La 17^ giornata ha visto, nella lotta al vertice, il mantenimento del vantaggio del Catanzaro sul Crotone e l’allungamento del gap sul Pescara. I giallorossi di Vivarini, al Ceravolo, non hanno avuto grossi problemi a superare la Virtus Francavilla, travolta con un pesante passivo che non ammette discussioni, anzi, il goal della bandiera realizzato a pochi minuti dal termine non ha addolcito una debacle pesante anche ai fini della classifica che ora vede gli imperiali in zona retrocessione. Il Crotone in Puglia, a Cerignola, andava incontro ad un match dal difficile dipanamento ed infatti è servito un goal per sbloccare l’incontro, poi con un’accorta difesa, i pitagorici hanno portato a casa un risultato che ha condannato gli ofantini al secondo stop casalingo (dopo quello subito dalla Gelbison), mentre i calabresi mantengono il secondo posto con distacco invariato dalla capolista. Pescara in crisi (di risultati e forse anche di gioco), tanto che con il Taranto perfetto di Capuano, ha subito la terza sconfitta consecutiva e l’addio, seppur virtuale, al primo posto ora distante 12 punti. La coppia campana, Giugliano e Juve Stabia, ha vissuto una domenica trionfale nei confronti delle pugliesi Foggia e Andria. I partenopei hanno inflitto al Foggia una sconfitta dolorosa e mortificante per la classifica. Gli stabiesi, ad Andria, hanno supeeato le difficoltà dovute alla munita retroguardia federiciana che impediva agli attaccanti di poterla superare. La rete, giunta nel finale di gara ha posto fine alla mini serie dell’Andria (due vittorie e un pareggio) che le ha consentito di lasciare l’ultimo posto e potersi isolare in terz’ultima posizione. Il Monopoli di Pancaro, nel match con il Potenza, è caduto rovinosamente. Questo stop amareggia l’ambiente degli adriatici, mentre i lucani, con un balzo netto, escono dalla zona play out. Il Latina, a passo ridotto, con il pareggio a Pagani contro la Gelbison, si è portato a casa un punto che gli permette di rimanere a ridosso della zona play off. La Turris, in netta caduta libera, è crollata sul proprio campo al cospetto dell’Avellino pratico e deciso, subendo una sconfitta, amara e che genera malcontento all’ambiente dei corallini, già avvelenato, dopo le due guide tecniche finora succedutesi. Nel Lazio, il derby della provincia viterbese, ha i tusci del Monterosi suparare la formazione del Capuologo, dando una spinta decisiva verso il penultimo posto agli ospiti e, grazie alla vittoria, un spinta fuori dalla zona calda play out. A Messina, un Picerno per nulla trascendentale, ha avuto la meglio sui giallorossi di Auteri, affossando ulteriormente i peloritani, ora veramente in situazione disperata.
CATANZARO – VIRTUS FRANCAVILLA: il Catanzaro vola: 4-1 alla Virtus Francavilla e ormai sembra lanciato in una corsa contro sé stesso, più che con gli avversari. Sempre superiore, a tratti in modo imbarazzante, per la facilità con cui la qualità individuale messa al servizio della squadra spacca le partite. Iemmello, due volte Bombagi e Curcio firmavano l’incontro, gli ospiti piazzavano la bandierina solo nel finale con una rovesciata di Cardoselli, quando era già tutto deciso. Iemmello apriva l’incontro su lancio di Situm al 17’ del primo tempo: scatto per superare Miceli, doppio passo per scartare il portiere Avella, facile appoggio a porta vuota. Gol numero 11 dell’attaccante che era anche il regista più avanzato di una squadra che spesso pareva giocare come quelle della Playstation. Il raddoppio di Bombagi, 15° marcatore diverso nella stagione, era la naturale conseguenza di una frazione dominata: palla gestita sulla sinistra da Scognamillo, traversone di Pontisso sul lato opposto e scivolata della mezzala. Cambiando l’ordine dei fattori il risultato non cambiava: era la proprietà transitiva insegnata da Vivarini. Il Francavilla aveva tante assenze, faceva poco, e in quel poco o sbatteva su una difesa super (Brighenti era un maestro delle marcature preventive) o su Fulignati, che metteva una pezza sul tiro di Cisco dopo un pallone perso malamente da Ghion. Nella ripresa, dopo un’occasione sprecata da Iemmello, Bombagi faceva tris, di testa, su punizione di Vandeputte: minuto 21’. Poi tanti cambi, il joystick in mano di Biasci e Vandeputte: tacco del primo, incursione del secondo, rete di Curcio. A 3’ dalla fine la rovesciata di Cardoselli su assist di Cisco: era l’unico a salvarsi nella Virtus oltre al portiere Avella.
