Abbiamo avuto una piacevolissima chiacchierata con il dottor Marcel Vulpis, il numero due della Lega Pro, come sempre impegnato nel girare gli stadi della categoria per potare avanti i tanti progetti della Lega Pro. Ci ha detto la sua sul futuro dell’impiantistica sportiva, con un riferimento anche su Taranto ma soprattutto ci ha annunciato progetti che porteranno la Lega Pro ad essere una Lega all’avanguardia tecnologica e digitale.
Dottor Vulpis la Lega Pro è da sempre innovativa, si è partiti dall’introduzione dei playoff e playout fino ad arrivare alle cinque sostituzioni. Oggi la sfida si chiama Riforma del format dei Campionati, a che punto siete? E’ terminata la cosiddetta fase di ascolto dei club?
Siamo in una fase avanzata e con la fase di ascolto delle società siamo praticamente in chiusura, giorno 15 dicembre avremo un’assemblea straordinaria e dopo l’intervento del Presidente Ghirelli ci sarà una sessione di voto e vedremo quale sarà la posizione dei club.
In questi giorni si è tornato a parlare di squadre NextGen, l’inserimento delle squadre B dei maggiori team italiani.
Questo delle seconde squadre è un tema di forte attualità e di attenzione per la FIGC e per la Lega Pro. La FIGC perchè è attenta a tutte le azioni che mirano a valorizzare i giovani di talento che potrebbero tornare utili per la Nazionale, basti vedere l’ultimo esordio in azzurro del giovanissimo Pafundi dell’Udinese che sta a dimostrare quanta attenzione c’è sul tema giovani non solo dalla FIGC ma anche da parte del C.T. Roberto Mancini. Pertanto più giovani avremo a disposizione e più possibilità avremo che qualcuno di questi possa arrivare a vestire la maglia della Nazionale. E’ impensabile avere squadre solo di “senior” ma è più logico avere squadre che siano un perfetto mix di giovani di talento e calciatori più esperti. La Lega Pro da sempre è il campionato dei giovani tanto è vero che adotta la cosiddetta regola del minutaggio che prevede una valorizzazione economica per le squadre che puntano maggiormente su giovani prospetti, questo significa che la Lega Pro è sempre stata attenta al tema giovani anche quando non se ne parlava come adesso. Le seconde squadre o il minutaggio sono due strumenti che portano allo stesso fine cioè quello di far giocare i giovani che hanno le potenzialità per farlo anche in base al vincolo d’età.
La regola del minutaggio spesso porta calciatori dei vivai di serie A alle squadre di serie C che però in questo modo non attingono e non valorizzano il proprio vivaio. Non pensa possa essere rivista questa regola proprio per far valorizzare i propri vivai anche alle squadre di serie C?
Anche questa è una regola in evoluzione così come lo è il format del campionato, tutto è modificabile anche perchè la nostra è una Lega assolutamente democratica quindi qualsiasi idea la si propone, si valuta e si sottopone a votazione, positiva o negativa. Da quando sono entrato in questa Lega ho sentito varie idee ma non ho mai visto una convinta volontà di cambiare la norma. Fermo restando che poi l’indirizzo politico della Lega parte dal Presidente come sta avvenendo con il format dei campionati. In questo momento particolare, però, i focus del Presidente e miei, durante i nostri tour settianali negli stadi, sono incentrati sull’impiantistica, sul riportare i giovani allo stadio e sulla riforma del campionato.
Ha nominato il tema sull’impiantistica, proprio in queste settimane c’è stata una querelle tra il Presidente Giove e il Sindaco Melucci perchè, tra le varie considerazioni, il Presidente ha reclamatp la problematica di trovare uno Stadio alternativo per il periodo dei lavori, grosso modo due anni e mezzo circa. Il suo parere in merito?
