, nemmeno gioca sulle seconde palle: è aggressiva, gioca un calcio distributivo, pragmatico ed equilibrato”. Dopo il vantaggio, prima del fendente scagliato da Antonio Romano in avvio di ripresa, la formazione ionica aveva dilatato le proprie trame, cedendo a qualche leziosità in una manovra apparsa meno ordinata, a tratti frenetica, avara di strappi in proiezione offensiva: Capuano ha preteso nuova iniziativa, correggendo l’impostazione fra le due frazioni di gioco. “Il Potenza accentrava i tre attaccanti, così Labriola era costretto ad uscire e due volte ci hanno imbucato con Caturano, Di Grazia ed Emmausso. Chiedevo a Romano di attuare la diagonale di sostegno e di lasciare l’esterno per rompere la linea col quinto- ha spiegato- Siamo stati bravi nello “sconvolgere” la partita attraverso i cambi, portando dentro e con coraggio gli intermedi dal lato opposto”. Rossoblu in ascesa in graduatoria, aldilà di contestazioni, ostacoli e spalti depauperati: “Non guardo la classifica, il mio obiettivo è salvare il Taranto, non facciamo voli pindarici, però è normale che ci faccia piacere aver agganciato le prime dieci- ha confidato l’allenatore- I ragazzi mi seguono: una squadra giovane si deve identificare in un totem. Il totem non è colui il quale impone. Il totem è colui il quale, in modo inconscio, attrae su di se l’interesse illimitato. A quel punto, a prescindere dal ruolo sociale o dal mestiere, fai qualcosa difficile da immaginare. Questo Taranto si identifica molto in me, è una squadra “capuanizzata”: è solo un punto di partenza, il cammino per salvarci è lungo e molto tortuoso”.

Tags: Taranto FC 1927
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