AUDACE CERIGNOLA – CROTONE: dopo il pareggio di Taranto nel turno infrasettimanale, il Crotone ritorna alla vittoria in campionato battendo in trasferta l’Audace Cerignola. Al Monterisi finiva 1-0 per la squadra di Lerda, che si aggrappava alla rete di Awua al 26′ della ripresa e nonostante le numerose assenze portava a casa il bottino pieno, confermandosi al secondo posto in classifica a – 6 dall’incontenibile Catanzaro di Vivarini. Senza Gomez, Petriccione, Giron, Giannotti, Bove e Berardotto, ai box per un virus intestinale, i pitagorici scendevano in campo affidandosi ad un insolito 3-4-3. Dini in porta, Papini, Golemic e Cuomo a comporre il terzetto arretrato, Carraro e Awua in mezzo con Mogos e Tribuzzi ad agire sulle corsie esterne e la coppia Chiricò-Kargbo ai lati di Rojas nel ruolo di falso nueve. Nella prima frazione, gran parte della quale priva di particolari emozioni, il Crotone sfiorava il vantaggio con Papini e Kargbo, nella ripresa però gli ofantini acquistavano fiducia e mettevano i brividi ai calabresi con un paio di occasioni pericolose tra i piedi di Malcore e Achik. Il Cerignola continuava a spingere, ma nel miglior momento dei padroni di casa il Crotone colpiva: al 72’ gli squali passavano con il secondo centro stagionale di Awua, che riceveva da Rojas al limite dell’area e di prima intenzione lasciava partire un destro velenoso che toccava la parte interna del palo e si insaccava alle spalle dell’incolpevole Saracco. Nel finale, gli ospiti andavano a un passo dal bis con un’azione personale di Chiricò, ma a pochi istanti dal termine l’ex Zak Ruggiero faceva tremare la squadra di Lerda con un destro potente sul quale Dini compiva un autentico miracolo. Sul sintetico di Cerignola finiva 1-0 per gli squali, tre punti d’oro per il Crotone che dimostrava di saper soffrire e tornava in Calabria con l’intera posta in palio.
PESCARA – TARANTO: il Taranto vince 2-0 in casa del Pescara, nel match valevole per 17esima giornata del Girone C di Serie C 2022/23. Padroni di casa che collezionano la quarta sconfitta stagionale e stallano così in terza posizione a quota 35, rossoblù che invece lasciano per un punto la zona retrocessione. Doppio vantaggio rossoblù al termine della prima frazione. Era Manetta che, al 33esimo, firmava per primo il tabellino dei marcatori: sugli sviluppi di un calcio di punizione, Antonini realizzava un perfetto assist per il difensore che di testa metteva il pallone in rete. Subito dopo, un bel lancio su Guida, vedeva l’attaccante, chiuso da due difensori ed uno di essi, il più arretrato dei due, lo atterrava, scatenando le proteste sia dei giocatori in campo che sulla panchina, tanto che lo stesso Capuano veniva ammonito. Il doppio allungo, arrivava quasi allo scadere del primo tempo e veniva invece firmato da Tommasini. L’attaccante arrivava bene sul traversone di Labriola ed insaccava la sfera di testa. Nella ripresa i ritmi si alzavano, ma il gioco iniziava a spezzettarsi maggiormente. Kraja prendeva un doppio giallo e lasciava i delfini in dieci, poi nei minuti finali i biancazzurri perdevano un altro uomo. Palmiero usciva dal campo per infortunio, il Pescara aveva già terminato le sostituzioni e non poteva cambiarlo. Finale difficile per i padroni di casa, ma nessuno più andava a segno: terminava 0-2 all’Adriatico. Post gara di grande soddisfazione per i rossoblù, perfetti per tutto il match e capaci di sfruttare due delle numerose occasioni (almeno cinque/sei) per colpire un Pescara, contestato dagli ultras locali ed incapace di rendersi pericoloso, se non in una situazione, sullo 0 a 2, quando su una gran bordata di Milani, un attento Vannucchi, sventava con una parata che mandava la palla in angolo.
