Enzo Damian Cena, argentino classe 1992, è un pivot del Cus Jonico. È ormai un veterano del basket italiano, perché da ben oltre 10 anni è approdato nel belpaese di cui ha anche il passaporto. È anche un giocatore dotato di molta forza, bravura e tanti centimetri, che fanno sì che la panchina rossoblu torni a “ballare il tango argentino”.
Ciao Enzo, dopo una settimana abbastanza impegnativa, che ci ha visti impegnati a giocare tre partite in una settimana e che vi ha visti portare a casa tre vittorie, che clima c’è nello spogliatoio?
“Penso che il clima sia più o meno lo stesso, perché al di là delle sconfitte, comunque il gruppo è sempre stato molto unito e né un paio di vittorie o un paio di sconfitte ci hanno demoralizzato. La cosa buona è che queste tre vittorie ci hanno portato avanti in classifica, due delle quali poi fuori casa che non sono mai scontate e che hanno portato ancora più entusiasmo di quanto già ne avessimo prima. Dobbiamo cercare di continuare su questa strada, perché con Monopoli è una partita molto importante.”
Ecco, domenica ospiterete in casa proprio il Monopoli. Come state preparando la partita e con quale mentalità?
“La stiamo preparando come tutte le altre gare di campionato, sempre con la stessa concentrazione con la quale abbiamo affrontato le precedenti. Vincere la quarta partita di fila e andare alla pausa natalizia con una vittoria sarebbe una cosa ottima per noi e per l’ambiente. Ci darebbe un ulteriore passo in più in classifica oltre al tanto entusiasmo e ottimismo per quello che prosegue.”
Da argentino, se hai avuto modo di seguire i mondiali, cosa ne pensi della conquista della finale da parte dell’Argentina?
“Sono molto emozionato. Io ho seguito tutte le partite, i pre-partita e tutto il contorno. Devo dire che è una gioia molto grande sia per me che sono argentino ma anche per tutto il nostro popolo. Non sta attraversando un momento facile l’Argentina e credo che questo sia un momento di grande felicità, di grande unione per quello che è la nostra nazione.”
Tornando un po’ indietro. Nel 2010/2011 giochi la tua prima stagione a Chieti in B e nella stagione successiva (2011/2012) passi al Canicattì in DNC. Come esperienze iniziali come sono state?
“Sicuramente mi hanno formato come giocatore, perché se non avessi fatto quelle esperienze, sia a Chieti che a Canicattì, magari non sarei quello che sono oggi. Credo che tutte le esperienze nella vita ti insegnano qualcosa e credo che quelle due siano state fondamentali per la mia crescita come uomo e giocatore.”
Hai passato 5 anni tra Bisceglie e San Severo. Che parentesi sono state?
“Per me Bisceglie è stata una delle esperienze che mi ha fatto diventare proprio un giocatore di pallacanestro. Sia Bisceglie che San Severo per me sono state le esperienze più importanti perché sono i due posti e le due società dove ho vissuto per più tempo. Mi son trovato subito bene, sia da una parte che dall’altra e quindi per me sono veramente importanti. Tornare ogni volta a Bisceglie è una grande emozione perché ho tanti amici, tante conoscenze e quindi per me è molto bello. A San Severo purtroppo sono tornato solo una volta.”
La tua massima esplosione è arrivata a Cassino nella stagione 2017/2018 con cui conquisti la A2, realizzando un sacco di punti, soprattutto quelli più importanti nello spareggio contro San Severo. Com’è andato quell’anno?
“Cassino credo che per me sia stato il punto più alto in queste categorie. Ho trovato una società incredibile e soprattutto dei compagni favolosi. Ne nomino solo uno che è stato proprio quello che mi ha fatto cambiare la mentalitá, Manuel Carrizzo, per me è il giocatore più forte con il quale io abbia mai giocato e quello in cui vedo tutto quello che deve essere un giocatore di pallacanestro.”
Negli ultimi anni hai sempre giocato ad alti livelli in serie B, prima a Piacenza, poi a Rieti, per passare l’anno scorso a Sant’Antimo. Che esperienze sono state e come ti sei trovato?
“Credo che in tutti gli anni uno impara delle cose, cerca di migliorarsi giorno per giorno. Queste squadre qui, sia Matera, che Piacenza, che Rieti e Sant’Antimo sicuramente le porto nel cuore. Si deve sempre ringraziare di poter giocare e soprattutto che squadre di questo calibro ti vogliano con loro, saranno sempre importanti per tutto quello che mi hanno dato.”
Quest’anno arrivi a Taranto, nel Cus Jonico.
“Qui mi sto trovando molto bene. Sono stato avvantaggiato magari perché conoscevo già gran parte della squadra. Questo mi ha aiutato nell’ambientarmi e nel creare un gruppo importante. Poi con la societá mi sono trovato subito bene.”
Quali sono i tuoi obiettivi personali e come squadra?
“Io credo solo in un obiettivo, che è quello di cercare di migliorarsi ogni giorno, questo è il mio obiettivo personale. Penso che sia anche l’obiettivo della squadra. Ovviamente se tu lavori duro e migliori è chiaro che ti togli delle soddisfazioni. Lavorandocosì c ome stiamo facendo alla fine vedremo quali saranno i nostri risultati.”
Francesca Raguso














