RASSEGNA STAMPA DELLO 01 NOVEMBRE 2022 – TARANTO BUONA SERA – ALESSANDRA CARPINO
Interruzione e riflessione. Dopo quattro vittorie casalinghe consecutive inanellate, il rinnovato fortino dello “Iacovone” è stato espugnato dal Giugliano, compagine matricola e rivelazione del torneo, che ha infranto la transizione positiva suggellata dal Taranto nei tre turni antecedenti, incastonati fra le esibizioni interne contro Juve Stabia e Potenza ed il primo punto conquistato in trasferta a Cerignola. Una battuta d’arresto che non permette alla squadra rossoblu di capitalizzare al massimo la chance del doppio appuntamento di fila fra le mura amiche, comandato dal calendario: le chiavi di lettura equivalgono a rischi preventivabili, appannaggio di quel percorso delicato che schiude all’obiettivo della salvezza, e si identificano, allo stato attuale, nella precarietà di un organico falcidiato dagli infortuni, quindi dalla carenza di alternative nella creazione delle cosiddette “coppie di ruolo” afferenti ad ogni reparto. Non solo: alle metamorfosi obbligate in un assetto tattico preservato nella sua coerenza (base e sviluppo del 3-5-2) fanno da corollario anche gli errori di inesperienza, le imprecisioni insite nell’interpretazione dei meccanismi da parte di individualità spesso neofite o con poca dimestichezza della categoria professionistica. Il Taranto è stato trafitto in un epilogo inaspettato, al fotofinish di una partita che si stava incamerando verso un pareggio a reti inviolate e scevro da emozioni: “la paura fa novanta” ed è Nicolas Rizzo, ex attaccante ionico protagonista della promozione dalla serie D due anni fa, ad eseguire un insidioso diagonale mancino sul quale il pur impeccabile Vannucchi non può ostruire alcun varco. E’ la genesi dell’azione che conduce al gol decisivo che non soddisfa affatto Ezio Capuano, allenatore del Taranto: in un momento della gara in cui le energie erano depauperate, in cui sarebbe stato essenziale proteggere, magari affidandosi alla memoria del “calcio operaio”, il pragmatismo che ha caratterizzato sinora la creatura ionica cede alla tentazione di un inutile “eccesso di zelo”, come lo definirà lo stesso trainer nel dialogo post partita. Un esercizio di estetica inutile e dannoso, anche se a commetterlo è Guida, il più talentuoso della squadra: palla persa, arpionata da Nocciolini che taglia il campo e confeziona l’assist per l’accorrente argentino Rizzo, al cospetto del giovane Evangelisti che perde l’attimo e non intercetta di testa in marcatura. Due giocatori subentrati, due innesti in corso d’opera nel ventaglio ampio delle sostituzioni del quale ha potuto beneficiare il tecnico avversario Raffaele Di Napoli, sicuramente scelte fresche e propedeutiche alla svolta del match, la cui inerzia nel caldo anomalo del pomeriggio di fine ottobre era stata comunque stuzzicata dalle iniziative campane durante la ripresa. Non a caso, sugli scudi era salito il solito Vannucchi, il quale aveva evitato la capitolazione al 39’st opponendosi proprio alla conclusione di Nocciolini innescato da un’altra pedina inserita, ovvero D’Alessio. Una contesa caratterizzata complessivamente da una manovra sterile in termini di occasioni, equilibrata ma monotona, corredata da appoggi spesso frenetici e poco convincenti, da qualche contrasto falloso di troppo: di necessità virtù, a fronte delle numerose defezioni registrate nelle fila ioniche, della squalifica del titolare di difesa Manetta (al suo posto, Capuano confida nel debutto dal primo minuto di Formiconi: provvidenziale il suo salvataggio in spaccata sul tiro di Poziello al 34’pt), dell’utilizzo di atleti supportati dalle infiltrazioni (comprensibile il panico di Diaby ad ogni contatto ruvido, ansiogeni i cambi di Labriola ed Antonini affaticati). “Partita molto intelligente sotto il profilo tattico, era quella che avremmo dovuto disputare. Siamo stati compatti, ci siamo allungati un po’ nel finale del primo tempo, poi ci siamo ricomposti- ha commentato Ezio Capuano- L’uscita di Labriola (18’st) ci ha costretti a sviluppare concetti totalmente diversi, poiché abbiamo perso certezze con il 3-4-1-2 (con Guida alle spalle del tandem offensivo Infantino-La Monica, ndr), abbandonando il 3-5-1-1 che garantisce più ordine nei codici ed in fase di copertura”. “Il Giugliano non ha rubato nulla alla fine: noi non riuscivamo più ad esprimere né palleggio né intensità- ha continuato- Al cospetto delle difficoltà e dell’impossibilità di conferire una svolta con i cambi, un punto avrebbe rappresentato l’apoteosi. Il mio rammarico risiede nella mancata gestione della gara nella sua porzione conclusiva, quando eravamo fermi da dieci minuti sulle nostre gambe, privi di forze ed iniziativa: non si tratta assolutamente di colpevolizzare i giocatori che perdono palla, ma non esiste che accada al novantesimo: le giocate leziose, da circo, nelle mie squadre non vanno fatte”. “Sotto questo aspetto sono molto arrabbiato- non ha remore mister Capuano- Sono dettagli sui quali lavoriamo intensamente durante la settimana e non applicarli a partita sostanzialmente conclusa mi infastidisce. Non possiamo nemmeno fallire le esigue opportunità, come nei due cross sprecati dalla destra, nella gran palla di Ferrara, nel recupero di Vona in avanzata. Mi auguro che serva di lezione”.