GIUGLIANO – FOGGIA: brutto passo indietro, anzi tre, come recita il risultato finale. Una gara alla portata dei dauni, ma una serie di ingenuità hanno vanificato gli sforzi profusi per arrivare almeno al pareggio. Finiva 3-2 per i campani la sfida del Partenio. La falsa partenza rossonera era già realtà nei primi minuti. Al 10′ c’era il vantaggio dei gialloblù: Salvemini vinceva un duello con un rossonero, scambiava il pallone con Gomez che a sua volta pescava Rizzo, bravo ad arginare i difensori ed a trovare lo spazio per calciare, immobile Dalmasso, 1-0. Al 14′ nuovo tentativo del Giugliano con una punizione di Gladestony, palla a lato. Brividi al 37′: calcio d’angolo, palla in area e tiro di Salvemini insidioso salvato praticamente sulla linea da Di Pasquale. Il Foggia si vedeva al 43′: cross in area di Costa, testa di Frigerio, palla in angolo. Nella ripresa il raddoppio arrivava al 50′, ci pensa Di Dio. Palla in mezzo all’area con Dalmasso che respingeva, poi palla sul limite dove il numero 80 aveva spazio per calciare. 2-0. Al 71′ occasione Foggia per accorciare le distanze con Ogunseye, Sassi se la cavava in due tempi. Era il preludio al 2-1, che arrivava al 72′: cross dal fondo di Nicolao, colpo di testa di Frigerio potente e preciso che gonfiava la rete. Ed al 91′ arrivava l’atteso 2-2: rinvio dal fondo di Dalmasso, quindi sponda di testa di Ogunseye per Tonin, che approfittava di un clamoroso svarione difensivo del Giugliano, si involava in area e segna. Tutto finito? Assolutamente no. Quando sembrava fatta al 94′ Salvemini gela i rossoneri: ripartenza e conclusione sul primo palo che batteva Dalmasso per il 3-2. Una vera beffa, per i foggiani e ritorno a casa amaro, molto amaro.
FIDELIS ANDRIA – JUVE STABIA: la Juve Stabia voleva tornare a vincere. Una vittoria che mancava da quattro giornate. Le vespe affrontavano la Fidelis Andria, rigenerata dalla cura Doudou, seppur immersa nelle sabbie mobili della zona playout. Colucci puntava sull’ormai collaudato 4-3-3 con Barosi tra i pali. Ancora Altobelli e Caldore a difesa della porta, mentre Maggioni e Mignanelli si posizionavano sulla trequarti. A centrocampo tornava Gerbo, a supporto di Scaccabarozzi e Berardocco. Il tridente d’attacco vedeva Santos come punta centrale, Pandolfi e Guarracino erano i due esterni. Prima occasione del match a favore dei padroni di casa: cross dalla sinistra di Urso al 10’, Barosi era bravo a bloccare la sfera. Rispondevano le vespe dopo un minuto: Pandolfi superava Delvino, e calciava di potenza, Savini respingeva e allontanava il pericolo. Al 21’ ear ancora Urso a rendersi pericoloso: riceveva un buon pallone e dalla distanza tentava il destro rasoterra, che finiva al lato. Andria molto più propositiva e organizzata in attacco. Al 30’ Mignanelli serviva di tacco Pandolfi, l’attaccante calciava di potenza, Savini non tratteneva poi arrivava Gerbo, ma non controllava bene il pallone, facile per l’estremo difensore biancazzurro. Andria vicinissima al vantaggio: azione da calcio d’angolo, Persichini colpiva il palo, mischia in area, Dalmazzi colpiva di testa, poi Bolsius favorito nel rimpallo non ne approfittava. Tante le occasioni, ma il punteggio rimaneva sullo 0 a 0. Al 41’ punizione dalla distanza di Urso, il giocatore calciava in direzione della porta, Barosi era costretto a tuffarsi per mettere al sicuro la sfera. Il direttore di gara concedeva un minuto di recupero. Sfira diceva che può bastare e mandava le squadre negli spogliatoi. Calavano i ritmi nella ripresa. Al 17’ Berardocco riceveva palla e dai trenta metri faceva partire un siluro che si spegneva al lato. Squadre poco reattive in questi primi venti minuti del secondo tempo. Gli allenatori provavano a cambiare i ritmi, optando per le forze fresche. Alcuni giocatori infatti cominciavano ad accusare i primi crampi, complici probabilmente le tre partite ravvicinate in sette giorni. Al 36’ finalmente la luce in fondo al tunnel: rimessa laterale battuta, poi Mignanelli crossava dalla sinistra, Pandolfi di testa beffava Savini e insaccava sotto l’incrocio dei pali. Le vespe tornavano a segnare dopo quattro partite: secondo gol stagionale per l’attaccante. I padroni di casa provavano a reagire. Il direttore di gara concedeva 6 minuti di recupero. La Fidelis tentava l’ultimo assalto. Triplice fischio finale: dopo quattro giornate le vespe tornavano a segnare e a vincere. Decisivo il colpo di testa di Pandolfi, anche lui tornava al gol dopo la rete a inizio stagione.