Certamente la Lega non si pone in temi politici ma il Taranto ha diritto ad avere uno Stadio su cui poter giocare. Se l’intenzione è quella di abbattere delle strutture, parzialemente o totalmente, tali da non permettere l’utilizzo dello Iacovone bisogna trovare una soluzione alternativa in modo che il club possa giocare continuativamente per il periodo interessato dai lavori. Ho letto che sono uscite molte questioni e si sono usati toni anche accesi da ambo le componenti, anche in questa situazione la Lega non può farci nulla ma invito le parti in causa a sedersi ad un tavolo e trovare una soluzione migliore per tutti. Va bene le dichiarazioni ma alla fine ci si deve incontrare e la società deve prendere atto della situazione e dire al sindaco che, se l’intenzione è quella di rifare completamente l’impianto di gioco contestualmente deve trovare una soluzione perchè la società deve poter iscriversi ogni anno alle licenze nazionali per poter fare i campionati e la condizione necessaria è avere uno sede dove poter giocare. Quindi va bene il voler dare alla città uno stadio moderno, funzionale e innovativo ma la società ha diritto ad avere una soluzione alternativa per poter svolgere in modo continuativo le proprie attività come partecipare al campionato di serie C. Per arrivare a questo il punto centrale è il “dialogo per arrivare alle soluzioni”.
I prossimi step della serie C e qual è la sua serie C ideale?
Se giorno 15 dicembre ci sarà una votazione favorevole alla riforma da parte dei club, allora partirà immediatamente la fase di lavoro di commercializzazione della parte marketing per poter sfruttare al meglio il campionato e sfruttare i canali marketing della Lega e quelli sui diritti televisivi che poi saranno ripartiti,pro quota, tra le 60 squadre partecipanti. Personalmente attendo di capire come sarà la formula definitiva che le società decideranno e un minuto dopo mi metterò al lavoro con il dottor Flavio Farè per commercializzare e cercare di intercettare il massimo dei ricavi sulla base di quello che sarà il nuovo format. La mia serie C ideale è un campionato moderno, fortemente tecnologico dove l’innovazione digitale è al primo posto. Il focus principale è al giorno del match, come normale sia, quel giorno deve diventare una sorta di festa cittadina, l’evento della città e deve dare una fortissima attenzione all’emozionalità, allo spettacolo, al divertimento e al comfort, tutto questo deve passare attraverso un campionato competitivo sportivamente e ad impianti moderni e accoglienti. Oggi in serie A solo 4 stadi su 20 sono nuovi o ristrutturati ma molto meglio che in serie C dove solo 1 su 20 lo è (Albinoleffe), anche rispetto agli altri 58, pertanto l’obiettivo deve essere avere stadi dimensionati al territorio e al bacino d’utenza, no alle cattedrali nel deserto ma meglio avere uno stadio piccolo, una bomboniera stile argentino dove davvero la partita diventa l’evento del giorno. Per quanto riguarda l’innovazione digitale, questa può aiutare ad accorciare il gap con le squadre di altre serie perchè ci sarà la possibilità di “intercettare” i tifosi anche nei giorni precedenti la partita, lo si potrà fare attraverso sito ufficiale, app o social e quindi ci sarà la possibilità, per esempio, di vendere una maglia anche nel “no match day” anche se poi ne venderai di più nel “match day”, il giorno della partita allo stadio. I club devono capire che il dialogo, la comunicazione digitale, l’attività di marketing e commerciale attarverso il digitale deve proseguire tutta la settimana nei giorni precedenti alla partita. Questa è la nostra sfida, io provengo da quel settore e abbiamo le idee molto chiare tanto è vero che stiamo rafforzando collaborazioni tecnologiche e stiamo aprendo a start-up ma non solo, che ci possano aiutare in tal senso. A dicembre, per esempio, lanceremo un’iniziativa che si chiama “data monetization” e permetterà ai nostri club di raccogliere dati sui propri utenti e profilarli in modo da poter poi monetizzare attraverso clienti sponsor già esistenti sulle maglie e sui led o anche nuovi che si affacceranno e troveranno nella Lega e nei club delle partnership per le proprie iniziative, contest, concorsi e qialsiasi attività vogliano espletare. Credo che in questo campo della raccolta dati saremo all’avanguardia anche rispetto ai club europei a parità di leghe e non solo.
Maurizio Corvino














