In seguito a quelle che sono state le dichiarazioni del Presidente Massimo Giove, che ha definito il progetto del nuovo stadio come “Una cattedrale nel deserto”, l’assessore allo sport del comune di Taranto, Gianni Azzaro, è intervenuto nel corso della dodicesima puntata di “Sotto l’incrocio”. La trasmissione, condotta da Alfredo Ghionna, è andata in onda sui canali social di “Due Mari TV”.
Queste le parole di Gianni Azzaro:
CRITICHE E SPERANZE – Ribadiamo che le parole del presidente Giove sono state fuori luogo ed inopportune. Abbiamo sempre cercato di tendere la mano a questa società, nonostante in passato ci siano stati alcuni problemi amministrativi. Dobbiamo prendere in considerazione le ultime dichiarazioni perché a quanto pare, questo rapporto di solidarietà, è unilaterale.
LA “CATTEDRALE NEL DESERTO” – Stiamo lavorando da tempo nel quartiere “Salinella” che diventerà, per l’occasione, una vera e propria cittadella dello sort. Lo stadio Iacovone sarebbe solamente il tassello finale che andrebbe a completare una serie di interventi che abbiamo già iniziato. Il nuovo stadio sarà in linea con le normative UEFA 4 e non avrà nulla da invidiare agli impianti delle altre città europee. Come è stato sottolineato nel corso della presentazione, l’impianto si presterà anche ad una serie di attività extra calcistiche. Ciò sarà possibile, per esempio, grazie al centro fieristico e al centro commerciale. Sarà uno stadio organizzato per essere vissuto da tutti per 360 giorni all’anno.
I SACRIFICI NECESSARI – Naturalmente ci saranno dei problemi nel corso dei lavori che porteranno alla costruzione del nuovo Iacovone. Abbiamo incontrato la Lega, nella figura del presidente Ghirelli, il quale condivide a pieno il nostro progetto e le nostre idee. Si attraverserà una fase transitoria, nel corso della quale andranno affrontati dei sacrifici. L’impianto sarà invidiato a livello nazionale, è l’occasione per dare a Taranto l’occasione che merita nel mondo del calcio.
TEMPISTICHE – Dal momento in cui c’è stata la presentazione ufficiale del progetto, gli uffici lo stanno esaminando per poter emanare il bando. Al progetto, potrebbero partecipare anche altri investitori. L’auspicio è quello che l’inizio dei lavori possa collocarsi entro fine anno. La durata stimata dei lavori è di un paio d’anni per riuscire a compiere tutto entro il 2026. La cerimonia conclusiva, si terrà proprio nel nuovo Iacovone.
NUOVO STADIO E SOCIETA’ – Stiamo dando dimostrazione, con i fatti, che tutte le opere previste e cantierizzate in giro per Taranto sono il frutto di una visione e di un lavoro di rivalorizzazione a lungo termine della città. Chiaramente poi gli aspetti sportivi non dipendono da noi. Speriamo di poter arrivare al 2026 con il Taranto in Serie A, ma non siamo a conoscenza di quelli che sono gli effettivi progetti della società.
IPOTESI DI LAVORI GRADUALI – C’è chi parla di sviluppare il nuovo stadio procedendo per “settori”, senza buttare giù l’attuale impianto. Così facendo, però, aumenterebbero i costi di realizzazione e soprattutto i tempi. Si tratterebbe di sperpero di denaro pubblico. In più, per rientrare nelle ultime direttive UEFA 4, sarà necessario ruotare di qualche grado il nuovo stadio.
SOLUZIONE MOMENTANEA – Ribadisco quanto detto dall’assessore Giorno; nel primo incontro con la Lega Pro, abbiamo cercato una possibile soluzione per la fase transitoria durante la quale lo Iacovone sarà costretto ai lavori. Era stata avanzata la proposta di Talsano, tuttavia il campo è attualmente omologato per la promozione e renderlo usufruibile anche per la Lega Pro non è semplice. Non è tanto la capienza ad influire sull’omologazione quanto una serie di altre opere che potrebbero portare alla mancata iscrizione della società al campionato. Per evitare queste problematiche, siamo stati invitati a prendere in considerazione impianti già omologati per la Lega Pro come quello di Francavilla, di Brindisi o di Grottaglie. Stiamo ancora valutando la possibilità di trovare una soluzione proprio a Taranto; saremo vicini alla società e ai nostri tifosi per far sì che questo periodo risulti il meno pesante possibile.
Flavio Graps