GELBISON – LATINA: terzo pareggio a reti inviolate per la Gelbison di De Sanzo. Contro il Latina, al termine di una partita tutto sommato equilibrata, i cilentani non riuscivano ad andare oltre lo 0-0. La Gelbison provava ad essere subito insidiosa, ma De Sena sprecava una buona chance calciando in porta e non servendo Sane meglio appostato. La partita scorreva senza particolari sussulti, a regnare era l’equilibrio. Al 16′ il Latina si affidava a Riccardi, la cui conclusione era sbilenca e si perdeva sul fondo. Al 26′ la formazione cilentana si affacciava dalle parti dell’area di rigore laziale con un’incornata di De Sena facilmente controllata da Tonti. Poco dopo la mezz’ora gli ospiti attaccavano con Carissoni, D’Agostino era attento e bloccava in due tempi. Il match era vivo e regalava azioni interessanti da una parte e dall’altra. Al 33′ Savini pescava Sane, la cui spizzata si spegneva di poco a lato. Sul ribaltamento di fronte il Latina replicava con Carletti, ma D’Agostino non correva pericoli. Al 35′, da posizione defilata, De Sena lasciava partire un diagonale che Tonti deviava prontamente. Trascorrevano due minuti e i nerazzurri creavano un’interessante palla gol sull’asse Di Livio-Riccardi, il colpo di testa di quest’ultimo però si perdeva sul fondo. Nel finale era il Latina a farsi vedere con maggiore pericolosità: prima era Bordi e non trovare la porta con la sua sassata dalla distanza, poi era Carletti in diagonale ad impensierire la retroguardia campana. La prima chance della seconda frazione di gioco era di marca laziale: Celli, sugli sviluppi di calcio d’angolo, di testa non riusciva a superare D’Agostino. Al 74′ era Carletti a raccogliere un traversone, il suo tentativo tuttavia era impreciso e terminava la corsa sul fondo. Poco dopo, la Gelbison cercava l’effetto sorpresa con un destro di Kyeremateng dalla distanza neutralizzato da Tonti. All’82’ D’Agostino calcolava male l’uscita, ma Barberini a porta sguarnita mancava l’appuntamento con il gol. Tre giri di lancetta più tardi i rossoblù di De Sanzo si distendevano in contropiede, De Sena verticalizzava per Sane ma Tonti era provvidenziale e si rifugiava in calcio d’angolo. L’ultimo squillo lo offriva la Gelbison con Onda che, da posizione favorevole, spediva incredibilmente a lato. Con questo pareggio i vallesi muovevono la classifica e salivano a quota 22 punti.
MONOPOLI – POTENZA: al Veneziani, i biancoverdi di Pancaro, provavano a raccogliere tre punti importanti dopo un periodo con risultati altalenanti. Servivano solo diciassette minuti, agli ospiti, per passare in vantraggio. Incusione in area Di Grazia, chiusura di un difensore locale sull’attaccante lucano, poi, la palla recuperata dallo stesso Di Grazia, era spedita nell’area piccola dove Caturano era il più lesto a calciarla e spingerla in rete con porta vuota, per l’uscita improvvida di Vettorel. I rossoblù, vista le difficoltà dei monopilitani a rendersi pericolosi, insistevano alla ricerca del secondo goal che giungeva, al 37°, per un’azione caprabia. Da rimessa laterale dei bianco verdi un’intercettamento, di testa di Gyamfi, si rilevava un lancio perfetto dove Di Grazia, pur in ritardo sul difensore, in progressione lo superava e calciava la palla in diaglonale che si infilava, alla destra del portiere Vettorel, per il 2 a 0 con cui il Potenza andava all’intervallo. Nella ripresa, il Potenza controllava il match, mentre il Monopoli era a caccia della rete che avrebbe potuto riparire il match, marcatura che arrivava, a dieci minuti dal quarantacinquesimo, grazie ad un bella azione, iniziata dalla fascia desra, cross verso l’area e Manzari, arrivando in corsa, appena dentro i sedici metri, sparava una bordata, di sinistro che faceva infilare la palla alle spalle del portiere Gasparini, vanamente proteso. Finiva qui il match perchè il Monopoli non riusciva a trovare il pareggio ed il fischio finale sanciva una sconfitta in una serata amara, con la consapevolezza che già, dalla prossima gara interna (ospite il Pescara), si dovrà necessariamente tornare a fare punti per evitare di scivolare, ulteriormente, verso la zona play out.
ACR MESSINA – AZ PICERNO: allo stadio “F. Scoglio” erano protagoniste Messina e Picerno, gara valevole per la 17^ giornata del campionato di Serie C girone C, molto importante ai fine della classifica per entrambe. Inizio csoppiettnte con ospiti propositivi. Al 5′ discesa di Esposito chiuso in angoloo, sugli sviluppi Esposito impegnava Lewandowski che doveva smanacciare. All’ 8′ rispondeva il Messina con il tiro di Marino dalla distanza che si perdeva fuori dai pali. Al 12′ occasione per il Picerno con la punizione di Dettori che ribattuta finiva sui piedi di Esposito in area, chiuso prontamente al momento del tiro. Al 17′ Catania si accentrava dalla sinistra ma il suo tiro a giro era debole, parava Albertazzi. Al 29′ recupero palla del Messina Catania provava dai trenta metri. Al 32′ occasionissima Picerno con Esposito che dribblava e cercava il tiro da dentro l’area, conclusione deviata in angolo. Al 38′ Picerno in vantaggio: punizione di Dettori, sulla respinta si avventava Guerra che scoccava un tiro che Lewandowski toccava ma non tratteneva e la palla finiva in rete. Al 44′ occasione per il Messina con Catania che dal vertice dell’area piccola tentava il diagonale ma la palla passava davanti alla linea di porta senza che nessuno possa toccarla. In avvio Messina sembrava ripartire bene ma Zuppel sparava alle stelle. Al 62′ punizione di Napoletano e colpo di testa fuori di Ferrini. Al 66′ contropiede del Picerno e tiro che finiva sull’esterno della rete. Al 68′ cross di Guerra ed Esposito con l’esterno colpiva il palo, Picerno vicino al raddoppio. Partita molto spezzettata, all’ 82′ altra occasione per il Picerno con Kouda che partiva dal centrocampo ed arrivava al tiro con Lewandowski che respingeva in tuffo. Venivano assegnati 6 minuti di recupero. Al 93′ colpo di testa di Balde, palla alta sopra la traversa. Finiva con il Picerno in attacco, l’ennesima sconfitta del Messina, con la consapevolezza che l’ultimo posto in classifica, rimaneva la certezza più amara, anche in vista della prosecuzione del campionato, al momento a tinte fosche.
TURRIS – AVELLINO: sfida valevole per la diciassettesima gara di Lega Pro del Girone C, terminava 3 a 1 in favore degli irpini. Il protagonista di questa sfida era Fabio Tito, marcatore di una splendida doppietta. A segno, nella formazione di Rastelli, anche Gambale; i padroni di casa negavano il terzo clean sheet di fila a Pane con la rete dell’ex Riccardo Maniero. I padroni di casa, dopo 4 minuti di gioco, andavano vicino al vantaggio grazie all’incursione di Maniero che serviva Leonetti, ma il compagno di squadra non riusciva a colpire il pallone. Vitiello, approfittando di questa situazione, concludeva in porta, ma Auriletto salvava sulla linea. La formazione del tecnico Di Michele, al diciottesimo, provava a sorprendere Pane con un tiro di Leonetti, ma la sfera finiva alta sulla traversa. Marcello Trotta provava a portare i lupi in vantaggio, al minuto 23, concludendo una fantastica percussione da parte di Russo, ma Perina rispondeva, in maniera impeccabile, all’avversario. Riccardo Maniero cercava la rete dell’ex, al ventisettesimo, sfruttando un passaggio di Leonetti, la conclusione non gonfiava la rete. I lupi passavano in vantaggio, un minuto più tardi, grazie al gol di Tito. L’azione nasceva con un cross da parte di Rizzo; il passaggio veniva allontanato dalla difesa dei padroni di casa, ma la palla era recuperata da Tito, che bucava l’estremo difensore avversario con un tiro, imparabile, da lontano. Ancora i biancoverdi a segno, al trentaduesimo, con Gambale. Il centravanti dei lupi non sprecava un passaggio da parte di Russo, colpendo la palla di testa ed insaccandola sotto le gambe di Perina. La Turris, 5 minuti più tardi, accorciava le distanze con la rete di Riccardo Maniero; l’ex biancoverde sfruttava al meglio un cross di Acquadro, superando di testa la difesa degli irpini, mettendo a segno il gol per la formazione del tecnico Di Michele. Il primo tempo si concludeva con gli ospiti in vantaggio per 2 a 1. I padroni di casa cercavano il pareggio, al decimo della ripresa, con un tiro da fuori area da parte di Acquadro, ma Pane gli negava la gioia della rete. La squadra di Massimo Rastelli, al minuto 18 del secondo tempo, segnava il quarto gol dell’incontro: Fabio Tito ringraziava l’avversario Boccia, che provava ad allontanare la palla messa in area da Maisto, ma il difensore irpino concludeva in rete con il proprio sinistro. Perina raccoglivae, per la terza volta, la palla dalla propria rete. I lupi provavano a siglare il quarto gol, al trentunesimo della ripresa, con il diagonale di Russo, che approfittando di un errore di Boccia, cercava di sorprendere il portiere della Turris. Matera cercava la gioia personale, 4 minuti più tardi, con un tiro dalla distanza, ma Perina respingeva senza alcuna difficoltà. La formazione di Torre del Greco, al minuto 47 della seconda fase di gioco, provava a riaprire la partita con un tiro di Leonetti, ma Pane era impeccabile nell’uno contro uno. La gara terminava, al quarantanovesimo del secondo tempo, 1 a 3: l’Avellino superava in classifica la formazione di casa.
MONTEROSI TUSCIA – VITERBESE: diciassettesima di andata, al Rocchi era sfida tutta viterbese tra Monterosi Tuscia e Us Viterbese. Primo tempo che non regalava grosse emozioni se non al 18’ una mezza conclusione di Costantini che finiva fuori. Al 36’ sulla discesa di Monteagudo assist di Volpicelli per il sinistro di Polidori che sparava alto. Due minuti dopo proteste gialloblù per una spinta su D’Uffizi all’interno dell’area di rigore biancorossa. Proprio allo scadere una pericolosa ripartenza di Costantini si concludeva con un destro parato a terra da Fumagalli. Si andava al riposo a reti bianche. Ad inizio ripresa grossa occasione sui piedi di D’Uffizi il quale tutto solo in area sparava altissimo il bel traversone di Polidori. Al 12’st sul terzo corner il Monterosi Tuscia trovava il gol che sbloccava la gara grazie ad una spizzata vincente di Tartaglia. La Viterbese pareggiava i conti quasi subito con una prodezza di Marotta che al 20’st la metteva all’angolino dove Alia non poteva arrivare. Al 38’ sulla punizione fischiata per un fallo su Marotta lanciato a rete era bravo Alia a mettere i guantoni all’incrocio sulla conclusione di Mungo. Al 42’st Volpicelli gettava al vento un comodo retropassaggio di Andreis. Allo scadere era Costantino a beffare Fumagalli con un pallonetto e regalare i tre punti al Monterosi Tuscia.
Fabrizio Di Leo














